Castellammare. Ricoveri in barella, ispezione Asl. L’allarme dei sindacati: «Si rischia la chiusura del Pronto Soccorso»

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Castellammare di Stabia. «Così il pronto soccorso rischia la chiusura». Lo scandalo dei ricoveri in barella si allarga ancora. L’allarme dei sindacati è tale da allarmare la stessa direzione generale dell’Asl. Ieri mattina gli ispettori inviati dall’azienda sanitaria hanno effettuato un sopralluogo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Castellammare. Ma l’emergenza è ancora più grave, a sentire i sindacati. «Ormai i ricoveri in barella sono istituzionalizzati da qualche anno, siamo purtroppo nella normalità – denuncia Carlo Balzano della Fials – Ma cosa ancora più grave è proprio la carenza di barelle in pronto soccorso». E quindi: «E’ vero che le barelle ormai fungono da letti aggiunti nei reparti, ma è anche vero che vengono sottratte al pronto soccorso, che si ritrova senza» prosegue il sindacalista Fials. Ecco perché poi si vedono pazienti «parcheggiati» su un materasso poggiato a terra, in attesa di un ecocardiogramma ed esami vari. «In questo modo si crea una situazione di vuoto, il paziente rischia di non avere una collocazione precisa» prosegue il responsabile del San Leonardo per la Fials. E non solo questo. I disagi e le carenze riguardano soprattutto il personale, oltre a una carenza strutturale. Su questi temi i sindacati hanno, nelle scorse settimane, denunciato tutto alla Procura e al governatore Caldoro. C’è poi da affrontare il tema della scarsa sicurezza «con il drappello attivo solo di mattina», ma soprattutto «senza un percorso pedonale dedicato a chi deve recarsi al pronto soccorso». Infatti, in passato, ci sono stati anche incidenti, come l’uomo che durante un infarto si è scontrato contro la portineria all’ingresso dell’ospedale. Un episodio che risale ad un anno fa e noto alle cronache. C’è poi il capitolo delle sale operatore fuori uso: «Ormai tutti i reparti si servono delle uniche sale operatorie attive a chirurgia, dove tra l’altro ci sono dei tavoli obsoleti e alcuni anche inutilizzabili». Le carenze più importanti riguardano il personale, dal momento in cui l’utenza dell’ospedale stabiese è aumentata in maniera esponenziale. I tagli della sanità hanno portato al ridimensionamento di molti presidi, causando un sovraffollamento del San Leonardo di Castellammare. «Ormai l’utenza si riversa tutta nel nostro ospedale e le carenze di personale riguardano soprattutto il pronto soccorso e ortopedia, due reparti chiave. C’è una carenza cronica di personale – spiega anche Giuseppe Scalzo della Fials – Per non parlare dell’emergenza legata agli autisti delle autoambulanze. Ce n’è uno solo per turno, a volte si deve anche dividere per il trasferimento da Castellammare a Gragnano per pazienti di lunga degenza». In tutto questo «l’ospedale deve fare a meno anche degli Oss – continua il sindacalista – costringendo gli infermieri a carichi di lavoro ben più gravi. Il San Leonardo è ormai in uno stato pietoso, così si rischia la chiusura». (Daniele Di Martino – Metropolis)

Castellammare di Stabia. «Così il pronto soccorso rischia la chiusura». Lo scandalo dei ricoveri in barella si allarga ancora. L’allarme dei sindacati è tale da allarmare la stessa direzione generale dell’Asl. Ieri mattina gli ispettori inviati dall’azienda sanitaria hanno effettuato un sopralluogo al Pronto Soccorso dell’ospedale di Castellammare. Ma l’emergenza è ancora più grave, a sentire i sindacati. «Ormai i ricoveri in barella sono istituzionalizzati da qualche anno, siamo purtroppo nella normalità – denuncia Carlo Balzano della Fials – Ma cosa ancora più grave è proprio la carenza di barelle in pronto soccorso». E quindi: «E’ vero che le barelle ormai fungono da letti aggiunti nei reparti, ma è anche vero che vengono sottratte al pronto soccorso, che si ritrova senza» prosegue il sindacalista Fials. Ecco perché poi si vedono pazienti «parcheggiati» su un materasso poggiato a terra, in attesa di un ecocardiogramma ed esami vari. «In questo modo si crea una situazione di vuoto, il paziente rischia di non avere una collocazione precisa» prosegue il responsabile del San Leonardo per la Fials. E non solo questo. I disagi e le carenze riguardano soprattutto il personale, oltre a una carenza strutturale. Su questi temi i sindacati hanno, nelle scorse settimane, denunciato tutto alla Procura e al governatore Caldoro. C’è poi da affrontare il tema della scarsa sicurezza «con il drappello attivo solo di mattina», ma soprattutto «senza un percorso pedonale dedicato a chi deve recarsi al pronto soccorso». Infatti, in passato, ci sono stati anche incidenti, come l’uomo che durante un infarto si è scontrato contro la portineria all’ingresso dell’ospedale. Un episodio che risale ad un anno fa e noto alle cronache. C’è poi il capitolo delle sale operatore fuori uso: «Ormai tutti i reparti si servono delle uniche sale operatorie attive a chirurgia, dove tra l’altro ci sono dei tavoli obsoleti e alcuni anche inutilizzabili». Le carenze più importanti riguardano il personale, dal momento in cui l’utenza dell’ospedale stabiese è aumentata in maniera esponenziale. I tagli della sanità hanno portato al ridimensionamento di molti presidi, causando un sovraffollamento del San Leonardo di Castellammare. «Ormai l’utenza si riversa tutta nel nostro ospedale e le carenze di personale riguardano soprattutto il pronto soccorso e ortopedia, due reparti chiave. C’è una carenza cronica di personale – spiega anche Giuseppe Scalzo della Fials – Per non parlare dell’emergenza legata agli autisti delle autoambulanze. Ce n’è uno solo per turno, a volte si deve anche dividere per il trasferimento da Castellammare a Gragnano per pazienti di lunga degenza». In tutto questo «l’ospedale deve fare a meno anche degli Oss – continua il sindacalista – costringendo gli infermieri a carichi di lavoro ben più gravi. Il San Leonardo è ormai in uno stato pietoso, così si rischia la chiusura». (Daniele Di Martino – Metropolis)