COMMISSARIATO IL FORMEZ

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Commissariata la formazione. La riforma della Pa prende di mira pure il Formez, centro di assistenza per l’ammodernamento della pubblica amministrazione, che risponde al Dipartimento della funzione pubblica.

La società gestisce un budget da 70 milioni di euro, vanta un utile netto pari nel 2013 a 2,5 milioni e ha appena concluso un semestre molto positivo grazie al costante aumento degli ordini: si tratta, insomma, di un autentico gioiellino. Eppure il decreto legge Renzi-Madia prevede che verrà nominato un commissario straordinario al quale spetterà il compito di proporre delle modifiche al piano triennale del Formez al fine di abbattere i costi di gestione del 10%.

«Non capisco che senso abbia parlare di commissariamento, ben vengano i riordini, noi siamo per l’innovazione, ma attraverso altre modalità», spiega l’uomo al timone del Formez, Carlo Flamment. Il decreto legge stabilisce poi che entro il 2017 gli organi del Formez dovranno costare la metà di oggi, ovvero meno di 200 mila euro l’anno. Ma il dl pone anche in seno al consiglio di amministrazione il Segretario generale della Presidenza del Consiglio (Mauro Bonarretti) e il capo del Dipartimento della funzione pubblica (Pia Marconi), aumentando di fatto il controllo del governo sul Formez. Che, vale la pena ricordarlo, in cassa dispone oggi come oggi di una riserva di liquidità niente male, trenta milioni di euro circa. Un tesoretto che fa gola.

Ma il tesoretto del Formez non è al riparo da prosciugamenti improvvisi. Il centro di assistenza spende 5 milioni di euro ogni mese, Gli organi ne costano 400 l’anno. Nel caso gli ordini dovessero crollare allora la riserva di liquidità di circa 30 milioni rischierebbe di estinguersi nel giro di alcuni mesi per mantenere in piedi la struttura. È quello che temono al Formez ora che si è iniziato a parlare di commissariamento. Ma nessuno pensa che la manovra messa in atto nasca dalla volontà di mettere le mani sulle risorse accumulate dal centro presieduto da Flamment nel corso di questi anni così felici sotto il profilo produttivo.

L’assemblea dei soci è convocata per il 27 giugno. C’è un bilancio da approvare. I dati contabili relativi al 2013 costituiscono il miglior risultato di sempre nella storia dell’Istituto. L’utile dell’esercizio, al lordo delle imposte, è stato superiore a 4,3 milioni di euro. Il totale delle riserve, fra fondi e patrimonio, è arrivato a toccare i 33 milioni. Il volume della produzione è stato pari a oltre 67 milioni. Il risultato economico del 2013 è sostanzialmente confermato nel primo quadrimestre del 2014.

Fonte: Il Messaggero

Commissariata la formazione. La riforma della Pa prende di mira pure il Formez, centro di assistenza per l'ammodernamento della pubblica amministrazione, che risponde al Dipartimento della funzione pubblica.

La società gestisce un budget da 70 milioni di euro, vanta un utile netto pari nel 2013 a 2,5 milioni e ha appena concluso un semestre molto positivo grazie al costante aumento degli ordini: si tratta, insomma, di un autentico gioiellino. Eppure il decreto legge Renzi-Madia prevede che verrà nominato un commissario straordinario al quale spetterà il compito di proporre delle modifiche al piano triennale del Formez al fine di abbattere i costi di gestione del 10%.

«Non capisco che senso abbia parlare di commissariamento, ben vengano i riordini, noi siamo per l'innovazione, ma attraverso altre modalità», spiega l'uomo al timone del Formez, Carlo Flamment. Il decreto legge stabilisce poi che entro il 2017 gli organi del Formez dovranno costare la metà di oggi, ovvero meno di 200 mila euro l'anno. Ma il dl pone anche in seno al consiglio di amministrazione il Segretario generale della Presidenza del Consiglio (Mauro Bonarretti) e il capo del Dipartimento della funzione pubblica (Pia Marconi), aumentando di fatto il controllo del governo sul Formez. Che, vale la pena ricordarlo, in cassa dispone oggi come oggi di una riserva di liquidità niente male, trenta milioni di euro circa. Un tesoretto che fa gola.

Ma il tesoretto del Formez non è al riparo da prosciugamenti improvvisi. Il centro di assistenza spende 5 milioni di euro ogni mese, Gli organi ne costano 400 l'anno. Nel caso gli ordini dovessero crollare allora la riserva di liquidità di circa 30 milioni rischierebbe di estinguersi nel giro di alcuni mesi per mantenere in piedi la struttura. È quello che temono al Formez ora che si è iniziato a parlare di commissariamento. Ma nessuno pensa che la manovra messa in atto nasca dalla volontà di mettere le mani sulle risorse accumulate dal centro presieduto da Flamment nel corso di questi anni così felici sotto il profilo produttivo.

L'assemblea dei soci è convocata per il 27 giugno. C'è un bilancio da approvare. I dati contabili relativi al 2013 costituiscono il miglior risultato di sempre nella storia dell'Istituto. L'utile dell'esercizio, al lordo delle imposte, è stato superiore a 4,3 milioni di euro. Il totale delle riserve, fra fondi e patrimonio, è arrivato a toccare i 33 milioni. Il volume della produzione è stato pari a oltre 67 milioni. Il risultato economico del 2013 è sostanzialmente confermato nel primo quadrimestre del 2014.

Fonte: Il Messaggero