“Tender Eyes”, il primo lungometraggio di Alfonso Bergamo in prima nazionale a Roma

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Il sogno diventa realtà: ultimato il primo lungometraggio diretto dal regista ebolitano Alfonso Bergamo, “Tender Eyes” sarà proiettato in una première nazionale il prossimo 21 giugno a Roma. L’anteprima privata del film esordio per Alfonso Bergamo nel circuito dei long movie si terrà presso il cinema Adriano, in piazza Cavour, alle ore 11. La visione sarà riservata a produttori, distributori e addetti ai lavori. Oltre a un cast internazionale, il film del 28enne ebolitano si pregia anche della collaborazione con il cantautore Sergio Cammariere che ha scritto e musicato il brano finale della pellicola dall’omonimo titolo “Tender Eyes”. La colonna sonora è stata invece composta, diretta e orchestrata dal maestro Francesco Marchetti, con il quale il regista vive un felice sodalizio artistico.

“Tender Eyes” è stato girato completamente in lingua inglese. Terminate le riprese nel dicembre del 2013, conclusa la fase di post-produzione e montaggio, il trailer ufficiale del film è stato presentato il 6 giugno scorso nell’ambito della manifestazione “Fabrique du Cinéma”, nella splendida location romana dell’Aranciera di San Sisto alle Terme di Caracalla. La pellicola, prodotta dalla “Look Inside” di Erica Fava e dalla “FjFm” di Andrea Giunti, parteciperà alle selezioni dei Festival nazionali e internazionali del cinema, da Venezia, a Berlino, a Cannes, e successivamente partirà la fase di distribuzione nelle sale.

«L’opera prima è un traguardo molto sentito per ogni giovane regista, è una sensazione ancora più indescrivibile soprattutto per un giovane regista che sceglie di lavorare in questo mondo in Italia -sottolinea Alfonso Bergamo-. Sono partito da Eboli per venire qui a Roma nel 2006. Ero un numero, uno dei tantissimi studenti di Cinema. Oggi sono un giovane regista che presenterà il suo primo film in uno dei più antichi cinema della Capitale, lo stesso dove nel 1965 si esibirono i Beatles. Sabato prossimo dinanzi a 500 persone mostrerò una mia creazione, frutto di una dura battaglia che porto avanti da anni: quella di creare in assoluta libertà. Non è semplice, soprattutto per le nuove leve, ma bisogna crederci con tutte le proprie forze e non demordere. In “Tender Eyes” posso dire di aver racchiuso tutti questi concetti».

“Tender Eyes” è un viaggio negli abissi dell’oceano della mente, un percorso dentro se stessi e le proprie contraddizioni, tra fantasmi del passato che tornano e mettono in crisi. Si tratta di un thriller della durata di 90 minuti che si articola sulle trame di un vero e proprio dramma psicologico. Questo viaggio nella psiche dell’uomo si avvale di un cast d’eccezione. Diversi, infatti, sono gli attori del Living Theatre di New York tra cui Craig Peritz, David Copley e Gary Brackett, presidente del Living Theatre Europa. Tra i protagonisti anche l’attore Vincent Riotta famoso in Italia per la sua performance nella fiction “Il Capo dei Capi” nel ruolo del pentito di mafia Tommaso Buscetta. Riotta ha recitato in ben 34 film ed ha inoltre partecipato come attore in “Rush”, ultimo film di Ron Howard.

Altri componenti del cast sono: David White, Gregory Clay, Federico Giunti, Mario Paradiso Jr., Paola Calliari, Francesca Mula, Lynn Swanson, Elisabetta Rizzo, Alice Mantoan, Arianna Moro, Claudia Samaras, Elena Pascarella, Serena Bilanceri, Alessandro Selli, Rocco Fasano, Ian Sutton, Stefano Capecchi.

Il film racconta la storia di Jonah, interpretato da Marco Pancrazi, un uomo angosciato da una minaccia imprecisata ma che percepisce come incombente e dalla quale cerca di fuggire. “Tender Eyes” nasce da uno dei cortometraggi realizzati da Alfonso Bergamo, “The Labyrinth” girato nel 2011 per il National Film Challenge americano. «Tutto è partito dall’idea di un uomo solo contro se stesso e contro il mondo sommerso e ostile che gli si materializza intorno -raccontano i due co-sceneggiatori Craig Peritz e Davide Stanzione- questo concept è stato poi ampliato seguendo varie suggestioni cinematografiche, letterarie, psicologiche e anche aspetti autobiografici del regista. In particolar modo Jung e la sua teoria sugli archetipi dell’inconscio collettivo sono state fonte d’ispirazione per la delineazione di molti momenti e ambienti del viaggio».

