Napoli. Materdei, si rompe una condotta. Voragini e paura per 40 famiglie. Palazzi sgomberati in via Gravina

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Napoli. Una bomba d’acqua improvvisa e devastante. Tre palazzi sgomberati, una quarantina di famiglie rimaste senza un tetto; una strada, via Domenico di Gravina, collassata in più punti, e una zona, quella di Materdei, in parte isolata. La rottura di una importante condotta d’acqua la causa del dissesto. Lo sprofondamento del manto stradale, inaspettato, poco prima delle quattro di pomeriggio. Nessun segno di cedimento era stato notato nei giorni scorsi eppure le voragini che si sono aperte sono importanti e profonde in un tratto di strada lungo circa 200 metri. In via Domenico di Gravina, al civico numero 11, sono tre i palazzi presenti disposti in cortina. Due gli stabili che hanno subito importanti lesioni. E da qui quaranta famiglie (circa una settantina di persone) hanno dovuto lasciare le case, arrangiarsi come potevano perché almeno per ieri il Comune non ha avuto il tempo di organizzare la sistemazione degli sfollati. Il primo palazzo il più lesionato. È quello immediatamente adiacente alla voragine, la più grossa che costeggia il marciapiede e arriva a un metro dall’ingresso del viale da dove si accede poi ai tre stabili. Una Smart è sprofondata a metà nella buca. Era parcheggiata, non c’era nessuno a bordo. Ed è rimasta con le ruote anteriori sospese nel vuoto nella voragine profonda, secondo i primi rilievi, almeno una ventina di metri. Se non di più. Nel sottosuolo c’era un fiume in piena. La condotta forse da giorni era guasta con l’acqua sempre in pressione. L’intervento dei vigili del fuoco, della municipale, della protezione civile e dei tecnici del Comune è stato immediato. La strada è stata chiusa, le macchine rimosse, tutta l’area completamente isolata. La stazione Materdei del metrò, malgrado i rubinetti dell’acqua fossero completamente a secco, è rimasta aperta perché l’impianto antincendio funzionava regolarmente. Oggi si deciderà il da farsi anche in base alle comunicazioni dell’Abc. L’Abc solo in serata ha comunicato quanto è accaduto. Poche righe per spiegare che d’intesa con la protezione civile si è provveduto alla sospensione «dell’erogazione idrica e, contestualmente, alla verifica dello stato dei luoghi da parte anche degli altri enti gestori, ad un più ampio e dettagliato controllo delle proprie infrastrutture presenti in zona». Verifiche ed analisi – scrivono i tecnici dell’Abc – delle cause che hanno determinato la rottura della condotta. La rottura potrebbe essere stata determinata da un insieme di cause. Usura della condotta ma anche recenti lavori nei sottoservizi effettuati da altri gestori. Di fatto solo per un caso non ci sono stati feriti né morti. Considerata anche la consistenza dell’asfalto, molle per la presenza di acqua. Da oggi si provvederà a cercare di trovare una sistemazione agli sfollati. Verranno effettuati dei saggi nel sottosuolo per comprendere quante cavità si sono riempite d’acqua e per verificare la stabilità dei palazzi. Via Domenico di Gravina è stata tutta chiusa. E solo dopo i saggi – spiegano dal Comune – che verranno effettuati oggi si potrà comprendere la gravità della situazione e il numero complessivo di famiglie che dovranno arrangiarsi chissà per quanto tempo in attesa che vengano sistemate le voragini e soprattutto messi i palazzi in sicurezza. C’è chi sussurra che le lesioni riguardino anche le fondamenta in qualche modo un po’ rosicchiate dal flusso d’acqua. (Elena Romanazzi – Il Mattino)

Napoli. Una bomba d’acqua improvvisa e devastante. Tre palazzi sgomberati, una quarantina di famiglie rimaste senza un tetto; una strada, via Domenico di Gravina, collassata in più punti, e una zona, quella di Materdei, in parte isolata. La rottura di una importante condotta d’acqua la causa del dissesto. Lo sprofondamento del manto stradale, inaspettato, poco prima delle quattro di pomeriggio. Nessun segno di cedimento era stato notato nei giorni scorsi eppure le voragini che si sono aperte sono importanti e profonde in un tratto di strada lungo circa 200 metri. In via Domenico di Gravina, al civico numero 11, sono tre i palazzi presenti disposti in cortina. Due gli stabili che hanno subito importanti lesioni. E da qui quaranta famiglie (circa una settantina di persone) hanno dovuto lasciare le case, arrangiarsi come potevano perché almeno per ieri il Comune non ha avuto il tempo di organizzare la sistemazione degli sfollati. Il primo palazzo il più lesionato. È quello immediatamente adiacente alla voragine, la più grossa che costeggia il marciapiede e arriva a un metro dall’ingresso del viale da dove si accede poi ai tre stabili. Una Smart è sprofondata a metà nella buca. Era parcheggiata, non c’era nessuno a bordo. Ed è rimasta con le ruote anteriori sospese nel vuoto nella voragine profonda, secondo i primi rilievi, almeno una ventina di metri. Se non di più. Nel sottosuolo c’era un fiume in piena. La condotta forse da giorni era guasta con l’acqua sempre in pressione. L’intervento dei vigili del fuoco, della municipale, della protezione civile e dei tecnici del Comune è stato immediato. La strada è stata chiusa, le macchine rimosse, tutta l’area completamente isolata. La stazione Materdei del metrò, malgrado i rubinetti dell’acqua fossero completamente a secco, è rimasta aperta perché l’impianto antincendio funzionava regolarmente. Oggi si deciderà il da farsi anche in base alle comunicazioni dell’Abc. L’Abc solo in serata ha comunicato quanto è accaduto. Poche righe per spiegare che d’intesa con la protezione civile si è provveduto alla sospensione «dell’erogazione idrica e, contestualmente, alla verifica dello stato dei luoghi da parte anche degli altri enti gestori, ad un più ampio e dettagliato controllo delle proprie infrastrutture presenti in zona». Verifiche ed analisi – scrivono i tecnici dell’Abc – delle cause che hanno determinato la rottura della condotta. La rottura potrebbe essere stata determinata da un insieme di cause. Usura della condotta ma anche recenti lavori nei sottoservizi effettuati da altri gestori. Di fatto solo per un caso non ci sono stati feriti né morti. Considerata anche la consistenza dell’asfalto, molle per la presenza di acqua. Da oggi si provvederà a cercare di trovare una sistemazione agli sfollati. Verranno effettuati dei saggi nel sottosuolo per comprendere quante cavità si sono riempite d’acqua e per verificare la stabilità dei palazzi. Via Domenico di Gravina è stata tutta chiusa. E solo dopo i saggi – spiegano dal Comune – che verranno effettuati oggi si potrà comprendere la gravità della situazione e il numero complessivo di famiglie che dovranno arrangiarsi chissà per quanto tempo in attesa che vengano sistemate le voragini e soprattutto messi i palazzi in sicurezza. C’è chi sussurra che le lesioni riguardino anche le fondamenta in qualche modo un po’ rosicchiate dal flusso d’acqua. (Elena Romanazzi – Il Mattino)

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