Tangenziale, condannati i pirati del Telepass. Si accodavano alle auto che li precedevano per evitare il pedaggio

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Napoli. Il vizio di viaggiare «a scrocco» non corre soltanto sui binari della Circumvesuviana e dell’Anm, ma sfreccia anche sulle autostrade e sulle tangenziali campane. Ne sanno qualcosa i tre automobilisti che la quarta sezione del Tribunale di Napoli ha condannato a un anno e sei mesi complessivi di carcere per aver viaggiato sulla tangenziale senza pagare il pedaggio. Come? Con la solita tecnica del «trenino», ormai particolarmente diffusa a Napoli e dintorni: si accodavano alle automobili dotate di Telepass per poi superare il casello sfruttando i pochi secondi in più di apertura del varco. Un sistema che ha consentito a Salvatore Fasciano, 63enne napoletano, di non pagare 2155 pedaggi e di risparmiare la bellezza di 9071 euro e 23 centesimi. Numeri da record anche per la 41enne Marina Pierro che, secondo la ricostruzione avallata dai giudici partenopei, ha evitato il pagamento di 1900 pedaggi per un totale di 8365 euro e 57 centesimi. Non è stato da meno Giuseppe Forte, 53enne di Napoli, riuscito nella non facile impresa di sottrarsi al pagamento di 1248 ticket per un equivalente di 5073 euro e 10 centesimi. Totale: più di 5mila pedaggi non pagati per un ammanco di oltre 22mila e 500euro. Di qui prima l’accusa e poi la condanna per insolvenza fraudolenta, per la quale il giudice Marcello Rescigno ha disposto la sospensione subordinata al risarcimento del danno a favore di Tangenziale spa. Per la prima volta, infatti, i vertici della società concessionaria dell’autostrada A56 hanno scelto di costituirsi parte civile nel processo a carico dei tre automobilisti napoletani. Non solo: accogliendo la richiesta dell’avvocato Ciro Nocerino, il penalista che ha assistito Tangenziale spa nel corso del processo, il giudice ha disposto anche la condanna a una provvisionale di 6mila euro e la confisca delle utilitarie a bordo delle quali i condannati superavano il casello senza pagare il pedaggio. La mano pesante dei giudici napoletani chiude una vicenda giudiziaria cominciata dopo la maxi-querela proposta da Tangenziale spa nei confronti di una cinquantina di automobilisti campani. Nel 2012, i legali della società fornirono ai magistrati tutti i numeri di targa delle vetture «portoghesi», puntualmente filmate dalle telecamere che vigilano 24 ore su 24 sulle corsie riservate agli abbonati al servizio Telepass. Il dossier con fotografie e filmati fu trasmesso alla Procura della Repubblica di Napoli, che decise di aprire immediatamente un’inchiesta. Il fascicolo fu affidato al sostituto Valter Brunetti. Nel giro di qualche mese, grazie al supporto della polizia stradale di Fuorigrotta, il pubblico ministero riuscì a ricostruire la dinamica dei fatti. Per Fasciano, Pierro e Forte sono ora arrivate le condanne di primo grado, mentre le posizioni degli altri automobilisti coinvolti sono ancora al vaglio della quarta sezione del Tribunale di Napoli. «Il messaggio veicolato dai giudici è forte e chiaro – sottolinea l’avvocato Ciro Nocerino – gli automobilisti che non pagano il pedaggio incorrono in una responsabilità penale, anche perché l’importo è versato in parte alla società Autostrade e in parte al ministero delle Infrastrutture. La sanzione inflitta dalla quarta sezione del Tribunale di Napoli chiarisce, una volta per tutte, che il mancato pagamento del pedaggio non rappresenta un semplice illecito civile ma «un vero e proprio reato da perseguire in maniera esemplare». (Ciriaco M. Viggiano – Il Mattino)

Napoli. Il vizio di viaggiare «a scrocco» non corre soltanto sui binari della Circumvesuviana e dell’Anm, ma sfreccia anche sulle autostrade e sulle tangenziali campane. Ne sanno qualcosa i tre automobilisti che la quarta sezione del Tribunale di Napoli ha condannato a un anno e sei mesi complessivi di carcere per aver viaggiato sulla tangenziale senza pagare il pedaggio. Come? Con la solita tecnica del «trenino», ormai particolarmente diffusa a Napoli e dintorni: si accodavano alle automobili dotate di Telepass per poi superare il casello sfruttando i pochi secondi in più di apertura del varco. Un sistema che ha consentito a Salvatore Fasciano, 63enne napoletano, di non pagare 2155 pedaggi e di risparmiare la bellezza di 9071 euro e 23 centesimi. Numeri da record anche per la 41enne Marina Pierro che, secondo la ricostruzione avallata dai giudici partenopei, ha evitato il pagamento di 1900 pedaggi per un totale di 8365 euro e 57 centesimi. Non è stato da meno Giuseppe Forte, 53enne di Napoli, riuscito nella non facile impresa di sottrarsi al pagamento di 1248 ticket per un equivalente di 5073 euro e 10 centesimi. Totale: più di 5mila pedaggi non pagati per un ammanco di oltre 22mila e 500euro. Di qui prima l’accusa e poi la condanna per insolvenza fraudolenta, per la quale il giudice Marcello Rescigno ha disposto la sospensione subordinata al risarcimento del danno a favore di Tangenziale spa. Per la prima volta, infatti, i vertici della società concessionaria dell’autostrada A56 hanno scelto di costituirsi parte civile nel processo a carico dei tre automobilisti napoletani. Non solo: accogliendo la richiesta dell’avvocato Ciro Nocerino, il penalista che ha assistito Tangenziale spa nel corso del processo, il giudice ha disposto anche la condanna a una provvisionale di 6mila euro e la confisca delle utilitarie a bordo delle quali i condannati superavano il casello senza pagare il pedaggio. La mano pesante dei giudici napoletani chiude una vicenda giudiziaria cominciata dopo la maxi-querela proposta da Tangenziale spa nei confronti di una cinquantina di automobilisti campani. Nel 2012, i legali della società fornirono ai magistrati tutti i numeri di targa delle vetture «portoghesi», puntualmente filmate dalle telecamere che vigilano 24 ore su 24 sulle corsie riservate agli abbonati al servizio Telepass. Il dossier con fotografie e filmati fu trasmesso alla Procura della Repubblica di Napoli, che decise di aprire immediatamente un’inchiesta. Il fascicolo fu affidato al sostituto Valter Brunetti. Nel giro di qualche mese, grazie al supporto della polizia stradale di Fuorigrotta, il pubblico ministero riuscì a ricostruire la dinamica dei fatti. Per Fasciano, Pierro e Forte sono ora arrivate le condanne di primo grado, mentre le posizioni degli altri automobilisti coinvolti sono ancora al vaglio della quarta sezione del Tribunale di Napoli. «Il messaggio veicolato dai giudici è forte e chiaro – sottolinea l’avvocato Ciro Nocerino – gli automobilisti che non pagano il pedaggio incorrono in una responsabilità penale, anche perché l’importo è versato in parte alla società Autostrade e in parte al ministero delle Infrastrutture. La sanzione inflitta dalla quarta sezione del Tribunale di Napoli chiarisce, una volta per tutte, che il mancato pagamento del pedaggio non rappresenta un semplice illecito civile ma «un vero e proprio reato da perseguire in maniera esemplare». (Ciriaco M. Viggiano – Il Mattino)