Sfogo di turisti in vacanza a Sorrento: «Mai più in Italia. Treni guasti, ritardi, convogli pieni e scippi: è troppo»

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Sono in vacanza in Italia da qualche settimana. Prima Roma, poi Napoli. E immancabilmente Sorrento. Una tappa “obbligata” per chi ama il mare e, soprattutto, vanta con orgoglio origini italiane. Anche a tavola. Ma invece che relax, gusto e divertimento, la capatina nel Belpaese si è trasformata in una vera e propria odissea. Soprattutto quando hanno tentato di raggiungere la Terra delle Sirene. Sì, perché loro, turisti statunitensi che alloggiano da qualche giorno in un albergo a cinque stelle di Sorrento – si tratta di una coppia di 47enni che vivono a Seattle e che sono giunti in Italia con i figli gemelli, entrambi di 14 anni – non ne possono più. Erano a bordo del convoglio della vergogna dell’Eav che – una decina di giorni fa – per cause ancora tutte da accertare si bloccò, di colpo, sotto la galleria di Pozzano. Viaggiatori intrappolati per quasi due ore, salvo poi “fuggire” all’interno del tunnel. Un episodio choc avvenuto a ridosso dello scippo di una turista britannica allo scalo di Sorrento. E aggiungiamoci anche gli atti vandalici firmati da teppisti senza scrupoli lungo la tratta per Napoli. Mentre attendono al porto di Marina Piccola il traghetto per Capri, raccontano la propria “storia” al barista che gli serve un caffè americano da prendere per fare colazione e smaltire la rabbia di ostacoli su ostacoli registrati finora in Italia. «Credevamo che le cose fossero migliorate, invece purtroppo si va di male in peggio – dice il “patriarca”, Michael, che era già stato in Italia con la sua consorte prima delle nozze – Certo, Sorrento rappresenta un’eccellenza sotto il profilo culturale e naturalistico. Ma per i trasporti…». Scuote la testa fino a quando non spara la sentenza. «Penso che non tornerò più in Italia. C’è una escalation di disagi e problemi a cui non vorrei esporre la mia famiglia. Sicurezza, trasporti: è troppo». Quello che si temeva dopo gli ultimi sviluppi sul caso Circum, è divenuto realtà. Ovvero: cattiva pubblicità all’estero per la Terra delle Sirene (e non solo) e ripercussioni anche di carattere economico per il comparto ricettivo che dà lavoro a migliaia di famiglie in tutta la penisola sorrentina. E pensare che gli albergatori scrissero al premier Matteo Renzi per chiedere una mano per rilanciare Eav aumentando il livello di sicurezza. (Salvatore Dare – Metropolis)

Sono in vacanza in Italia da qualche settimana. Prima Roma, poi Napoli. E immancabilmente Sorrento. Una tappa “obbligata” per chi ama il mare e, soprattutto, vanta con orgoglio origini italiane. Anche a tavola. Ma invece che relax, gusto e divertimento, la capatina nel Belpaese si è trasformata in una vera e propria odissea. Soprattutto quando hanno tentato di raggiungere la Terra delle Sirene. Sì, perché loro, turisti statunitensi che alloggiano da qualche giorno in un albergo a cinque stelle di Sorrento – si tratta di una coppia di 47enni che vivono a Seattle e che sono giunti in Italia con i figli gemelli, entrambi di 14 anni – non ne possono più. Erano a bordo del convoglio della vergogna dell’Eav che – una decina di giorni fa – per cause ancora tutte da accertare si bloccò, di colpo, sotto la galleria di Pozzano. Viaggiatori intrappolati per quasi due ore, salvo poi “fuggire” all’interno del tunnel. Un episodio choc avvenuto a ridosso dello scippo di una turista britannica allo scalo di Sorrento. E aggiungiamoci anche gli atti vandalici firmati da teppisti senza scrupoli lungo la tratta per Napoli. Mentre attendono al porto di Marina Piccola il traghetto per Capri, raccontano la propria “storia” al barista che gli serve un caffè americano da prendere per fare colazione e smaltire la rabbia di ostacoli su ostacoli registrati finora in Italia. «Credevamo che le cose fossero migliorate, invece purtroppo si va di male in peggio – dice il “patriarca”, Michael, che era già stato in Italia con la sua consorte prima delle nozze – Certo, Sorrento rappresenta un’eccellenza sotto il profilo culturale e naturalistico. Ma per i trasporti…». Scuote la testa fino a quando non spara la sentenza. «Penso che non tornerò più in Italia. C’è una escalation di disagi e problemi a cui non vorrei esporre la mia famiglia. Sicurezza, trasporti: è troppo». Quello che si temeva dopo gli ultimi sviluppi sul caso Circum, è divenuto realtà. Ovvero: cattiva pubblicità all’estero per la Terra delle Sirene (e non solo) e ripercussioni anche di carattere economico per il comparto ricettivo che dà lavoro a migliaia di famiglie in tutta la penisola sorrentina. E pensare che gli albergatori scrissero al premier Matteo Renzi per chiedere una mano per rilanciare Eav aumentando il livello di sicurezza. (Salvatore Dare – Metropolis)