Collovati, dopo il ko con la Costa Rica, punge: i fuoriclasse non arrivano più, la qualità inevitabilmente si abbassa

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«Mi meraviglio che ci si meravigli»: un campione del mondo la sa lunga sui Mondiali e sulle sue anomalie. L’Italia di oggi, messa in riga e quasi umiliata dalla Costa Rica, non può essere considerata una sorpresa negativa per Fulvio Collovati, indimenticato protagonista della spedizione vincente dell’82 targata Bearzot. «Non mi sono esaltato per la vittoria contro l’Inghilterra, non mi deprimo per la sconfitta di venerdì. E sapete perché? Perché siamo questi, il nostro calcio è mediocre e siamo arrivati al punto che anche una Costa Rica possa giocare meglio di noi e vincere. Peggio: i giocatori hanno considerato questa Nazionale sul nostro stesso livello». Paghiamo allora un campionato meno competitivo di tanti altri? «Sì. I grandi campioni non arrivano più, quelli che ci sono dopo un anno o due scappano via. I club non hanno grandi capacità economiche e quindi non investono nell’acquisto di top-player. Il contesto sociale è quello che è e il livello tecnico si è abbassato. Guardate la Juventus: In Italia stradomina, poi in Champions viene eliminata da danesi e turchi, e in Europa League non centra la finale nonostante questa si giocasse a Torino. Le nostre squadre in Europa falliscono sistematicamente, mi dite allora perché la Nazionale dovrebbe dominare, o almeno essere tra le protagoniste ai Mondiali?». Messa così, l’analisi è spietata. Non abbiamo scampo contro l’Uruguay? «La partita dentro o fuori è sempre particolare e l’Italia sembra tagliata per questo tipo di appuntamenti. Noi ci arriviamo dopo una cocente delusione, loro sono gasati per aver fatto fuori gli inglesi. Tra i due stati d’animo punto sulla voglia di riscatto dei nostri. E poi avere due risultati su tre è un vantaggio non da poco. Guai però a giocare per il pareggio, non abbiamo una difesa impenetrabile e dall’altra parte ci saranno Suarez e Cavani che sono due fenomeni. Bisogna provare a comandare il gioco e fare gol a tutti i costi». Questione di testa ma l’Italia ha la personalità giusta per mettere sotto i sudamericani? «Dobbiamo azzerare tutto, cancellare dalla mente le due precedenti sfide e affrontare l’Uruguay come se fosse una finale. Senza l’alibi del caldo e quelle sceneggiate che in Italia pagano ma a livello internazionale ci danneggiano enormemente. Purtroppo lo ripeto: la Nazionale è lo specchio del nostro calcio che adesso non va per niente bene». Due partite, due formazioni differenti e anche per domani sera si prevedono cambiamenti. Tira forse aria di rinnovamento? «Non giudico le scelte di Prandelli anzi sono convinto che il ct sia consapevole dei nostri limiti e che oltre questo livello non si possa andare. Il convento non passa di meglio. Però su una cosa non sono d’accordo: perché in avanti giochiamo con Balotelli così isolato? Siamo l’unica squadra del mondo che schiera un solo attaccante. Spagna, Inghilterra, Olanda, Uruguay, Brasile, per non parlare dell’Argentina che ne mette in campo quattro: nel calcio si vince facendo gol…». Immobile al fianco del milanista? «Dentro Immobile, punta centrale, con Balotelli leggermente dietro. Il ragazzo ha fatto benissimo nel Torino e merita una chance così importante. Noi abbiamo la gente giusta però la facciamo sedere in panchina e non capisco perché». Non Insigne o Cerci come seconda punta? «Con questi due giocatori si dovrebbe cambiare radicalmente il modo di stare in campo. Non dimentichiamo che l’assenza di De Rossi provocherà qualche variazione anche a centrocampo. Io penso che Immobile e Balotelli siano compatibili». L’Italia passerà? «Per me può farcela ma non so se riuscirà ad andare oltre gli ottavi di finale». Questo Mondiale ha già fatto vittime illustri. «Ne hanno risentito quelle squadre che prendono parte a campionati molto difficili e lunghi. Spagna e Inghilterra ne sono la prova più evidente». Chi vincerà? «Sono curioso di vedere dove arriveranno Colombia e Cile». (Angelo Rossi – Il Mattino)

