AL VIA IL FESTIVAL DELLA CARNE DI CANE

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Le proteste non sono servite. A Yulin in Cina torna da sabato 21 giugno il festival della carne di cane, in cui migliaia di cani vengono uccisi per essere messi in tavola. Gli abitanti della città di Yulin, che ospita l’evento, hanno iniziato lo scorso fine settimana a mangiare carne di cane e litchi per festeggiare il solstizio d’estate di sabato. Negli anni recenti, il festival è stato oggetto di campagne da parte degli animalisti (ma non solo) intenzionati a contrastarlo sempre di più sui media e su internet con le petizioni online, ma anche manifestando fuori dai macelli e nei mercati dove i cani sono venduti.

Un cibo tradizionale
Mangiare carne di cane in Cina (ma anche in Vietnam e in altri Paesi del Sud est asiatico) non è un tabù come in Occidente. La tradizione vuole che mangiare carne di cane e litchi, bevendo liquore, permetta di godere di buona salute durante l’inverno. Oltre alle proteste degli animalisti in molti sottolineano anche il festival di Yulin è una minaccia alla salute pubblica perché i cani non sono sottoposti ad alcuna quarantena che verifichi la loro salute, vengono tenuti nelle strade e rubati ai loro padroni. Spesso sono anche catturati grazie all’avvelenamento con sostanze chimiche, che possono essere dannose per le persone.

«Danni all’immagine della Cina»
Secondo Deng Yidan, di Animals Asia, la pratica, oltre a provocare violenze e abusi sui cani. danneggia l’immagine della Cina agli occhi del mondo. «La copertura mediatica negativa aumenta, su furti di cani, attività criminali, questioni igieniche, timori di infezioni da rabbia, per non citare la divisione nella società tra chi è pro e chi contro al festival: tutto questo fa una pubblicità sempre più negativa a Yulin, più che dare un ritorno economico», dichiara. Il governo di Yulin, intanto, ha tentato di distanziarsi dal festival dicendo che non è appoggiato formalmente. I media di Stato riportano che ha ordinato ai ristoranti di togliere i riferimenti alla carne di cane da menu e cartelloni, ma non ne ha vietato la vendita o il consumo, che in Cina sono legali.Le proteste non sono servite. A Yulin in Cina torna da sabato 21 giugno il festival della carne di cane, in cui migliaia di cani vengono uccisi per essere messi in tavola. Gli abitanti della città di Yulin, che ospita l’evento, hanno iniziato lo scorso fine settimana a mangiare carne di cane e litchi per festeggiare il solstizio d’estate di sabato. Negli anni recenti, il festival è stato oggetto di campagne da parte degli animalisti (ma non solo) intenzionati a contrastarlo sempre di più sui media e su internet con le petizioni online, ma anche manifestando fuori dai macelli e nei mercati dove i cani sono venduti.

Un cibo tradizionale
Mangiare carne di cane in Cina (ma anche in Vietnam e in altri Paesi del Sud est asiatico) non è un tabù come in Occidente. La tradizione vuole che mangiare carne di cane e litchi, bevendo liquore, permetta di godere di buona salute durante l’inverno. Oltre alle proteste degli animalisti in molti sottolineano anche il festival di Yulin è una minaccia alla salute pubblica perché i cani non sono sottoposti ad alcuna quarantena che verifichi la loro salute, vengono tenuti nelle strade e rubati ai loro padroni. Spesso sono anche catturati grazie all’avvelenamento con sostanze chimiche, che possono essere dannose per le persone.

«Danni all’immagine della Cina»
Secondo Deng Yidan, di Animals Asia, la pratica, oltre a provocare violenze e abusi sui cani. danneggia l’immagine della Cina agli occhi del mondo. «La copertura mediatica negativa aumenta, su furti di cani, attività criminali, questioni igieniche, timori di infezioni da rabbia, per non citare la divisione nella società tra chi è pro e chi contro al festival: tutto questo fa una pubblicità sempre più negativa a Yulin, più che dare un ritorno economico», dichiara. Il governo di Yulin, intanto, ha tentato di distanziarsi dal festival dicendo che non è appoggiato formalmente. I media di Stato riportano che ha ordinato ai ristoranti di togliere i riferimenti alla carne di cane da menu e cartelloni, ma non ne ha vietato la vendita o il consumo, che in Cina sono legali.Le proteste non sono servite. A Yulin in Cina torna da sabato 21 giugno il festival della carne di cane, in cui migliaia di cani vengono uccisi per essere messi in tavola. Gli abitanti della città di Yulin, che ospita l’evento, hanno iniziato lo scorso fine settimana a mangiare carne di cane e litchi per festeggiare il solstizio d’estate di sabato. Negli anni recenti, il festival è stato oggetto di campagne da parte degli animalisti (ma non solo) intenzionati a contrastarlo sempre di più sui media e su internet con le petizioni online, ma anche manifestando fuori dai macelli e nei mercati dove i cani sono venduti.

