LUNGOMARE DI SALERNO: PUNTERUOLI, SCARAFAGGI E TOPI. FUGGI FUGGI GENERALE

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Attimi di panico ieri sera sul Lungomare. Quello sciame di insetti, notato da tutti, e preso di mira da alcuni ragazzini che, come una volta accadeva con le lucertole, si sono divertiti a colpire i minuscoli volatili, è diventato così insistente da causare fastidio ad un gruppo di adolescenti che trascorrevano lì la serata. Quando, oltre agli insetti, una ragazzina ha visto (lato mare) anche una serie di scarafaggi camminare in fila indiana, non ce l’ha fatta più e spaventata è fuggita via urlando. Per qualche istante, una manciata di impercettibili secondi, altre persone hanno iniziato a fuggire commentando l’accaduto a voce alta. Il tutto in un delirante effetto placebo. Un disguido che, in un batter di ciglia, si è trasformato in un fuggi fuggi generale amplificato poi dal tam tam della notizia passata di bocca in bocca. Ma, se questa è la cronaca di qualche minuto di follia, tra le 20.45 e le 21, ben diversa è la situazione che si è presentata sul Lungomare nella serata di ieri, in un qualunque sabato di fine primavera. Colpa del caldo (forse) che è esploso improvviso o colpa di quei terribili insetti la cui presenza da anni viene segnalata tra le aiuole, i punteruoli rossi, i killer delle piante che abbelliscono la passeggiata, fatto è che tra topi, punteruoli, e scarafaggi lo spettacolo non era dei migliori. A sentir parlare di insetti in molti fanno spalluccia: «Beh – dicono i membri di una famiglia mentre passeggiano assaporando un gelato – non è una novità». «Quegli insetti stanno lì – indica un ragazzo – ci sono sempre… tra le aiuole, dove sono i binari del treno». Un ambulante che ha in esposizione la merce a terra, ogni tanto con il piede scaccia qualcosa. Uno scarafaggio. «Ce ne sono tanti – dice la ragazzina che aveva causato il fuggi fuggi – lì, lì… verso il mare». E, camminando lato scogliera, si vedono: grandi, neri, lenti nei movimenti. Non si accorgono della loro presenza, invece, due bambini. Ma ad un tratto la più grande dice al fratellino: «Hai visto? Quanti regalini lasciano i cani». Già, regalini. La bimba ci è andata giù morbida. E sono sono le 21.15. Poco più di due ore dopo, oltre ai «regalini» dei cani compaiono anche bottiglie di vetro. Ma questa è un’altra storia. IL MATTINO.ITAttimi di panico ieri sera sul Lungomare. Quello sciame di insetti, notato da tutti, e preso di mira da alcuni ragazzini che, come una volta accadeva con le lucertole, si sono divertiti a colpire i minuscoli volatili, è diventato così insistente da causare fastidio ad un gruppo di adolescenti che trascorrevano lì la serata. Quando, oltre agli insetti, una ragazzina ha visto (lato mare) anche una serie di scarafaggi camminare in fila indiana, non ce l’ha fatta più e spaventata è fuggita via urlando. Per qualche istante, una manciata di impercettibili secondi, altre persone hanno iniziato a fuggire commentando l’accaduto a voce alta. Il tutto in un delirante effetto placebo. Un disguido che, in un batter di ciglia, si è trasformato in un fuggi fuggi generale amplificato poi dal tam tam della notizia passata di bocca in bocca. Ma, se questa è la cronaca di qualche minuto di follia, tra le 20.45 e le 21, ben diversa è la situazione che si è presentata sul Lungomare nella serata di ieri, in un qualunque sabato di fine primavera. Colpa del caldo (forse) che è esploso improvviso o colpa di quei terribili insetti la cui presenza da anni viene segnalata tra le aiuole, i punteruoli rossi, i killer delle piante che abbelliscono la passeggiata, fatto è che tra topi, punteruoli, e scarafaggi lo spettacolo non era dei migliori. A sentir parlare di insetti in molti fanno spalluccia: «Beh – dicono i membri di una famiglia mentre passeggiano assaporando un gelato – non è una novità». «Quegli insetti stanno lì – indica un ragazzo – ci sono sempre… tra le aiuole, dove sono i binari del treno». Un ambulante che ha in esposizione la merce a terra, ogni tanto con il piede scaccia qualcosa. Uno scarafaggio. «Ce ne sono tanti – dice la ragazzina che aveva causato il fuggi fuggi – lì, lì… verso il mare». E, camminando lato scogliera, si vedono: grandi, neri, lenti nei movimenti. Non si accorgono della loro presenza, invece, due bambini. Ma ad un tratto la più grande dice al fratellino: «Hai visto? Quanti regalini lasciano i cani». Già, regalini. La bimba ci è andata giù morbida. E sono sono le 21.15. Poco più di due ore dopo, oltre ai «regalini» dei cani compaiono anche bottiglie di vetro. Ma questa è un’altra storia. IL MATTINO.IT