Caldo e umidità, azzurri nell’inferno di Manaus. Anche un medico in campo: previsti un time out a tempo

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A poche ore dalla partita con l’Inghilterra a Manaus, nel cuore dell’Amazzonia, i primi avversari degli azzurri non si chiamano né Rooney né Sturridge, ma caldo e umidità, campo dall’erba bruciata. Lo staff azzurro ha preparato con attenzione l’adeguamento al clima. A Manaus per l’ora della partita (le 18 locali, le 24 in Italia) si prevede una pausa nella pioggia, temperature superiori ai 35 gradi e soprattutto un’umidità all’80 per cento. «Entri in campo, e un fon pazzesco ti aggredisce», ricordava Marchisio parlando dell’esperienza dell’anno scorso in Confederations, con condizioni anche meno pesanti. «Ci siamo allenati nella casetta di Corverciano – la considerazione di Barzagli – e qui a Mangaratiba c’era già un salto in avanti nell’umidità:ma a Manaus sarà ancora un’altra cosa. Finché non giochiamo non possiamo sapere. Però di una cosa sono certo: non saranno i giovani attaccanti inglesi ad essere favoriti. Anche di fronte all’umidità, si parte tutti alla pari». In ogni caso, lo staff medico ha stabilito nei dettagli dieta e tappe dell’idratazione, in campo e fuori. Un’ora e mezza prima della partita, poi il medico Fifa deciderà sul time out. La vera grande novità di questi Mondiali. Il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, ha assicurato che, in caso di caldo estremo, alcune partite potranno essere interrotte una o più volte per permettere ai giocatori di riposare e reidratarsi. In ogni partita ci sono un coordinatore, un medico e l’arbitro. Saranno loro tre a prendere tutte le misure per assicurare le buone condizioni dei giocatori e definire le interruzioni delle partite per far bere i calciatori. Con pause da 3′ ciascuno: è molto più del minuto preventivato, in caso diventerà ovviamente anche l’occasione per alcune indicazioni tattiche dei ct ai giocatori. Il time out sarà alla mezzora del primo e del secondo tempo, senza ovviamente spezzare l’azione. Ma basterà? Gli inglesi avevano polemizzato fin dall’inizio sulla decisione di inserire Manaus tra le 12 città sede di partite dei Mondiali. La pensa così anche un grande ex giocatore brasiliano. Dice Roberto Rivelino, campione del mondo del 1970 proprio contro l’Italia: «È assurdo far giocare un mondiale di calcio a Manaus, fa troppo caldo e c’è un tasso di umidità altissimo che ti fa sudare appena esci dagli spogliatoi. Sarà dura per tutte le squadre che dovranno giocarci». E le parole di Rivelino sembrano rivolte proprio agli azzurri di Prandelli. «Ai miei tempi non avevamo il materiale tecnico che hanno oggi i calciatori: ricordo che a Manaus la mia maglietta si inzuppava di sudore già prima di cominciare a giocare e pesava tre chili. Ma anche con i nuovi materiali e le tecniche di allenamento moderne sarà dura per l’Italia e per l’Inghilterra», assicura Rivelino che vede comunque favoriti gli azzurri nel girone che comprende anche Uruguay e Costa Rica. «Difficile fare un pronostico ma l’Italia è una di quelle squadre che nelle competizioni importanti come i mondiali si trasforma e dà sempre il meglio». (Gianni Repetto – Il Mattino)  

A poche ore dalla partita con l’Inghilterra a Manaus, nel cuore dell’Amazzonia, i primi avversari degli azzurri non si chiamano né Rooney né Sturridge, ma caldo e umidità, campo dall'erba bruciata. Lo staff azzurro ha preparato con attenzione l’adeguamento al clima. A Manaus per l'ora della partita (le 18 locali, le 24 in Italia) si prevede una pausa nella pioggia, temperature superiori ai 35 gradi e soprattutto un’umidità all’80 per cento. «Entri in campo, e un fon pazzesco ti aggredisce», ricordava Marchisio parlando dell’esperienza dell’anno scorso in Confederations, con condizioni anche meno pesanti. «Ci siamo allenati nella casetta di Corverciano – la considerazione di Barzagli – e qui a Mangaratiba c’era già un salto in avanti nell’umidità:ma a Manaus sarà ancora un’altra cosa. Finché non giochiamo non possiamo sapere. Però di una cosa sono certo: non saranno i giovani attaccanti inglesi ad essere favoriti. Anche di fronte all’umidità, si parte tutti alla pari». In ogni caso, lo staff medico ha stabilito nei dettagli dieta e tappe dell’idratazione, in campo e fuori. Un’ora e mezza prima della partita, poi il medico Fifa deciderà sul time out. La vera grande novità di questi Mondiali. Il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, ha assicurato che, in caso di caldo estremo, alcune partite potranno essere interrotte una o più volte per permettere ai giocatori di riposare e reidratarsi. In ogni partita ci sono un coordinatore, un medico e l’arbitro. Saranno loro tre a prendere tutte le misure per assicurare le buone condizioni dei giocatori e definire le interruzioni delle partite per far bere i calciatori. Con pause da 3' ciascuno: è molto più del minuto preventivato, in caso diventerà ovviamente anche l’occasione per alcune indicazioni tattiche dei ct ai giocatori. Il time out sarà alla mezzora del primo e del secondo tempo, senza ovviamente spezzare l'azione. Ma basterà? Gli inglesi avevano polemizzato fin dall’inizio sulla decisione di inserire Manaus tra le 12 città sede di partite dei Mondiali. La pensa così anche un grande ex giocatore brasiliano. Dice Roberto Rivelino, campione del mondo del 1970 proprio contro l’Italia: «È assurdo far giocare un mondiale di calcio a Manaus, fa troppo caldo e c'è un tasso di umidità altissimo che ti fa sudare appena esci dagli spogliatoi. Sarà dura per tutte le squadre che dovranno giocarci». E le parole di Rivelino sembrano rivolte proprio agli azzurri di Prandelli. «Ai miei tempi non avevamo il materiale tecnico che hanno oggi i calciatori: ricordo che a Manaus la mia maglietta si inzuppava di sudore già prima di cominciare a giocare e pesava tre chili. Ma anche con i nuovi materiali e le tecniche di allenamento moderne sarà dura per l'Italia e per l'Inghilterra», assicura Rivelino che vede comunque favoriti gli azzurri nel girone che comprende anche Uruguay e Costa Rica. «Difficile fare un pronostico ma l’Italia è una di quelle squadre che nelle competizioni importanti come i mondiali si trasforma e dà sempre il meglio». (Gianni Repetto – Il Mattino)