Edinson Cavani bomber “italiano” spaventa gli azzurri

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L’ultima volta che il fuggiasco da 10 milioni di euro all’anno (quello che dopo aver lasciato il Napoli adesso guadagna al Psg) si è ritrovato davanti Buffon e compagni, il 30 giugno scorso, a Salvador de Bahia in Confederation Cup, ha firmato una doppietta ed era ancora un giocatore del Napoli. Anzi, era il campione azzurro da 104 gol in tre stagioni. L’ultima volta che ci siamo trovati davanti al suo chiffon, Edi non faceva altro che mandare irritanti segnali che solo gli innamorati pazzi di lui non riuscivano ad interpretare come parole di addio. Quella volta, un anno fa, si trattava semplicemente della finale che nessuno aveva interesse a giocare, quella per il terzo posto, che poi l’Italia ha vinto ai rigori proprio grazie a tre penalty parati dal portierone azzurro. Domani a Natal per Cavani sarà la prima volta da avversario vero, autentico. Il fuggiasco non sarà niente altro che uno da battere, senza nessun genere di concessioni o sorrisi. Uno sbaglio dell’anagrafe ha trasformato Edison in Edinson, la lampadina che diventa faro. Il fuggiasco, nel frattempo, è cresciuto un bel po’: ha già fatto gol in questa edizione della Coppa del mondo sia pure su rigore (contro Costa Rica) ed è la seconda rete in una fase finale, dopo quella alla Germania in Sudafrica. Cavani è uno dei simboli dell’ultima generazione del football uruguayano che ha senza dubbio fatto un salto di qualità enorme. Ritrova Chiellini: l’ultima volta che i due si sono incrociati è stato al San Paolo, il primo luglio del 2012. L’unico colpo che riuscì a mettere a segno il Matador quella notte fu una gomitata con cui stese il gigante bianconero che prima gli aveva tirato i capelli in maniera violenta e gratuita. Il duello finì in maniera magistrale: «Io e Cavani? Quel che è successo si vede dalle immagini, ma alla fine ci siamo parlati ed abbracciati», disse il difensore della Nazionale e della Juve. Si pensava che i guai di Suarez spostassero tutto il peso del gol sul Matador che ha imparato a Parigi a non essere più il leader assoluto. Nel Psg ha dovuto imparare a condividere gli spazi e le attenzioni con uno come Ibrahimovic, anche se Edinson ha comunque chiuso la stagione con 25 reti, vincendo la Ligue 1 e la coppa di Lega, con una sua doppietta al Lione. A Parigi ha fatto gruppo con i suoi ex compagni palermitani Sirigu e Pastore, con l’ex napoletano Lavezzi e con gli azzurri Verratti e Thiago Motta. E non gli sono mancate le tentazioni. Dopo la separazione milionaria con la moglie Maria Soledad e dopo aver chiuso la relazione con la cassiera di San Marco Evangelista, gli hanno affibbiato una prima love story con una Miss Uruguay poi con una modella francese. Insomma, il ragazzo di Salto (nato il giorno di San Valentino nello stesso posto dove è venuto alla luce anche Suarez: evviva il latte del piccolo centro a 300 km da Montevideo) ne ha fatta di strada, da quando El Botija, vaso di terracotta, per il suo fisico esile si divertiva solo ad andare a pesca. Con lui a Natal, in questi giorni, si sono rivisti volti che per tre anni sono stati assai familiari ai napoletani: il padre Luis e il fratello maggiore Walter Guglielmone (consanguineo solo da parte di madre), che ha giocato a calcio persino in Azerbaigian. Domani Cavani sarà un nemico. Ma impossibile per i tifosi del Napoli dimenticare un campione come lui. (Pino Taormina – Il Mattino)

L’ultima volta che il fuggiasco da 10 milioni di euro all’anno (quello che dopo aver lasciato il Napoli adesso guadagna al Psg) si è ritrovato davanti Buffon e compagni, il 30 giugno scorso, a Salvador de Bahia in Confederation Cup, ha firmato una doppietta ed era ancora un giocatore del Napoli. Anzi, era il campione azzurro da 104 gol in tre stagioni. L’ultima volta che ci siamo trovati davanti al suo chiffon, Edi non faceva altro che mandare irritanti segnali che solo gli innamorati pazzi di lui non riuscivano ad interpretare come parole di addio. Quella volta, un anno fa, si trattava semplicemente della finale che nessuno aveva interesse a giocare, quella per il terzo posto, che poi l’Italia ha vinto ai rigori proprio grazie a tre penalty parati dal portierone azzurro. Domani a Natal per Cavani sarà la prima volta da avversario vero, autentico. Il fuggiasco non sarà niente altro che uno da battere, senza nessun genere di concessioni o sorrisi. Uno sbaglio dell’anagrafe ha trasformato Edison in Edinson, la lampadina che diventa faro. Il fuggiasco, nel frattempo, è cresciuto un bel po’: ha già fatto gol in questa edizione della Coppa del mondo sia pure su rigore (contro Costa Rica) ed è la seconda rete in una fase finale, dopo quella alla Germania in Sudafrica. Cavani è uno dei simboli dell’ultima generazione del football uruguayano che ha senza dubbio fatto un salto di qualità enorme. Ritrova Chiellini: l’ultima volta che i due si sono incrociati è stato al San Paolo, il primo luglio del 2012. L’unico colpo che riuscì a mettere a segno il Matador quella notte fu una gomitata con cui stese il gigante bianconero che prima gli aveva tirato i capelli in maniera violenta e gratuita. Il duello finì in maniera magistrale: «Io e Cavani? Quel che è successo si vede dalle immagini, ma alla fine ci siamo parlati ed abbracciati», disse il difensore della Nazionale e della Juve. Si pensava che i guai di Suarez spostassero tutto il peso del gol sul Matador che ha imparato a Parigi a non essere più il leader assoluto. Nel Psg ha dovuto imparare a condividere gli spazi e le attenzioni con uno come Ibrahimovic, anche se Edinson ha comunque chiuso la stagione con 25 reti, vincendo la Ligue 1 e la coppa di Lega, con una sua doppietta al Lione. A Parigi ha fatto gruppo con i suoi ex compagni palermitani Sirigu e Pastore, con l’ex napoletano Lavezzi e con gli azzurri Verratti e Thiago Motta. E non gli sono mancate le tentazioni. Dopo la separazione milionaria con la moglie Maria Soledad e dopo aver chiuso la relazione con la cassiera di San Marco Evangelista, gli hanno affibbiato una prima love story con una Miss Uruguay poi con una modella francese. Insomma, il ragazzo di Salto (nato il giorno di San Valentino nello stesso posto dove è venuto alla luce anche Suarez: evviva il latte del piccolo centro a 300 km da Montevideo) ne ha fatta di strada, da quando El Botija, vaso di terracotta, per il suo fisico esile si divertiva solo ad andare a pesca. Con lui a Natal, in questi giorni, si sono rivisti volti che per tre anni sono stati assai familiari ai napoletani: il padre Luis e il fratello maggiore Walter Guglielmone (consanguineo solo da parte di madre), che ha giocato a calcio persino in Azerbaigian. Domani Cavani sarà un nemico. Ma impossibile per i tifosi del Napoli dimenticare un campione come lui. (Pino Taormina – Il Mattino)

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