La pellicola è stata realizzata con una Red Epic, la stessa macchina da presa utilizzata da Peter Jackson per il film “Lo Hobbit: «E’ stata per noi una vera e propria sfida soprattutto tecnica essendo un film indipendente e dal budget limitato» precisano i produttori Erica Fava e Andrea Giunti. Diversi i piani sequenza presenti nel suo primo long movie di cui il più lungo della durata di 15 minuti con steadycam: «Lo scopo è quello di immergere lo spettatore nelle situazioni più frenetiche della storia di Jonah con un coinvolgimento a tratti quasi videoludico» afferma il co-sceneggiatore Davide Stanzione.

sinossi

Protagonista di “Tender Eyes” è Jonah, interpretato da Marco Pancrazi, un uomo angosciato da una minaccia imprecisata ma che percepisce come incombente e dalla quale cerca disperatamente di fuggire. Il viaggio del protagonista si inerpica in una struttura oscura, abitata da una miriade di personaggi indecifrabili, tra una serie di situazioni drammatiche, grottesche, ironiche, erotiche. Al suo fianco, in questo viaggio simil dantesco negli abissi della propria mente, c’è la guida spirituale Gilbert, impersonata da Craig Peritz, il suo antagonista Henry, recitato da Vincent Riotta, ma anche Leah, la donna della sua vita, recitata da Paola Calliari e i suoi due amici, Frankie e Andy, rispettivamente Mario Paradiso Jr. e Federico Giunti. Altre due donne, Sophia e Rachele, impersonate da Marzia Dal Fabbro e Claudia Samaras, segneranno il cammino di Jonah in modo indelebile. Nel suo andare incontrerà anche diversi personaggi poco affidabili come Ashman e Bottle, rispettivamente impersonati da Goffredo Smeets e David Copley, pronti a dargli la caccia costringendolo a lottare fino allo sfinimento per la propria redenzione. Questa esperienza porterà Jonah a rielaborare il suo trauma più grande ancora inespiato dentro di sé fino alla resa dei conti finale, in cui anche il rimosso acquisirà, forse, un valore preciso.Il sogno diventa realtà: ultimato il primo lungometraggio diretto dal regista ebolitano Alfonso Bergamo, “Tender Eyes” sarà proiettato in una première nazionale il prossimo 21 giugno a Roma. L’anteprima privata del film esordio per Alfonso Bergamo nel circuito dei long movie si terrà presso il cinema Adriano, in piazza Cavour, alle ore 11. La visione sarà riservata a produttori, distributori e addetti ai lavori. Oltre a un cast internazionale, il film del 28enne ebolitano si pregia anche della collaborazione con il cantautore Sergio Cammariere che ha scritto e musicato il brano finale della pellicola dall’omonimo titolo “Tender Eyes”. La colonna sonora è stata invece composta, diretta e orchestrata dal maestro Francesco Marchetti, con il quale il regista vive un felice sodalizio artistico.

“Tender Eyes” è stato girato completamente in lingua inglese. Terminate le riprese nel dicembre del 2013, conclusa la fase di post-produzione e montaggio, il trailer ufficiale del film è stato presentato il 6 giugno scorso nell’ambito della manifestazione “Fabrique du Cinéma”, nella splendida location romana dell’Aranciera di San Sisto alle Terme di Caracalla. La pellicola, prodotta dalla “Look Inside” di Erica Fava e dalla “FjFm” di Andrea Giunti, parteciperà alle selezioni dei Festival nazionali e internazionali del cinema, da Venezia, a Berlino, a Cannes, e successivamente partirà la fase di distribuzione nelle sale.

«L’opera prima è un traguardo molto sentito per ogni giovane regista, è una sensazione ancora più indescrivibile soprattutto per un giovane regista che sceglie di lavorare in questo mondo in Italia -sottolinea Alfonso Bergamo-. Sono partito da Eboli per venire qui a Roma nel 2006. Ero un numero, uno dei tantissimi studenti di Cinema. Oggi sono un giovane regista che presenterà il suo primo film in uno dei più antichi cinema della Capitale, lo stesso dove nel 1965 si esibirono i Beatles. Sabato prossimo dinanzi a 500 persone mostrerò una mia creazione, frutto di una dura battaglia che porto avanti da anni: quella di creare in assoluta libertà. Non è semplice, soprattutto per le nuove leve, ma bisogna crederci con tutte le proprie forze e non demordere. In “Tender Eyes” posso dire di aver racchiuso tutti questi concetti».