Un cibo tradizionale
Mangiare carne di cane in Cina (ma anche in Vietnam e in altri Paesi del Sud est asiatico) non è un tabù come in Occidente. La tradizione vuole che mangiare carne di cane e litchi, bevendo liquore, permetta di godere di buona salute durante l’inverno. Oltre alle proteste degli animalisti in molti sottolineano anche il festival di Yulin è una minaccia alla salute pubblica perché i cani non sono sottoposti ad alcuna quarantena che verifichi la loro salute, vengono tenuti nelle strade e rubati ai loro padroni. Spesso sono anche catturati grazie all’avvelenamento con sostanze chimiche, che possono essere dannose per le persone.

«Danni all’immagine della Cina»
Secondo Deng Yidan, di Animals Asia, la pratica, oltre a provocare violenze e abusi sui cani. danneggia l’immagine della Cina agli occhi del mondo. «La copertura mediatica negativa aumenta, su furti di cani, attività criminali, questioni igieniche, timori di infezioni da rabbia, per non citare la divisione nella società tra chi è pro e chi contro al festival: tutto questo fa una pubblicità sempre più negativa a Yulin, più che dare un ritorno economico», dichiara. Il governo di Yulin, intanto, ha tentato di distanziarsi dal festival dicendo che non è appoggiato formalmente. I media di Stato riportano che ha ordinato ai ristoranti di togliere i riferimenti alla carne di cane da menu e cartelloni, ma non ne ha vietato la vendita o il consumo, che in Cina sono legali.Le proteste non sono servite. A Yulin in Cina torna da sabato 21 giugno il festival della carne di cane, in cui migliaia di cani vengono uccisi per essere messi in tavola. Gli abitanti della città di Yulin, che ospita l’evento, hanno iniziato lo scorso fine settimana a mangiare carne di cane e litchi per festeggiare il solstizio d’estate di sabato. Negli anni recenti, il festival è stato oggetto di campagne da parte degli animalisti (ma non solo) intenzionati a contrastarlo sempre di più sui media e su internet con le petizioni online, ma anche manifestando fuori dai macelli e nei mercati dove i cani sono venduti.

Un cibo tradizionale
Mangiare carne di cane in Cina (ma anche in Vietnam e in altri Paesi del Sud est asiatico) non è un tabù come in Occidente. La tradizione vuole che mangiare carne di cane e litchi, bevendo liquore, permetta di godere di buona salute durante l’inverno. Oltre alle proteste degli animalisti in molti sottolineano anche il festival di Yulin è una minaccia alla salute pubblica perché i cani non sono sottoposti ad alcuna quarantena che verifichi la loro salute, vengono tenuti nelle strade e rubati ai loro padroni. Spesso sono anche catturati grazie all’avvelenamento con sostanze chimiche, che possono essere dannose per le persone.

«Danni all’immagine della Cina»
Secondo Deng Yidan, di Animals Asia, la pratica, oltre a provocare violenze e abusi sui cani. danneggia l’immagine della Cina agli occhi del mondo. «La copertura mediatica negativa aumenta, su furti di cani, attività criminali, questioni igieniche, timori di infezioni da rabbia, per non citare la divisione nella società tra chi è pro e chi contro al festival: tutto questo fa una pubblicità sempre più negativa a Yulin, più che dare un ritorno economico», dichiara. Il governo di Yulin, intanto, ha tentato di distanziarsi dal festival dicendo che non è appoggiato formalmente. I media di Stato riportano che ha ordinato ai ristoranti di togliere i riferimenti alla carne di cane da menu e cartelloni, ma non ne ha vietato la vendita o il consumo, che in Cina sono legali.