Estate, vipere, fulmini e tempeste: le regole per escursioni in montagna in sicurezza

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Vipere, fulmini e temporali, scivoloni e perdita dell’orientamento. Sono tanti i pericoli dietro l’angolo quando si affrontano escursioni in montagna,
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sempre più frequenti con la bella stagione. E se è vero che «la montagna è un ambiente bellissimo che regala emozioni e fa bene a tutti, fa bene al cuore, alla circolazione, a chi soffre di depressione e aumenta i globuli rossi», basta rispettare alcuni semplici consigli «per passare una piacevolissima giornata da ricordare durante tutto l’anno», spiega Vincenzo Romeo, vice questore aggiunto del Corpo Forestale dello Stato, responsabile nazionale del servizio Meteomont dedicato alla sicurezza in montagna. Ed ecco un pratico vademecum per un’escursione sicura, a partire da abbigliamento ed equipaggiamento. Ai piedi né scarpe da ginnastica né sandali, anche se è estate, ma scarponi alti e calzettoni spessi fino al ginocchio che riparano dai morsi delle vipere e in mano racchette o bastoni se la vegetazione è alta, per fare rumore.

Messi al riparo piedi e gambe fino al ginocchio, si può anche partire in calzoncini e t-shirt, ma nello zaino mettere sempre giacca a vento e maglione per proteggerci dagli improvvisi cambi di temperatura e dal vento che in quota c’è sempre. Sulla testa cappello e poi occhiali da sole. Nello zaino non possono mancare acqua e viveri (preferibilmente dolci); per non perderci (e per essere in grado di fornire la posizione esatta in caso di incidente) altimetro, barometro, bussola e mappa; un kit base di autosoccorso (lozione per punture di insetti, acqua ossigenata e garze); il cellulare sempre acceso e carico per chiamare il 118 se necessario

L’escursione va sempre preparata con cura, ed ecco come: si programma il giorno prima consultando i bollettini del tempo, «noi ne facciamo uno dedicato proprio alla montagna consultabile su www.meteomont.org», sottolinea Romeo. Se sono previsti temporali, meglio evitare escursioni. «Questa stagione promette bene per i temporali, ce ne sono stati e ne arriveranno altri con forte attività elettrica, cioè fulmini», annuncia il vice questore del Corpo Forestale. Anche se le previsioni sono buone, ricordare che in montagna sono tipici i temporali improvvisi, quindi vale sempre la regola fondamentale: osservare. Se si alza il vento, se sono in arrivo nubi o foschia, meglio tornare indietro o avvicinarsi a un rifugio. Nella pianificazione dell’escursione, quindi, bisogna sempre prevedere rifugi e ricoveri lungo l’itinerario.

Osservare il barometro: se la pressione diminuisce rapidamente significa che il tempo sta peggiorando. E osservare anche il terreno le cui condizioni possono cambiare tra pendenze e caduta massi. Comunque, non allontanarsi mai dal sentiero. Seguire sempre la cosiddetta «regola del 3×3»: controllare tre aspetti (condizioni di salute e dell’attrezzatura proprie e del gruppo, condizioni del meteo e del terreno che percorriamo) in tre momenti diversi (il giorno prima dell’escursione; il giorno dopo, prima di partire.

Infine, in caso di temporale, in montagna il rischio fulmini è sempre più elevato e non è da sottovalutare perché l’uomo è un buon conduttore di elettricità e «2-3 folgorazioni l’anno le abbiamo sempre», ricorda Romeo. Se non è possibile raggiungere un rifugio, cercare riparo in un bosco, evitando però gli alberi isolati e quelli alti e dominanti che svettano sugli altri. Non tenere entrambi i piedi a terra, ma saltellare per non attirare i fulmini. Stare lontani dai torrenti, sia perché attirano i fulmini sia perché in caso di temporale si possono gonfiare e diventare impetuosi. Evitare di indossare tutto ciò che è metallico, dai braccialetti alle collane ai reggiseni con il gancetto metallico. Se invece ci si trova in un rifugio, evitare di stare affacciati o sull’uscio della porta e non accendere fuochi. Le auto e i mezzi su gomma (anche le roulotte) sono sicuri, ma non accendere la radio e stare lontani dalle portiere. Un segnale del fulmine in arrivo sono i capelli che si drizzano, ma le persone colpite non sono cariche elettricamente quindi non c’è pericolo a soccorrerle. No ad ombrelli, ombrelloni, aquiloni e canne da pesca. IL MESSAGGEROVipere, fulmini e temporali, scivoloni e perdita dell’orientamento. Sono tanti i pericoli dietro l’angolo quando si affrontano escursioni in montagna,
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sempre più frequenti con la bella stagione. E se è vero che «la montagna è un ambiente bellissimo che regala emozioni e fa bene a tutti, fa bene al cuore, alla circolazione, a chi soffre di depressione e aumenta i globuli rossi», basta rispettare alcuni semplici consigli «per passare una piacevolissima giornata da ricordare durante tutto l’anno», spiega Vincenzo Romeo, vice questore aggiunto del Corpo Forestale dello Stato, responsabile nazionale del servizio Meteomont dedicato alla sicurezza in montagna. Ed ecco un pratico vademecum per un’escursione sicura, a partire da abbigliamento ed equipaggiamento. Ai piedi né scarpe da ginnastica né sandali, anche se è estate, ma scarponi alti e calzettoni spessi fino al ginocchio che riparano dai morsi delle vipere e in mano racchette o bastoni se la vegetazione è alta, per fare rumore.

