Folgorato al parco: bimbo di 5 anni salvo grazie a due amichetti

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Il bimbo vive in una villetta a fianco del parco ed era stato già protagonista di un episodio di cronaca tre anni fa, quando era sfuggito al controllo dei genitori precipitando dalla finestra per due piani. Miracolosamente era finito sullo stendibiancheria e si era salvato. Stavolta lo hanno salvato i due amichetti, che lo hanno visto tremare in preda alle convulsioni. Era arrivato alle loro spalle. «Ci siamo voltati – racconta Saliou – ma pensavamo stesse scherzando». I due bambini sono così tornati alle loro chiacchiere, ma dopo qualche secondo Lokman si è voltato di nuovo. «Si sentiva come un rumore di scintille – ricostruisce la scena -. Appena ho visto Hatim, ho capito che stava accadendo qualcosa di brutto. Aveva gli occhi girati all’insù e i bulbi erano diventati verdi, mentre la pelle era rossa». Lokman voleva liberare in ogni modo l’amico dalla presa mortale con la ringhiera, quindi non ha trovato altra soluzione che tirargli un pugno. «Ce l’hanno spiegato a scuola che uno spintone secco è il modo migliore per liberare qualcuno folgorato», precisa Saliou. Il primo colpo però non è stato sufficiente e Lokman si è preso una forte scossa. Il bambino però non ha desistito e ha tirato un secondo pugno che ha salvato la vita ad Hatim, facendolo staccare dalla ringhiera. Il piccolo è svenuto, cadendo a terra. A questo punto, però, è stato Lokman a rischiare di finire sul passamano e solo l’intervento di Saliou, che l’ha trattenuto, ha evitato il peggio. Intanto la mamma ha dato l’allarme. Sul posto è stato chiamato il 118, poi i carabinieri sono arrivati dalla stazione che si trova di fronte al parco, e i vigili del fuoco di Romano che hanno delimitato l’area. Hatim è stato portato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove è stato medicato a una mano rimasta ustionata. Ricoverato in Pediatria, rimane in osservazione: la scossa ha alterato gli elettroliti nel sangue e si teme possa avere aritmie cardiache. Più tardi anche Lokman è stato portato al Pronto soccorso, a Seriate. «Era diventato pallido e tremava – racconta la mamma -, ha passato una brutta notte. Era preoccupato per Hatim. Continua a ripetere: “Vero che l’ho salvato?”». Anche Saliou è stato sottoposto a controllo medico. Durante la notte i tecnici del Comune hanno effettuato dei controlli e i carabinieri hanno posto sotto sequestro il parco. «Le verifiche sono ancora in corso – spiega il sindaco, Paolo Nozza -. Risulta che il palo in tensione fosse solo quello dell’incidente e non funzionasse. L’episodio che è accaduto è talmente strano e singolare che rimane un mistero. Dal primo sopralluogo pare che sia bruciato un alternatore, che potrebbe essere all’origine del problema. Rimane il fatto che l’impianto è dotato di masse a terra e non dovrebbe dare la scossa. Il giorno prima si è svolto un torneo di basket e non è successo nulla. Il problema deve essere maturato a ridosso dell’incidente. L’impianto è del 1990 ma sono state fatte regolarmente le manutenzioni. Andremo fino in fondo per accertare le cause». Corriere  della  Sera

Il bimbo vive in una villetta a fianco del parco ed era stato già protagonista di un episodio di cronaca tre anni fa, quando era sfuggito al controllo dei genitori precipitando dalla finestra per due piani. Miracolosamente era finito sullo stendibiancheria e si era salvato. Stavolta lo hanno salvato i due amichetti, che lo hanno visto tremare in preda alle convulsioni. Era arrivato alle loro spalle. «Ci siamo voltati – racconta Saliou – ma pensavamo stesse scherzando». I due bambini sono così tornati alle loro chiacchiere, ma dopo qualche secondo Lokman si è voltato di nuovo. «Si sentiva come un rumore di scintille – ricostruisce la scena -. Appena ho visto Hatim, ho capito che stava accadendo qualcosa di brutto. Aveva gli occhi girati all’insù e i bulbi erano diventati verdi, mentre la pelle era rossa». Lokman voleva liberare in ogni modo l’amico dalla presa mortale con la ringhiera, quindi non ha trovato altra soluzione che tirargli un pugno. «Ce l’hanno spiegato a scuola che uno spintone secco è il modo migliore per liberare qualcuno folgorato», precisa Saliou. Il primo colpo però non è stato sufficiente e Lokman si è preso una forte scossa. Il bambino però non ha desistito e ha tirato un secondo pugno che ha salvato la vita ad Hatim, facendolo staccare dalla ringhiera. Il piccolo è svenuto, cadendo a terra. A questo punto, però, è stato Lokman a rischiare di finire sul passamano e solo l’intervento di Saliou, che l’ha trattenuto, ha evitato il peggio. Intanto la mamma ha dato l’allarme. Sul posto è stato chiamato il 118, poi i carabinieri sono arrivati dalla stazione che si trova di fronte al parco, e i vigili del fuoco di Romano che hanno delimitato l’area. Hatim è stato portato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dove è stato medicato a una mano rimasta ustionata. Ricoverato in Pediatria, rimane in osservazione: la scossa ha alterato gli elettroliti nel sangue e si teme possa avere aritmie cardiache. Più tardi anche Lokman è stato portato al Pronto soccorso, a Seriate. «Era diventato pallido e tremava – racconta la mamma -, ha passato una brutta notte. Era preoccupato per Hatim. Continua a ripetere: “Vero che l’ho salvato?”». Anche Saliou è stato sottoposto a controllo medico. Durante la notte i tecnici del Comune hanno effettuato dei controlli e i carabinieri hanno posto sotto sequestro il parco. «Le verifiche sono ancora in corso – spiega il sindaco, Paolo Nozza -. Risulta che il palo in tensione fosse solo quello dell’incidente e non funzionasse. L’episodio che è accaduto è talmente strano e singolare che rimane un mistero. Dal primo sopralluogo pare che sia bruciato un alternatore, che potrebbe essere all’origine del problema. Rimane il fatto che l’impianto è dotato di masse a terra e non dovrebbe dare la scossa. Il giorno prima si è svolto un torneo di basket e non è successo nulla. Il problema deve essere maturato a ridosso dell’incidente. L’impianto è del 1990 ma sono state fatte regolarmente le manutenzioni. Andremo fino in fondo per accertare le cause». Corriere  della  Sera