SEQUESTRI AI BENI DEI BOTTIGLIERI PER 11 MILIONI ANCHE A MILANO E CAPRI

0

Sequestri per i Bottiglieri armatori della Campania La Procura di Torre Annunziata ha affidato alla Guardia di Finanza di Napoli l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo «per equivalente» fino al 11,5 milioni di euro, di beni immobili, denaro ed altre liquidità nella disponibilità di 6 indagati, 5 dei quali appartenenti alla nota famiglia di armatori Bottiglieri di Torre del Greco. Tra i beni in sequestro ci sono ville ed appartamenti di pregio in Roma e Milano e immobili in Capri, Ischia e Torre del Greco.

 

OPERAZIONE «LUXEMBOURG» – Nella mattinata, è la nota del Procuratore capo di Torre Annunziata Alessandro Pennasilico, «all’esito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia dì Finanza di Napoli hanno dato esecuzione ad un decreto del Gip che ha disposto il sequestro preventivo “per equivalente”, fino a concorrenza di circa 11,5 milioni di euro, di beni immobili nonché denaro ed altre liquidità nella disponibilità di 6 indagati. Si tratta, in particolare, di Orsola e Grazia Bottiglieri, Roberto Rizzo, Giuseppe Mauro Rizzo ed Ugo De Carlini. Colpito da misura cautelare anche l’avvocato romano Vincenzo Ussani D’Escobar, legale della famiglia Bottiglieri, che ha svolto funzioni di rappresentanza ed amministrazione di società di diritto estero a quest’ultima riconducibili.

LE INDAGINI – Le investigazioni delle Fiamme Gialle hanno avuto inizio con l’esecuzione di una verifica fiscale nei confronti della società armatoriale Rizzo Bottiglieri De Carlini Armatori S.p.a (oppure Rbd) con sede legale in Torre del Greco, «nel cui ambito erano emerse rilevanti operazioni finanziarie effettuate con società di diritto estero – per la maggior parte di diritto lussemburghese (di qui il nome dell’operazione investigativa) – di fatto riconducibili agli indagati». Tra queste società figura la controllante della Rbd S.p.a., ossia la Luxdynamic S.a., avente sede legale in Lussemburgo ma fiscalmente domiciliata in Italia, oggetto di un controllo fiscale effettuato da parte dell’Agenzia delle Entrate (Ufficio Centrale per il Contrasto agli Illeciti Fiscali Internazionali). L’attività ispettiva dell’Ucifi, è la nota della Procura, «è stata determinante per la ricostruzione delle ipotesi criminose contestate che consistono nell’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di reati tributali e di truffa aggravata ai danni dello Stato».

SOCIETA’ FANTASMA E SCATOLE CINESI – In particolare «è stata accertata l’omessa indicazione da parte della predetta holding lussemburghese nella disponibilità della famiglia armatoriale, di componenti positive di reddito per oltre 37 milioni di euro. Questa somma è stata sottratta alla dovuta tassazione in quanto è stata esposta nella documentazione contabile non già come un attivo patrimoniale quanto come una passività derivante da un’emissione obbligazionaria sottoscritta dagli stessi indagati – invece priva di valide ragioni economiche. Successivamente gli indagati appartenenti alla famiglia Bottiglieri si sono divisi la somma di poco superiore a 37 milioni di euro, dando luogo ad una distribuzione di dividendi, operazione anch’essa sottratta a tassazione in quanto celata dietro l’apparenza dei rimborsi del prestito obbligazionario sottoscritto solo due anni prima. La somma complessivamente evasa è di circa 11,5 milioni di euro e ad essa corrisponde il valore dei beni sottoposti a sequestro. Gli ulteriori accertamenti, delegati al Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, ha consentito di ricostruire l’origine della somma pervenuta alla Luxdynamic S.a. Il flusso finanziario ha come propria origine un’altra società di diritto lussemburghese, con ogni probabilità realmente operante in Italia. I proventi di questa attività sono stati poi trasferiti sulle società-schermo Goral Dry S.a. e Mozyr S.a. solo formalmente domiciliate in Montevideo-Uruguay ed anch’esse nella disponibilità della famiglia Bottiglieri, per poi essere convogliati sui conti della holding Luxdynamic S.a.

 

Grazia Bottiglieri, Cavaliere del Lavoro

LA FAMIGLIA DI ARMATORI – È del marzo scorso la notizia che la flotta della Rizzo-Bottiglieri-De Carlini Armatori S.p.a., tutti coinvolti nelle indagini della Procura di Torre, si è arricchita della 18ma unità, dai cantieri Giapponesi Tsuneishi Shipbuilding la compagnia armatoriale italiana ha preso in consegna la petroliera Aframax M/T Maria Bottiglieri, il nome in ricordo della mamma del presidente della compagnia, Grazia Bottiglieri, Cavaliere del Lavoro (il 24.10.07 al Palazzo del Quirinale la cerimonia di consegna delle onorificenze) e di Orsola Bottiglieri, amministratore delegato nonché nonna di Giuseppe Mauro Rizzo, direttore generale dell’azienda già alla guida dei giovani armatori di Confitarma. Corrmezz

Sequestri per i Bottiglieri armatori della Campania La Procura di Torre Annunziata ha affidato alla Guardia di Finanza di Napoli l'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo «per equivalente» fino al 11,5 milioni di euro, di beni immobili, denaro ed altre liquidità nella disponibilità di 6 indagati, 5 dei quali appartenenti alla nota famiglia di armatori Bottiglieri di Torre del Greco. Tra i beni in sequestro ci sono ville ed appartamenti di pregio in Roma e Milano e immobili in Capri, Ischia e Torre del Greco.