«Mi meraviglio che ci si meravigli»: un campione del mondo la sa lunga sui Mondiali e sulle sue anomalie. L’Italia di oggi, messa in riga e quasi umiliata dalla Costa Rica, non può essere considerata una sorpresa negativa per Fulvio Collovati, indimenticato protagonista della spedizione vincente dell’82 targata Bearzot. «Non mi sono esaltato per la vittoria contro l’Inghilterra, non mi deprimo per la sconfitta di venerdì. E sapete perché? Perché siamo questi, il nostro calcio è mediocre e siamo arrivati al punto che anche una Costa Rica possa giocare meglio di noi e vincere. Peggio: i giocatori hanno considerato questa Nazionale sul nostro stesso livello». Paghiamo allora un campionato meno competitivo di tanti altri? «Sì. I grandi campioni non arrivano più, quelli che ci sono dopo un anno o due scappano via. I club non hanno grandi capacità economiche e quindi non investono nell’acquisto di top-player. Il contesto sociale è quello che è e il livello tecnico si è abbassato. Guardate la Juventus: In Italia stradomina, poi in Champions viene eliminata da danesi e turchi, e in Europa League non centra la finale nonostante questa si giocasse a Torino. Le nostre squadre in Europa falliscono sistematicamente, mi dite allora perché la Nazionale dovrebbe dominare, o almeno essere tra le protagoniste ai Mondiali?». Messa così, l’analisi è spietata. Non abbiamo scampo contro l’Uruguay? «La partita dentro o fuori è sempre particolare e l’Italia sembra tagliata per questo tipo di appuntamenti. Noi ci arriviamo dopo una cocente delusione, loro sono gasati per aver fatto fuori gli inglesi. Tra i due stati d’animo punto sulla voglia di riscatto dei nostri. E poi avere due risultati su tre è un vantaggio non da poco. Guai però a giocare per il pareggio, non abbiamo una difesa impenetrabile e dall’altra parte ci saranno Suarez e Cavani che sono due fenomeni. Bisogna provare a comandare il gioco e fare gol a tutti i costi». Questione di testa ma l’Italia ha la personalità giusta per mettere sotto i sudamericani? «Dobbiamo azzerare tutto, cancellare dalla mente le due precedenti sfide e affrontare l’Uruguay come se fosse una finale. Senza l’alibi del caldo e quelle sceneggiate che in Italia pagano ma a livello internazionale ci danneggiano enormemente. Purtroppo lo ripeto: la Nazionale è lo specchio del nostro calcio che adesso non va per niente bene». Due partite, due formazioni differenti e anche per domani sera si prevedono cambiamenti. Tira forse aria di rinnovamento? «Non giudico le scelte di Prandelli anzi sono convinto che il ct sia consapevole dei nostri limiti e che oltre questo livello non si possa andare. Il convento non passa di meglio. Però su una cosa non sono d’accordo: perché in avanti giochiamo con Balotelli così isolato? Siamo l’unica squadra del mondo che schiera un solo attaccante. Spagna, Inghilterra, Olanda, Uruguay, Brasile, per non parlare dell’Argentina che ne mette in campo quattro: nel calcio si vince facendo gol…». Immobile al fianco del milanista? «Dentro Immobile, punta centrale, con Balotelli leggermente dietro. Il ragazzo ha fatto benissimo nel Torino e merita una chance così importante. Noi abbiamo la gente giusta però la facciamo sedere in panchina e non capisco perché». Non Insigne o Cerci come seconda punta? «Con questi due giocatori si dovrebbe cambiare radicalmente il modo di stare in campo. Non dimentichiamo che l’assenza di De Rossi provocherà qualche variazione anche a centrocampo. Io penso che Immobile e Balotelli siano compatibili». L’Italia passerà? «Per me può farcela ma non so se riuscirà ad andare oltre gli ottavi di finale». Questo Mondiale ha già fatto vittime illustri. «Ne hanno risentito quelle squadre che prendono parte a campionati molto difficili e lunghi. Spagna e Inghilterra ne sono la prova più evidente». Chi vincerà? «Sono curioso di vedere dove arriveranno Colombia e Cile». (Angelo Rossi – Il Mattino)