“Oltre il respiro”. Ricordo di Troisi vent’anni dopo con la sorella Rosaria “Massimo ha lasciato una scia d’amore” VIDEO

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Video su Positanonews TV di Paola d’ Esposito.  Ieri un bell’evento in Penisola Sorrentina, a Sorrento, Positanonews ha incontrato e sentito la sorella di Massimo Troisi, il simbolo positivo di Napoli e della Campania . Sono passati circa venti anni dalla morte di Massimo Troisi, il 4 giugno 1994, dodici ore dopo aver finito di girare le riprese de “Il Postino”.Sapeva di doversi sottoporre a un intervento cardiaco, ma voleva farlo dopo, perché quel film – diceva – voleva farlo con il suo cuore. Al suo fianco, sempre, in quel periodo la sorella Rosaria, che poi si è spesa per portarne avanti la memoria. Per Iacobelli, ha scritto con Lilly Ippoliti, “Oltre il Respiro”, in cui racconta il fratello come artista, certo, ma soprattutto come uomo.“Questo fine senso dell’umorismo – ricorda Rosaria Troisi – non era che l’ennesima eredità della nostra famiglia, insieme a quel bagaglio di valori che contribuì a mantenerlo sempre una persona integra, e che nemmeno un mondo come quello dello spettacolo, per certi versi così cinico, riuscì a contaminare”.  L’evento si è tenuto Giovedì 10 luglio sera presso “Camera & Cucina”, in collaborazione con il Circolo Endas Associnema, con Antonio Volpe, Adele Paturzo e Carlo Alfaro come organizzatori si è tenuta una serata evento con la straordinaria partecipazione di Rosaria Troisi, sorella di Massimo che ha presentato il suo ultimo libro “Oltre il respiro”, dove gli avventori hanno potuto anche degustare una straordinaria parmigiana di melenzane, Positanonews ha setito Rosaria Troisi che ricorda “Erano appena terminate le riprese de Il Postino, Massimo è stanco e duramente provato dalla malattia che lo porterà a breve a una morte prematura. Alza il bicchiere e dice semplicemente: ‘Ricordatevi di me. Voleva che restasse una traccia di lui e questo lo si sta facendo, nessuno potrà dimenticarsi di lui, e questo lo sento ogni giorno stando fra la gente..”  il libro Oltre il respiro. Massimo Troisi, mio fratello (Iacobelli editore, 2011) è  Un testo che si concentra sull’aspetto più intimo e personale dell’attore e regista di capolavori come Non ci resta che piangere e Le vie del Signore sono finite, lasciando il suo percorso artistico sullo sfondo. A integrare il libro c’è una cartella contenente dieci incisioni tratte da foto di scena realizzate dal fumettista Rancho. “Io e Massimo abbiamo deciso di destinare i proventi di Oltre il respiro a Italia Solidale, un’associazione che si occupa di adozioni a distanza”, precisa Rosaria “Le motivazioni che mi hanno spinto a parlarne sono tante. Il tempo che passa ti mette in una condizione emotiva di libertà perché sgombra il campo dal peso e dalla fatica del ricordo. Si dice che il tempo è galantuomo, ma al tempo stesso è spietato perché cancella tutto. In questo libro c’è il mio vissuto, la mia storia, e tutto un mondo che porto dentro e che non voglio vada perduto. Mi sono capitate delle cose straordinarie e vorrei che non andassero disperse, ma restassero vive per le nuove generazioni. Volevo lasciare qualcosa che potesse testimoniare questa grande avventura e il privilegio di aver avuto in famiglia una persona sorprendente e così speciale. Lui era pienamente consapevole del suo male, ma sino alla fine ha cercato di lottare ben sapendo di avere i minuti contati. Sapeva benissimo che cosa aveva passato e che cosa lo attendeva. Quell’ansia di finire Il Postino che è il suo testamento artistico e non solo era dovuta all’angoscia di avere la morte dietro la soglia” Una riflessione di Lilly Ippoliti che ci ha colpito e riportiamo “Erri De Luca con un fotogramma luminoso descrive Massimo come l’esatto opposto della camorra. Troisi rappresenta quello che un napoletano per bene dovrebbe e potrebbe essere. Noi nel libro abbiamo avvicinato questo pensiero con la dedica a Saviano in una sorta di continuità nella lotta per la legalità in questa terra così disgraziata. Nonostante Massimo Troisi fosse un uomo timido e introverso, avrebbe sostenuto questo percorso per raggiungere questo obiettivo. Non lo dico io, ma emerge chiaramente da quanto sostengono Rosaria e i suoi familiari”. 

