Vico Equense. Taglio dei pini secolari di Seiano, perché?

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Vico Equense –  Quindi fu soltanto un’illusione quando lo scorso marzo il Comune di Vico Equense, a seguito dell’appello degli ambientalisti della penisola sorrentina, sospese  l’autorizzazione per il taglio di due secolari pini domestici, situati a Seiano in una proprietà privata, dopo che l’operazione di abbattimento fu decretata per il timore che le alberature potessero crollare. A nulla è valsa la perizia, commissionata dal Wwf della penisola sorrentina coordinato dal presidente Claudio d’Esposito, dell’esperto geologo Francesco Paolo Buonocunto, che relazionò che il taglio delle due conifere secolari sicuramente avrebbe determinato un aumento di rischio da dissesto di frana da scivolamento. Rendendo vano il potere imbrigliante dell’ingente apparato radicale tuttora in essere su un versante in materiale parzialmente sciolto ed incoerente, con vegetazione di alto fusto già scarsa. Inoltre, secondo il presidente D’Esposito in tali zone l’equilibrio geologico è così delicato e precario che illudersi di risolvere il problema semplicemente eliminando in toto la vegetazione arborea rischia di essere assolutamente pericoloso e devastante. Poichè l’eliminazione per temuto pericolo di grossi alberi, posti su scarpate instabili o sui cigli di valloni, ha avuto, il più delle volte,  come effetto contrario la diretta e documentata conseguenza del verificarsi di crolli ed eventi franosi. Una volta eliminati gli alberi è infatti proprio il disseccamento dell’enorme massa radicale a costituire la causa di probabili successive frane. In ogni caso, per ottenere l’autorizzazione del taglio degli esemplari arborei è necessario richiedere ed ottenere il nulla osta dell’Autorità di Bacino e della Soprintendenza Paesaggistica preposti alla tutela dei vincoli esistenti nell’area. Invece, a distanza di pochi mesi, come sempre più spesso accade in questo nostro Paese, ecco arrivare il ripensamento da parte del Comune di Vico Equense. Con un’ordinanza il sindaco Gennaro Cinque ha dichiarato l’urgenza di abbattere gli esemplari arborei per tutelare l’incolumità di cose e persone.

Infatti ieri mattina – nonostante le proteste dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e le denunce di alcuni consiglieri comunali – a seguito di un’ordinanza del sindaco Gennaro Cinque si dichiarava l’urgenza di abbattere i due pini per tutelare l’incolumità di cose e persone. Una squadra di tecnici ha abbattuto uno dei due storici pini che da oltre centocinquant’anni svettano alti e monumentali sulla sponda occidentale della valle di Seiano. Esemplari di Pini domestici (Pinus pinea), uno dei quali con una circonferenza del tronco di mt. 3,70, e che già dalla seconda metà dell’800 faceva parte del paesaggio e della geografia dei luoghi e per circa un secolo e mezzo ha contribuito, con il suo esteso apparato radicale, ad ancorare il terreno e la scarpata in un sito definito dall’Autorità di Bacino del Sarno ad elevato rischio frana. Sul luogo le associazioni ambientaliste cercano in ogni modo di contrastare tale sacrilegio. Claudio D’’Esposito immediatamente accorso, insieme ad altri volontari, niente ha potuto per evitare il taglio del primo  albero. Mentre, insieme ad altre associazioni ambientaliste, il Wwf sta cercando ogni modo di evitare  il taglio dell’altro albero secolare a cui sembrerebbe riservato lo stesso destino. Gli alberi si trovavano in uno stato di vitalità ottimale – ha dichiarato il presidente del Wwf penisola sorrentina – e nulla lasciava ipotizzare il verificarsi di situazioni pericolose. I due pini avevano un’enorme importanza, sia da un punto di vista botanico che paesaggistico. Andavano salvaguardati come esemplari storici, meritevoli dell’apposizione del vincolo monumentale. Invece, sono stati abbattuti. Tale vicenda, come detto, si trascinava da oltre un anno, da quando cioè il il proprietario del terreno, ove sono piantati i pini, aveva chiesto al Comune l’autorizzazione al taglio a seguito di due relazioni, una tecnica agronomica e l’altra geologica, nelle quali emergeva che la mancanza di idoneo volume di terreno a nord della base degli alberi non garantiva i requisiti di stabilità. Il Comune di Vico Equense, come detto, in un primo momento aveva concesso l’autorizzazione al taglio, sospesa a seguito della diffida del Wwf del gennaio scorso, poi successivamente al sopralluogo della Protezione Civile si è deciso di ordinare l’abbattimento.
 Secondo quanto stabilito da una delle relazioni tecniche i due pini erano fortemente instabili e a rischio abbattimento in quanto, secondo tale relazione, si è di fronte ad una zolla malferma. A cause dell’altezza importante delle piante e delle conseguenti oscillazioni derivate dal vento è stato rilevato un concreto pericolo di crollo degli alberi che avrebbero potuto colpire i fabbricati circostanti. Dinnanzi al rischio di mettere a repentaglio la vita delle persone, secondo l’Ente comunale, è stato necessario prendere gli opportuni provvedimenti. Tuttora la vicenda resta infuocata, in difesa del pino superstite si sono schierati tanti cittadini, il Wwf, i Vas e cinque consiglieri comunali. «Abbiamo inviato una nota alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici – ha dichiarato Natale Maresca – poiché sulla questione non è stato acquisito il nulla-osta ambientale. Abbiamo chiesto un intervento ad horas. Sulla questione interviene a gamba tesa anche Franco Cuomo che ha dichiarato su fb: E’ l’unico posto al mondo dove si abbattono alberi secolari non malati. Un’ordinanza di Gennaro Cinque, Sindaco fortunato di questo paese sfortunato, su richiesta fatta da privati. Il pino era perfettamente perpendicolare, sanissimo, un pino secolare di circa 130 anni, stessa sorte subirà l’altro che vedete nonostante diffide e denunce del WWF alle quali si sono aggiunte quelle dei VAS. La perizia dei privati è stata affidata ad un agronomo che è lo stesso agronomo chiamato dal Comune per “verificare” le dichiarazioni del cittadino che temeva che il pino potesse crollarle sulla casa. Mi chiedo: se è stato ravvisato e confermato il pericolo, come mai non è stata chiusa la stradina sottostante e sono stati eseguiti i lavori senza tener conto delle normative di sicurezza che vigono a tal proposito? Con quale certezza si è affermato che quei pini sarebbero caduti? Naturalmente le solite voci di un paese imbarbarito hanno subito inveito contro gli ambientalisti chiamandoli assassini perché avrebbero difeso gli alberi invece degli esseri umani potenziali vittime in fieri. Quei due alberi trattengono (trattenevano) con le loro radici decine e decine di ettolitri di acqua e terreno, che da oggi in poi potrebbero franare nel terreno sottostante. Queste sono le politiche di Gennaro Cinque per far fronte al dissesto idrogeologico. L’episodio come ho scritto è stato denunciato a: Procura della Repubblica, Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, Carabinieri di Vico Equense, Polizia Municipale di Vico Equense, Corpo Forestale dello Stato, stampa: Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, La Repubblica. 05 Giugno 2014 – salvatorecaccaviello – positanonews.

