Agerola. Gli rubarono la moto da cross e lo picchiarono a sangue, quattro arresti. Ma ci sono altre indagini

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A pochi giorni dall’operazione «Monti Lattari3», che ha fatto finirei ncarcere cinque agerolesi per estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza e produzione, traffico e detenzione di stupefacente, all’alba di ieri le forze dell’ordine sono tornate nel piccolo centro a far tintinnare le manette. I carabinieri della compagnia di Castellammare hannoeseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Torre Annunziata e da quello per i Minorenni di Napoli a carico di quattro indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in rapina, detenzione e porto illegale di armicomunidasparoedi lesioni personali aggravate. In carcere sono finiti: Alessandro Avitabile, 19enne di Agerola con precedenti specifici; Raffaele Scarfato di 21 anni di Pimonte incensurato; un 17enne di Pimonte. Tra gli indagatic’èunaquartapersona residente a Gragnano al momento irreperibile. I fatti, come già accennato, risalgono al marzo scorso.Nella serata di domenica16marzogiungeall’ospedale «SanLeonardo » di Castellammare un giovane di Agerola accompagnato da altri due amici: ha una ferita di arma da fuoco ad una gamba guaribile in dieci giorni. Al nosocomio arrivano anche i carabinieri. Il ragazzo raccontalorochesitrovavainlocalità «SantaMariadeiMonti» nei pressi del Monte Megano perpraticare ilmotocrossquandoèstatoavvicinatoda quattro persone che, armate di pistola, volevano rapinargli la sua due ruote: «Unodi loromihasparato». La sera stessa i carabinieri provano a raggiungere il posto indicato dalla vittima, matral’oscuritàeisentieriimpraticabilidevonodesistere finoall’indomani. Il giorno dopo i militari si rendono conto dellaparticolaritàdelluogodesignatodagli sportivi, e che dopo gli arresti di ieri costituirà ilpuntodacuifar partirenuove indagini.È anchegrazieaqueipendii che i Lattarisonostatiribattezzati la «Giamaica italiana», dove i padroni della montagna coltivano droga tenendo a debita distanzapersoneedanimali. . Gli inquirenti hanno ancora molti dubbi circa il movente,ovveroimpadronirsidiunamoto, che ha spinto la banda di malviventi a fare fuoco. Le autorità hanno parlato di una «rapina atipica» e non escludono chegliappassionatidi crosssianofinitiin una sorta di zona «proibita» e che quindi andavano allontanati in ogni modo: è propriolì, infatti,chegli stessi carabinieri ogni anno sequestrano tonnellate e tonnellate di marijuana coltivata sui pendii più impervideimonti Lattari. 

A pochi giorni dall’operazione «Monti Lattari3», che ha fatto finirei ncarcere cinque agerolesi per estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza e produzione, traffico e detenzione di stupefacente, all’alba di ieri le forze dell’ordine sono tornate nel piccolo centro a far tintinnare le manette. I carabinieri della compagnia di Castellammare hannoeseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Torre Annunziata e da quello per i Minorenni di Napoli a carico di quattro indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in rapina, detenzione e porto illegale di armicomunidasparoedi lesioni personali aggravate. In carcere sono finiti: Alessandro Avitabile, 19enne di Agerola con precedenti specifici; Raffaele Scarfato di 21 anni di Pimonte incensurato; un 17enne di Pimonte. Tra gli indagatic’èunaquartapersona residente a Gragnano al momento irreperibile. I fatti, come già accennato, risalgono al marzo scorso.Nella serata di domenica16marzogiungeall’ospedale «SanLeonardo » di Castellammare un giovane di Agerola accompagnato da altri due amici: ha una ferita di arma da fuoco ad una gamba guaribile in dieci giorni. Al nosocomio arrivano anche i carabinieri. Il ragazzo raccontalorochesitrovavainlocalità «SantaMariadeiMonti» nei pressi del Monte Megano perpraticare ilmotocrossquandoèstatoavvicinatoda quattro persone che, armate di pistola, volevano rapinargli la sua due ruote: «Unodi loromihasparato». La sera stessa i carabinieri provano a raggiungere il posto indicato dalla vittima, matral’oscuritàeisentieriimpraticabilidevonodesistere finoall’indomani. Il giorno dopo i militari si rendono conto dellaparticolaritàdelluogodesignatodagli sportivi, e che dopo gli arresti di ieri costituirà ilpuntodacuifar partirenuove indagini.È anchegrazieaqueipendii che i Lattarisonostatiribattezzati la «Giamaica italiana», dove i padroni della montagna coltivano droga tenendo a debita distanzapersoneedanimali. . Gli inquirenti hanno ancora molti dubbi circa il movente,ovveroimpadronirsidiunamoto, che ha spinto la banda di malviventi a fare fuoco. Le autorità hanno parlato di una «rapina atipica» e non escludono chegliappassionatidi crosssianofinitiin una sorta di zona «proibita» e che quindi andavano allontanati in ogni modo: è propriolì, infatti,chegli stessi carabinieri ogni anno sequestrano tonnellate e tonnellate di marijuana coltivata sui pendii più impervideimonti Lattari.