NAPOLI, SENTENZA DEL GESTORE DEL CANILE DEGLI ORRORI

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Napoli. Sentenza per il «canile degli orrori»: titolare condannato a un anno e quattro mesi

PER APPROFONDIRE: Napoli, Buonocore, canile, condanna

di Giuseppe Crimaldi

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Un anno e quattro mesi. E’ la condanna emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Napoli Marco Occhiofino nei confronti del titolare di un canile di via Scarfoglio, ad Agnano. Per l’uomo, imputato per i reati di maltrattamenti agli animali e di truffa ai danni del Comune di Napoli, è stata disposta la sospensione della pena.

Cani abbandonati nel degrado più totale e lasciati morire senza cure. Carcasse di povere bestiole – molti anche i cuccioli – abbandonate e in putrefazione. Ambienti degradati, sporcizia ovunque e ciotole vuote. Era stata una dettagliata denuncia – poco più di tre anni fa dalla presidente della Lega antivivisezionista campana, Mirella De Simone – a sollevare il velo sul canile degli orrori di via Scarfoglio, un centro peraltro convenzionato con il Comune di Napoli che ospitava centinaia di randagi e cani abbandonati, ottenendo peraltro anche una sovvenzione pubblica.

Due giorni fa per il titolare del rifugio “Mastino napoletano”, Antonio Buonocore, è arrivata la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione con pena sospesa. Il giudice monocratico della prima sezione penale del Tribunale, Marco Occhiofino, ha ritenuto Buonocore responsabile dei reati di maltrattamenti agli animali e truffa ai danni del Comune di Napoli.

Cani lasciati morire senza cure, madri con cuccioli vivi e morti insieme, tutti stipati in un locale sporco con il pavimento coperto di escrementi, insieme con altri cani piagati e coperti di croste, o addirittura già morti. Questi ed altri orrori si vedono nelle riprese effettuate dagli ex soci dell’associazione presieduta da Buonocore, che filmarono persino delle fosse comuni (illegali). La Asl che avrebbe dovuto controllare ha prodotto verbali dove tutto risultava essere regolare. Anche 11 adozioni di cani, che sono risultate false. Il reato più grave di truffa ai danni del Comune di Napoli è stato commesso, secondo il Tribunale, reinnestando il microchip identifìcativo ad almeno 5 cani che mesi dopo risultavano diversi ma avere lo stesso numero di microchip.

Si presume che il passaggio avvenisse da cani morti a cani vivi, al fine di continuare a ottenere il pagamento della diaria dal Comune. Buonocore è assegnatario di un terreno di 15mila metri quadrati di proprietà del Comune di Napoli e da un computo dell’assessorato al Patrimonio sarebbe debitore di mensilità per oltre 270 mila euro. Il processo è durato tre anni con due diversi giudici, tra l’uscita dell’uno e il subentro dell’altro si è dovuto attendere un anno. Ma alla fine il verdetto di condanna è arrivato. Il giudice ha così accolto tutte le richieste formulate dall’accusa (vpo Paola Esposito) e dal legale della Lac, l’avvocato Andrea Scardamaglio. VISITATE FACEBOOK ANIMALPEACELOVE X I FILMATI DENUNCIA….ASPETTANDO ANCORA I PROVVEDIMENTI DEL SINDACO DI NAPOLI,TRASFORMIAMO L INFERNO IN PARADISOMattino logo

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Un anno e quattro mesi. E’ la condanna emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Napoli Marco Occhiofino nei confronti del titolare di un canile di via Scarfoglio, ad Agnano. Per l’uomo, imputato per i reati di maltrattamenti agli animali e di truffa ai danni del Comune di Napoli, è stata disposta la sospensione della pena.

Cani abbandonati nel degrado più totale e lasciati morire senza cure. Carcasse di povere bestiole – molti anche i cuccioli – abbandonate e in putrefazione. Ambienti degradati, sporcizia ovunque e ciotole vuote. Era stata una dettagliata denuncia – poco più di tre anni fa dalla presidente della Lega antivivisezionista campana, Mirella De Simone – a sollevare il velo sul canile degli orrori di via Scarfoglio, un centro peraltro convenzionato con il Comune di Napoli che ospitava centinaia di randagi e cani abbandonati, ottenendo peraltro anche una sovvenzione pubblica.

Due giorni fa per il titolare del rifugio “Mastino napoletano”, Antonio Buonocore, è arrivata la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione con pena sospesa. Il giudice monocratico della prima sezione penale del Tribunale, Marco Occhiofino, ha ritenuto Buonocore responsabile dei reati di maltrattamenti agli animali e truffa ai danni del Comune di Napoli.

Cani lasciati morire senza cure, madri con cuccioli vivi e morti insieme, tutti stipati in un locale sporco con il pavimento coperto di escrementi, insieme con altri cani piagati e coperti di croste, o addirittura già morti. Questi ed altri orrori si vedono nelle riprese effettuate dagli ex soci dell’associazione presieduta da Buonocore, che filmarono persino delle fosse comuni (illegali). La Asl che avrebbe dovuto controllare ha prodotto verbali dove tutto risultava essere regolare. Anche 11 adozioni di cani, che sono risultate false. Il reato più grave di truffa ai danni del Comune di Napoli è stato commesso, secondo il Tribunale, reinnestando il microchip identifìcativo ad almeno 5 cani che mesi dopo risultavano diversi ma avere lo stesso numero di microchip.

Si presume che il passaggio avvenisse da cani morti a cani vivi, al fine di continuare a ottenere il pagamento della diaria dal Comune. Buonocore è assegnatario di un terreno di 15mila metri quadrati di proprietà del Comune di Napoli e da un computo dell’assessorato al Patrimonio sarebbe debitore di mensilità per oltre 270 mila euro. Il processo è durato tre anni con due diversi giudici, tra l’uscita dell’uno e il subentro dell’altro si è dovuto attendere un anno. Ma alla fine il verdetto di condanna è arrivato. Il giudice ha così accolto tutte le richieste formulate dall’accusa (vpo Paola Esposito) e dal legale della Lac, l’avvocato Andrea Scardamaglio. VISITATE FACEBOOK ANIMALPEACELOVE X I FILMATI DENUNCIA….ASPETTANDO ANCORA I PROVVEDIMENTI DEL SINDACO DI NAPOLI,TRASFORMIAMO L INFERNO IN PARADISO

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