Vico Equense –  Quindi fu soltanto un’illusione quando lo scorso marzo il Comune di Vico Equense, a seguito dell’appello degli ambientalisti della penisola sorrentina, sospese  l’autorizzazione per il taglio di due secolari pini domestici, situati a Seiano in una proprietà privata, dopo che l'operazione di abbattimento fu decretata per il timore che le alberature potessero crollare. A nulla è valsa la perizia, commissionata dal Wwf della penisola sorrentina coordinato dal presidente Claudio d’Esposito, dell’esperto geologo Francesco Paolo Buonocunto, che relazionò che il taglio delle due conifere secolari sicuramente avrebbe determinato un aumento di rischio da dissesto di frana da scivolamento. Rendendo vano il potere imbrigliante dell’ingente apparato radicale tuttora in essere su un versante in materiale parzialmente sciolto ed incoerente, con vegetazione di alto fusto già scarsa. Inoltre, secondo il presidente D’Esposito in tali zone l’equilibrio geologico è così delicato e precario che illudersi di risolvere il problema semplicemente eliminando in toto la vegetazione arborea rischia di essere assolutamente pericoloso e devastante. Poichè l’eliminazione per temuto pericolo di grossi alberi, posti su scarpate instabili o sui cigli di valloni, ha avuto, il più delle volte,  come effetto contrario la diretta e documentata conseguenza del verificarsi di crolli ed eventi franosi. Una volta eliminati gli alberi è infatti proprio il disseccamento dell’enorme massa radicale a costituire la causa di probabili successive frane. In ogni caso, per ottenere l’autorizzazione del taglio degli esemplari arborei è necessario richiedere ed ottenere il nulla osta dell'Autorità di Bacino e della Soprintendenza Paesaggistica preposti alla tutela dei vincoli esistenti nell’area. Invece, a distanza di pochi mesi, come sempre più spesso accade in questo nostro Paese, ecco arrivare il ripensamento da parte del Comune di Vico Equense. Con un’ordinanza il sindaco Gennaro Cinque ha dichiarato l’urgenza di abbattere gli esemplari arborei per tutelare l’incolumità di cose e persone.