Messi al riparo piedi e gambe fino al ginocchio, si può anche partire in calzoncini e t-shirt, ma nello zaino mettere sempre giacca a vento e maglione per proteggerci dagli improvvisi cambi di temperatura e dal vento che in quota c’è sempre. Sulla testa cappello e poi occhiali da sole. Nello zaino non possono mancare acqua e viveri (preferibilmente dolci); per non perderci (e per essere in grado di fornire la posizione esatta in caso di incidente) altimetro, barometro, bussola e mappa; un kit base di autosoccorso (lozione per punture di insetti, acqua ossigenata e garze); il cellulare sempre acceso e carico per chiamare il 118 se necessario

L’escursione va sempre preparata con cura, ed ecco come: si programma il giorno prima consultando i bollettini del tempo, «noi ne facciamo uno dedicato proprio alla montagna consultabile su www.meteomont.org», sottolinea Romeo. Se sono previsti temporali, meglio evitare escursioni. «Questa stagione promette bene per i temporali, ce ne sono stati e ne arriveranno altri con forte attività elettrica, cioè fulmini», annuncia il vice questore del Corpo Forestale. Anche se le previsioni sono buone, ricordare che in montagna sono tipici i temporali improvvisi, quindi vale sempre la regola fondamentale: osservare. Se si alza il vento, se sono in arrivo nubi o foschia, meglio tornare indietro o avvicinarsi a un rifugio. Nella pianificazione dell’escursione, quindi, bisogna sempre prevedere rifugi e ricoveri lungo l’itinerario.

Osservare il barometro: se la pressione diminuisce rapidamente significa che il tempo sta peggiorando. E osservare anche il terreno le cui condizioni possono cambiare tra pendenze e caduta massi. Comunque, non allontanarsi mai dal sentiero. Seguire sempre la cosiddetta «regola del 3×3»: controllare tre aspetti (condizioni di salute e dell’attrezzatura proprie e del gruppo, condizioni del meteo e del terreno che percorriamo) in tre momenti diversi (il giorno prima dell’escursione; il giorno dopo, prima di partire.

Infine, in caso di temporale, in montagna il rischio fulmini è sempre più elevato e non è da sottovalutare perché l’uomo è un buon conduttore di elettricità e «2-3 folgorazioni l’anno le abbiamo sempre», ricorda Romeo. Se non è possibile raggiungere un rifugio, cercare riparo in un bosco, evitando però gli alberi isolati e quelli alti e dominanti che svettano sugli altri. Non tenere entrambi i piedi a terra, ma saltellare per non attirare i fulmini. Stare lontani dai torrenti, sia perché attirano i fulmini sia perché in caso di temporale si possono gonfiare e diventare impetuosi. Evitare di indossare tutto ciò che è metallico, dai braccialetti alle collane ai reggiseni con il gancetto metallico. Se invece ci si trova in un rifugio, evitare di stare affacciati o sull’uscio della porta e non accendere fuochi. Le auto e i mezzi su gomma (anche le roulotte) sono sicuri, ma non accendere la radio e stare lontani dalle portiere. Un segnale del fulmine in arrivo sono i capelli che si drizzano, ma le persone colpite non sono cariche elettricamente quindi non c’è pericolo a soccorrerle. No ad ombrelli, ombrelloni, aquiloni e canne da pesca. IL MESSAGGERO

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