Choc a Scafati Muso divorato dalle larve, carne viva e sangue. La gente finge di non vedere | Attenzione immagini forti

0

Immobile sul ciglio della strada. Agonizzante. Metà faccia divorata dalle larve delle mosche Una scena raccapricciante. Una volontaria e sua figlia, mentre percorrevano in auto uno stradone nei pressi di Scafati, hanno trovato il cane che vedete nelle foto. Immagini forti. Da brivido. Il povero animale era ridotto da far paura. Chissà da quanto tempo si trovava in quello stato. Chissà quanti sguardi deve aver attirato. E quanti si sono girati dall’altra parte condannandolo ad una lenta, inesorabile agonia. Nessuno ha avuto pietà per quel mucchietto di ossa sfigurato per sempre. Da un acido o forse da un colpo di badile: questa la sentenza del veterinario dal quale le due donne hanno subito portato Sunny.
Già Sunny. Così lo hanno ribattezzato. Un povero randagio come tanti. Troppi. Diventato il bersaglio della crudeltà umana. Invisibile. Trasparente. Agli occhi della gente. Ma per fortuna non a quelli di Cinzia, Pina e ancora Cinzia. Le tre volontarie che lo hanno strappato alla morte. Ora Sunny è ricoverato in clinica. E curato con quell’amore che non deve aver mai incontrato nella sua vita. Le volontarie lanciano un appello: «Non abbiamo nessuna associazione che ci sostiene, facciamo tutto da sole ed è molto dura. Se qualcuno volesse aiutare Sonny può farlo così: servono traversine, gel Fitostimoline per le ferite e scatolette di Renal umido. Il nostro recapito è il 3394533471».
IL MATTINO.ITImmobile sul ciglio della strada. Agonizzante. Metà faccia divorata dalle larve delle mosche Una scena raccapricciante. Una volontaria e sua figlia, mentre percorrevano in auto uno stradone nei pressi di Scafati, hanno trovato il cane che vedete nelle foto. Immagini forti. Da brivido. Il povero animale era ridotto da far paura. Chissà da quanto tempo si trovava in quello stato. Chissà quanti sguardi deve aver attirato. E quanti si sono girati dall’altra parte condannandolo ad una lenta, inesorabile agonia. Nessuno ha avuto pietà per quel mucchietto di ossa sfigurato per sempre. Da un acido o forse da un colpo di badile: questa la sentenza del veterinario dal quale le due donne hanno subito portato Sunny.
Già Sunny. Così lo hanno ribattezzato. Un povero randagio come tanti. Troppi. Diventato il bersaglio della crudeltà umana. Invisibile. Trasparente. Agli occhi della gente. Ma per fortuna non a quelli di Cinzia, Pina e ancora Cinzia. Le tre volontarie che lo hanno strappato alla morte. Ora Sunny è ricoverato in clinica. E curato con quell’amore che non deve aver mai incontrato nella sua vita. Le volontarie lanciano un appello: «Non abbiamo nessuna associazione che ci sostiene, facciamo tutto da sole ed è molto dura. Se qualcuno volesse aiutare Sonny può farlo così: servono traversine, gel Fitostimoline per le ferite e scatolette di Renal umido. Il nostro recapito è il 3394533471».
IL MATTINO.IT

Lascia una risposta