Infatti ieri mattina – nonostante le proteste dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e le denunce di alcuni consiglieri comunali – a seguito di un’ordinanza del sindaco Gennaro Cinque si dichiarava l’urgenza di abbattere i due pini per tutelare l’incolumità di cose e persone. Una squadra di tecnici ha abbattuto uno dei due storici pini che da oltre centocinquant’anni svettano alti e monumentali sulla sponda occidentale della valle di Seiano. Esemplari di Pini domestici (Pinus pinea), uno dei quali con una circonferenza del tronco di mt. 3,70, e che già dalla seconda metà dell’800 faceva parte del paesaggio e della geografia dei luoghi e per circa un secolo e mezzo ha contribuito, con il suo esteso apparato radicale, ad ancorare il terreno e la scarpata in un sito definito dall’Autorità di Bacino del Sarno ad elevato rischio frana. Sul luogo le associazioni ambientaliste cercano in ogni modo di contrastare tale sacrilegio. Claudio D’’Esposito immediatamente accorso, insieme ad altri volontari, niente ha potuto per evitare il taglio del primo  albero. Mentre, insieme ad altre associazioni ambientaliste, il Wwf sta cercando ogni modo di evitare  il taglio dell’altro albero secolare a cui sembrerebbe riservato lo stesso destino. Gli alberi si trovavano in uno stato di vitalità ottimale – ha dichiarato il presidente del Wwf penisola sorrentina – e nulla lasciava ipotizzare il verificarsi di situazioni pericolose. I due pini avevano un’enorme importanza, sia da un punto di vista botanico che paesaggistico. Andavano salvaguardati come esemplari storici, meritevoli dell’apposizione del vincolo monumentale. Invece, sono stati abbattuti. Tale vicenda, come detto, si trascinava da oltre un anno, da quando cioè il il proprietario del terreno, ove sono piantati i pini, aveva chiesto al Comune l’autorizzazione al taglio a seguito di due relazioni, una tecnica agronomica e l’altra geologica, nelle quali emergeva che la mancanza di idoneo volume di terreno a nord della base degli alberi non garantiva i requisiti di stabilità. Il Comune di Vico Equense, come detto, in un primo momento aveva concesso l’autorizzazione al taglio, sospesa a seguito della diffida del Wwf del gennaio scorso, poi successivamente al sopralluogo della Protezione Civile si è deciso di ordinare l’abbattimento.
 Secondo quanto stabilito da una delle relazioni tecniche i due pini erano fortemente instabili e a rischio abbattimento in quanto, secondo tale relazione, si è di fronte ad una zolla malferma. A cause dell’altezza importante delle piante e delle conseguenti oscillazioni derivate dal vento è stato rilevato un concreto pericolo di crollo degli alberi che avrebbero potuto colpire i fabbricati circostanti. Dinnanzi al rischio di mettere a repentaglio la vita delle persone, secondo l’Ente comunale, è stato necessario prendere gli opportuni provvedimenti. Tuttora la vicenda resta infuocata, in difesa del pino superstite si sono schierati tanti cittadini, il Wwf, i Vas e cinque consiglieri comunali. «Abbiamo inviato una nota alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici – ha dichiarato Natale Marescapoiché sulla questione non è stato acquisito il nulla-osta ambientale. Abbiamo chiesto un intervento ad horas. Sulla questione interviene a gamba tesa anche Franco Cuomo che ha dichiarato su fb: E' l'unico posto al mondo dove si abbattono alberi secolari non malati. Un'ordinanza di Gennaro Cinque, Sindaco fortunato di questo paese sfortunato, su richiesta fatta da privati. Il pino era perfettamente perpendicolare, sanissimo, un pino secolare di circa 130 anni, stessa sorte subirà l'altro che vedete nonostante diffide e denunce del WWF alle quali si sono aggiunte quelle dei VAS. La perizia dei privati è stata affidata ad un agronomo che è lo stesso agronomo chiamato dal Comune per "verificare" le dichiarazioni del cittadino che temeva che il pino potesse crollarle sulla casa. Mi chiedo: se è stato ravvisato e confermato il pericolo, come mai non è stata chiusa la stradina sottostante e sono stati eseguiti i lavori senza tener conto delle normative di sicurezza che vigono a tal proposito? Con quale certezza si è affermato che quei pini sarebbero caduti? Naturalmente le solite voci di un paese imbarbarito hanno subito inveito contro gli ambientalisti chiamandoli assassini perché avrebbero difeso gli alberi invece degli esseri umani potenziali vittime in fieri. Quei due alberi trattengono (trattenevano) con le loro radici decine e decine di ettolitri di acqua e terreno, che da oggi in poi potrebbero franare nel terreno sottostante. Queste sono le politiche di Gennaro Cinque per far fronte al dissesto idrogeologico. L'episodio come ho scritto è stato denunciato a: Procura della Repubblica, Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, Carabinieri di Vico Equense, Polizia Municipale di Vico Equense, Corpo Forestale dello Stato, stampa: Il Mattino, il Corriere del Mezzogiorno, il Roma, La Repubblica. 05 Giugno 2014 – salvatorecaccaviello – positanonews.

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