Caos al Virgiliano: si «differenzia» anche una barca

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Osservandoli attentamente, viene subito da pensare che chi si trova a rovistare tra i rifiuti può anche trovare una fortuna. Proprio come uno dei protagonisti di un celebre romanzo di Dickens. È l’impressione che si ricava guardando le boe di una barca – e tutti gli altri componenti dello scafo – che un bello spirito ha gettato dinanzi ad una delle campane della raccolta differenziata.

Lo scenario è quello di Posillipo e qui, forse più che altrove, i marciapiedi accanto ai contenitori traboccano di ogni bendidio. Anche di oggetti – come le barche – che in altri quartieri si trovano meno facilmente. Lo sanno bene gli operatori dell’Asìa. L’abbandono di materiali di ogni tipo è una costante al Parco Virgiliano, così come in buona parte della collina. Tra la municipalità e l’azienda dei rifiuti, ormai, è una lotta continua. Da una parte c’è chi se la prende con l’Asìa e dall’altra chi attribuisce le responsabilità ai cittadini. «È sempre la stessa storia – tuona Fabio Chiosi, presidente della prima Municipalità – ed è diventato perfino inutile rivolgersi all’amministrazione.il  mattino

Osservandoli attentamente, viene subito da pensare che chi si trova a rovistare tra i rifiuti può anche trovare una fortuna. Proprio come uno dei protagonisti di un celebre romanzo di Dickens. È l'impressione che si ricava guardando le boe di una barca – e tutti gli altri componenti dello scafo – che un bello spirito ha gettato dinanzi ad una delle campane della raccolta differenziata.

Lo scenario è quello di Posillipo e qui, forse più che altrove, i marciapiedi accanto ai contenitori traboccano di ogni bendidio. Anche di oggetti – come le barche – che in altri quartieri si trovano meno facilmente. Lo sanno bene gli operatori dell'Asìa. L'abbandono di materiali di ogni tipo è una costante al Parco Virgiliano, così come in buona parte della collina. Tra la municipalità e l'azienda dei rifiuti, ormai, è una lotta continua. Da una parte c'è chi se la prende con l'Asìa e dall'altra chi attribuisce le responsabilità ai cittadini. «È sempre la stessa storia – tuona Fabio Chiosi, presidente della prima Municipalità – ed è diventato perfino inutile rivolgersi all'amministrazione.il  mattino

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