 

OPERAZIONE «LUXEMBOURG» – Nella mattinata, è la nota del Procuratore capo di Torre Annunziata Alessandro Pennasilico, «all'esito di un'articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia dì Finanza di Napoli hanno dato esecuzione ad un decreto del Gip che ha disposto il sequestro preventivo "per equivalente", fino a concorrenza di circa 11,5 milioni di euro, di beni immobili nonché denaro ed altre liquidità nella disponibilità di 6 indagati. Si tratta, in particolare, di Orsola e Grazia Bottiglieri, Roberto Rizzo, Giuseppe Mauro Rizzo ed Ugo De Carlini. Colpito da misura cautelare anche l'avvocato romano Vincenzo Ussani D'Escobar, legale della famiglia Bottiglieri, che ha svolto funzioni di rappresentanza ed amministrazione di società di diritto estero a quest'ultima riconducibili.

LE INDAGINI – Le investigazioni delle Fiamme Gialle hanno avuto inizio con l'esecuzione di una verifica fiscale nei confronti della società armatoriale Rizzo Bottiglieri De Carlini Armatori S.p.a (oppure Rbd) con sede legale in Torre del Greco, «nel cui ambito erano emerse rilevanti operazioni finanziarie effettuate con società di diritto estero – per la maggior parte di diritto lussemburghese (di qui il nome dell'operazione investigativa) – di fatto riconducibili agli indagati». Tra queste società figura la controllante della Rbd S.p.a., ossia la Luxdynamic S.a., avente sede legale in Lussemburgo ma fiscalmente domiciliata in Italia, oggetto di un controllo fiscale effettuato da parte dell'Agenzia delle Entrate (Ufficio Centrale per il Contrasto agli Illeciti Fiscali Internazionali). L'attività ispettiva dell'Ucifi, è la nota della Procura, «è stata determinante per la ricostruzione delle ipotesi criminose contestate che consistono nell'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di reati tributali e di truffa aggravata ai danni dello Stato».

SOCIETA' FANTASMA E SCATOLE CINESI – In particolare «è stata accertata l'omessa indicazione da parte della predetta holding lussemburghese nella disponibilità della famiglia armatoriale, di componenti positive di reddito per oltre 37 milioni di euro. Questa somma è stata sottratta alla dovuta tassazione in quanto è stata esposta nella documentazione contabile non già come un attivo patrimoniale quanto come una passività derivante da un'emissione obbligazionaria sottoscritta dagli stessi indagati – invece priva di valide ragioni economiche. Successivamente gli indagati appartenenti alla famiglia Bottiglieri si sono divisi la somma di poco superiore a 37 milioni di euro, dando luogo ad una distribuzione di dividendi, operazione anch'essa sottratta a tassazione in quanto celata dietro l'apparenza dei rimborsi del prestito obbligazionario sottoscritto solo due anni prima. La somma complessivamente evasa è di circa 11,5 milioni di euro e ad essa corrisponde il valore dei beni sottoposti a sequestro. Gli ulteriori accertamenti, delegati al Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, ha consentito di ricostruire l'origine della somma pervenuta alla Luxdynamic S.a. Il flusso finanziario ha come propria origine un'altra società di diritto lussemburghese, con ogni probabilità realmente operante in Italia. I proventi di questa attività sono stati poi trasferiti sulle società-schermo Goral Dry S.a. e Mozyr S.a. solo formalmente domiciliate in Montevideo-Uruguay ed anch'esse nella disponibilità della famiglia Bottiglieri, per poi essere convogliati sui conti della holding Luxdynamic S.a.

 

Grazia Bottiglieri, Cavaliere del LavoroGrazia Bottiglieri, Cavaliere del Lavoro

LA FAMIGLIA DI ARMATORI – È del marzo scorso la notizia che la flotta della Rizzo-Bottiglieri-De Carlini Armatori S.p.a., tutti coinvolti nelle indagini della Procura di Torre, si è arricchita della 18ma unità, dai cantieri Giapponesi Tsuneishi Shipbuilding la compagnia armatoriale italiana ha preso in consegna la petroliera Aframax M/T Maria Bottiglieri, il nome in ricordo della mamma del presidente della compagnia, Grazia Bottiglieri, Cavaliere del Lavoro (il 24.10.07 al Palazzo del Quirinale la cerimonia di consegna delle onorificenze) e di Orsola Bottiglieri, amministratore delegato nonché nonna di Giuseppe Mauro Rizzo, direttore generale dell’azienda già alla guida dei giovani armatori di Confitarma. Corrmezz