Castellammare di Stabia. Droga e racket della legna, cinque arresti

0

Castellammare di Stabia. «Non ti permettere di vendere altra legna qui, altrimenti ti faccio passare un guaio». Detto, fatto. Sono volati calci, pugni e un tentativo di rinchiudere la vittima nel bagagliaio dell’auto. È così che sul territorio dei Lattari si scoraggiava la concorrenza nel settore della vendita di legna da ardere. Violenza e minacce che hanno fatto scattare le indagini dei carabinieri che, coordinati dall’Antimafia di Napoli, hanno scoperto anche un giro di droga che andava dalla coltivazione alla vendita di marijuana all’ingrosso e al dettaglio sequestrando oltre cinque kg di arbusti di canapa in essiccazione. Tutto gestito da persone legate da vincoli di parentela a elementi di spicco del clan camorristico Di Martino-Afeltra. I militari, all’alba di ieri, hanno fatto scattare l’operazione «Monti Lattari 3»: i carabinieri della compagnia di Castellammare, in collaborazione con i colleghi della stazione di Agerola, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip di Napoli Giuliana Taglialatela, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) partenopea. In manette sono finite cinque persone, tutte residenti ad Agerola. Si tratta di Giuseppe Gentile di 54 anni, Vincenzo Gentile di 32 anni, Nicola Gentile di 34 anni, Gianpiero Esposito di 26 anni e Raffaele Chierchia di 23 (ai domiciliari), tutti ritenute responsabili a vario titolo di estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza e produzione, traffico e detenzione di stupefacenti. Altre due persone restano indagate. La vicenda descritta negli atti dell’inchiesta parte nel maggio dello scorso anno, quando un commerciante proveniente dal foggiano si presenta in paese e cerca di vendere a privati e ristoratori legna descritta come «rinomata» e non reperibile sui Lattari. Troppe domande per un piccolo centro come Agerola. La notizia arriva subito ai Gentile, che in poco tempo rintracciano il venditore. È il capofamiglia insieme ad uno dei figli a farsi avanti: «Non ti permettere di vendere altra legna qui altrimenti ti faccio passare un guaio, se ti trovo la prossima volta a vendere te ne faccio tornare a piedi a casa tua. Stai attento a quello che fai, ti ho avvisato». Il commerciante prova a spiegare che quello è il suo lavoro. «A me non mi frega niente del tuo mestiere, ti ho spiegato che la legna ad Agerola la dobbiamo vendere solo noi. Tu qua non ci devi più venire». Nulla da fare: pochi giorni dopo il venditore torna, in compagnia di un collaboratore, con un autocarro carico di legna. I Gentile passano alle maniere forti, organizzando un raid «cinematografico». All’uscita dalla galleria di Agerola due auto con i vetri oscurati bloccano il veicolo. Gli aggressori estraggono di forza il commerciante dall’abitacolo, lo colpiscono con calci e pugni, lo scaraventano a terra e tentano di caricarlo nel bagagliaio di un’auto. L’accompagnatore riesce in maniera repentina a mettersi al volante e scappare verso Pimonte. Pochi attimi dopo sul luogo dell’aggressione passa una pattuglia dei carabinieri: il commerciante, seppur lievemente ferito, presenta la denuncia dalla quale sono scattate le indagini dell’Antimafia. Una denuncia che poco tempo dopo viene ritirata, probabilmente a causa delle pressioni subite sia dai Gentile («Non firmare nessuna denuncia altrimenti vedi che ti succede», si legge nel testo dell’ordinanza) sia da esponenti della malavita locale pugliese contattati proprio dagli agerolesi. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)

Castellammare di Stabia. «Non ti permettere di vendere altra legna qui, altrimenti ti faccio passare un guaio». Detto, fatto. Sono volati calci, pugni e un tentativo di rinchiudere la vittima nel bagagliaio dell’auto. È così che sul territorio dei Lattari si scoraggiava la concorrenza nel settore della vendita di legna da ardere. Violenza e minacce che hanno fatto scattare le indagini dei carabinieri che, coordinati dall’Antimafia di Napoli, hanno scoperto anche un giro di droga che andava dalla coltivazione alla vendita di marijuana all’ingrosso e al dettaglio sequestrando oltre cinque kg di arbusti di canapa in essiccazione. Tutto gestito da persone legate da vincoli di parentela a elementi di spicco del clan camorristico Di Martino-Afeltra. I militari, all’alba di ieri, hanno fatto scattare l’operazione «Monti Lattari 3»: i carabinieri della compagnia di Castellammare, in collaborazione con i colleghi della stazione di Agerola, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip di Napoli Giuliana Taglialatela, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) partenopea. In manette sono finite cinque persone, tutte residenti ad Agerola. Si tratta di Giuseppe Gentile di 54 anni, Vincenzo Gentile di 32 anni, Nicola Gentile di 34 anni, Gianpiero Esposito di 26 anni e Raffaele Chierchia di 23 (ai domiciliari), tutti ritenute responsabili a vario titolo di estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza e produzione, traffico e detenzione di stupefacenti. Altre due persone restano indagate. La vicenda descritta negli atti dell’inchiesta parte nel maggio dello scorso anno, quando un commerciante proveniente dal foggiano si presenta in paese e cerca di vendere a privati e ristoratori legna descritta come «rinomata» e non reperibile sui Lattari. Troppe domande per un piccolo centro come Agerola. La notizia arriva subito ai Gentile, che in poco tempo rintracciano il venditore. È il capofamiglia insieme ad uno dei figli a farsi avanti: «Non ti permettere di vendere altra legna qui altrimenti ti faccio passare un guaio, se ti trovo la prossima volta a vendere te ne faccio tornare a piedi a casa tua. Stai attento a quello che fai, ti ho avvisato». Il commerciante prova a spiegare che quello è il suo lavoro. «A me non mi frega niente del tuo mestiere, ti ho spiegato che la legna ad Agerola la dobbiamo vendere solo noi. Tu qua non ci devi più venire». Nulla da fare: pochi giorni dopo il venditore torna, in compagnia di un collaboratore, con un autocarro carico di legna. I Gentile passano alle maniere forti, organizzando un raid «cinematografico». All’uscita dalla galleria di Agerola due auto con i vetri oscurati bloccano il veicolo. Gli aggressori estraggono di forza il commerciante dall’abitacolo, lo colpiscono con calci e pugni, lo scaraventano a terra e tentano di caricarlo nel bagagliaio di un’auto. L’accompagnatore riesce in maniera repentina a mettersi al volante e scappare verso Pimonte. Pochi attimi dopo sul luogo dell’aggressione passa una pattuglia dei carabinieri: il commerciante, seppur lievemente ferito, presenta la denuncia dalla quale sono scattate le indagini dell’Antimafia. Una denuncia che poco tempo dopo viene ritirata, probabilmente a causa delle pressioni subite sia dai Gentile («Non firmare nessuna denuncia altrimenti vedi che ti succede», si legge nel testo dell’ordinanza) sia da esponenti della malavita locale pugliese contattati proprio dagli agerolesi. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)