Video su Positanonews TV di Paola d' Esposito.  Ieri un bell'evento in Penisola Sorrentina, a Sorrento, Positanonews ha incontrato e sentito la sorella di Massimo Troisi, il simbolo positivo di Napoli e della Campania . Sono passati circa venti anni dalla morte di Massimo Troisi, il 4 giugno 1994, dodici ore dopo aver finito di girare le riprese de “Il Postino”.Sapeva di doversi sottoporre a un intervento cardiaco, ma voleva farlo dopo, perché quel film – diceva – voleva farlo con il suo cuore. Al suo fianco, sempre, in quel periodo la sorella Rosaria, che poi si è spesa per portarne avanti la memoria. Per Iacobelli, ha scritto con Lilly Ippoliti, “Oltre il Respiro”, in cui racconta il fratello come artista, certo, ma soprattutto come uomo.“Questo fine senso dell'umorismo – ricorda Rosaria Troisi – non era che l'ennesima eredità della nostra famiglia, insieme a quel bagaglio di valori che contribuì a mantenerlo sempre una persona integra, e che nemmeno un mondo come quello dello spettacolo, per certi versi così cinico, riuscì a contaminare”.  L'evento si è tenuto Giovedì 10 luglio sera presso “Camera & Cucina”, in collaborazione con il Circolo Endas Associnema, con Antonio Volpe, Adele Paturzo e Carlo Alfaro come organizzatori si è tenuta una serata evento con la straordinaria partecipazione di Rosaria Troisi, sorella di Massimo che ha presentato il suo ultimo libro "Oltre il respiro", dove gli avventori hanno potuto anche degustare una straordinaria parmigiana di melenzane, Positanonews ha setito Rosaria Troisi che ricorda "Erano appena terminate le riprese de Il Postino, Massimo è stanco e duramente provato dalla malattia che lo porterà a breve a una morte prematura. Alza il bicchiere e dice semplicemente: 'Ricordatevi di me. Voleva che restasse una traccia di lui e questo lo si sta facendo, nessuno potrà dimenticarsi di lui, e questo lo sento ogni giorno stando fra la gente.."  il libro Oltre il respiro. Massimo Troisi, mio fratello (Iacobelli editore, 2011) è  Un testo che si concentra sull’aspetto più intimo e personale dell’attore e regista di capolavori come Non ci resta che piangere e Le vie del Signore sono finite, lasciando il suo percorso artistico sullo sfondo. A integrare il libro c'è una cartella contenente dieci incisioni tratte da foto di scena realizzate dal fumettista Rancho. “Io e Massimo abbiamo deciso di destinare i proventi di Oltre il respiro a Italia Solidale, un’associazione che si occupa di adozioni a distanza”, precisa Rosaria “Le motivazioni che mi hanno spinto a parlarne sono tante. Il tempo che passa ti mette in una condizione emotiva di libertà perché sgombra il campo dal peso e dalla fatica del ricordo. Si dice che il tempo è galantuomo, ma al tempo stesso è spietato perché cancella tutto. In questo libro c’è il mio vissuto, la mia storia, e tutto un mondo che porto dentro e che non voglio vada perduto. Mi sono capitate delle cose straordinarie e vorrei che non andassero disperse, ma restassero vive per le nuove generazioni. Volevo lasciare qualcosa che potesse testimoniare questa grande avventura e il privilegio di aver avuto in famiglia una persona sorprendente e così speciale. Lui era pienamente consapevole del suo male, ma sino alla fine ha cercato di lottare ben sapendo di avere i minuti contati. Sapeva benissimo che cosa aveva passato e che cosa lo attendeva. Quell’ansia di finire Il Postino che è il suo testamento artistico e non solo era dovuta all’angoscia di avere la morte dietro la soglia" Una riflessione di Lilly Ippoliti che ci ha colpito e riportiamo “Erri De Luca con un fotogramma luminoso descrive Massimo come l’esatto opposto della camorra. Troisi rappresenta quello che un napoletano per bene dovrebbe e potrebbe essere. Noi nel libro abbiamo avvicinato questo pensiero con la dedica a Saviano in una sorta di continuità nella lotta per la legalità in questa terra così disgraziata. Nonostante Massimo Troisi fosse un uomo timido e introverso, avrebbe sostenuto questo percorso per raggiungere questo obiettivo. Non lo dico io, ma emerge chiaramente da quanto sostengono Rosaria e i suoi familiari".