“Tender Eyes” è un viaggio negli abissi dell’oceano della mente, un percorso dentro se stessi e le proprie contraddizioni, tra fantasmi del passato che tornano e mettono in crisi. Si tratta di un thriller della durata di 90 minuti che si articola sulle trame di un vero e proprio dramma psicologico. Questo viaggio nella psiche dell’uomo si avvale di un cast d’eccezione. Diversi, infatti, sono gli attori del Living Theatre di New York tra cui Craig Peritz, David Copley e Gary Brackett, presidente del Living Theatre Europa. Tra i protagonisti anche l’attore Vincent Riotta famoso in Italia per la sua performance nella fiction “Il Capo dei Capi” nel ruolo del pentito di mafia Tommaso Buscetta. Riotta ha recitato in ben 34 film ed ha inoltre partecipato come attore in “Rush”, ultimo film di Ron Howard.

Altri componenti del cast sono: David White, Gregory Clay, Federico Giunti, Mario Paradiso Jr., Paola Calliari, Francesca Mula, Lynn Swanson, Elisabetta Rizzo, Alice Mantoan, Arianna Moro, Claudia Samaras, Elena Pascarella, Serena Bilanceri, Alessandro Selli, Rocco Fasano, Ian Sutton, Stefano Capecchi.

Il film racconta la storia di Jonah, interpretato da Marco Pancrazi, un uomo angosciato da una minaccia imprecisata ma che percepisce come incombente e dalla quale cerca di fuggire. “Tender Eyes” nasce da uno dei cortometraggi realizzati da Alfonso Bergamo, “The Labyrinth” girato nel 2011 per il National Film Challenge americano. «Tutto è partito dall’idea di un uomo solo contro se stesso e contro il mondo sommerso e ostile che gli si materializza intorno -raccontano i due co-sceneggiatori Craig Peritz e Davide Stanzione- questo concept è stato poi ampliato seguendo varie suggestioni cinematografiche, letterarie, psicologiche e anche aspetti autobiografici del regista. In particolar modo Jung e la sua teoria sugli archetipi dell’inconscio collettivo sono state fonte d’ispirazione per la delineazione di molti momenti e ambienti del viaggio».

La pellicola è stata realizzata con una Red Epic, la stessa macchina da presa utilizzata da Peter Jackson per il film “Lo Hobbit: «E’ stata per noi una vera e propria sfida soprattutto tecnica essendo un film indipendente e dal budget limitato» precisano i produttori Erica Fava e Andrea Giunti. Diversi i piani sequenza presenti nel suo primo long movie di cui il più lungo della durata di 15 minuti con steadycam: «Lo scopo è quello di immergere lo spettatore nelle situazioni più frenetiche della storia di Jonah con un coinvolgimento a tratti quasi videoludico» afferma il co-sceneggiatore Davide Stanzione.

sinossi

Protagonista di “Tender Eyes” è Jonah, interpretato da Marco Pancrazi, un uomo angosciato da una minaccia imprecisata ma che percepisce come incombente e dalla quale cerca disperatamente di fuggire. Il viaggio del protagonista si inerpica in una struttura oscura, abitata da una miriade di personaggi indecifrabili, tra una serie di situazioni drammatiche, grottesche, ironiche, erotiche. Al suo fianco, in questo viaggio simil dantesco negli abissi della propria mente, c’è la guida spirituale Gilbert, impersonata da Craig Peritz, il suo antagonista Henry, recitato da Vincent Riotta, ma anche Leah, la donna della sua vita, recitata da Paola Calliari e i suoi due amici, Frankie e Andy, rispettivamente Mario Paradiso Jr. e Federico Giunti. Altre due donne, Sophia e Rachele, impersonate da Marzia Dal Fabbro e Claudia Samaras, segneranno il cammino di Jonah in modo indelebile. Nel suo andare incontrerà anche diversi personaggi poco affidabili come Ashman e Bottle, rispettivamente impersonati da Goffredo Smeets e David Copley, pronti a dargli la caccia costringendolo a lottare fino allo sfinimento per la propria redenzione. Questa esperienza porterà Jonah a rielaborare il suo trauma più grande ancora inespiato dentro di sé fino alla resa dei conti finale, in cui anche il rimosso acquisirà, forse, un valore preciso.