De Laurentiis. Mascherano e Gonalons, ecco le condizioni. Non spendo 40 milioni per l’argentino e sul francese decido io

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Le idee sul mercato del Napoli non cambiano per il presidente De Laurentiis. E lo sottolinea nel corso di una giornata intensa iniziata ad Ischia, proseguita a Roma per la presentazione di un libro sui conti del calcio (nuovo attacco al Palazzo: «Una Federcalcio matrigna, da noi finanziata, e i connubi tra Lega e Figc ci hanno portato a un calcio figlio di un dio minore a livello europeo. Dobbiamo puntare ad una serie A a sedici squadre, meno partite e più spettacolo. A Renzi porteremo con qualche ambasciatore di prestigio le nostre istanze») e conclusasi ad Amalfi, dove ieri sera ha ricevuto per il secondo anno consecutivo il premio Fair Play nell’ambito della rassegna Football Leader. «Faremo qualche innesto. Diciamo che i tre previsti fin dall’inizio continueranno ad esserci e saranno realizzati. Quali saranno lo vedremo strada facendo perché le variabili sul tavolo sono tante». Così parlò De Laurentiis a Roma. Due variabili le spiega ad Amalfi, affacciato sull’incantevole scenario della Costiera Amalfitana di cui si gode dall’hotel Il Saraceno. La prima riguarda Javier Mascherano, da tempo indicato quale principale obiettivo di Rafa Benitez per il centrocampo azzurro: «Una giusta intuizione», la definisce De Laurentiis, del tecnico azzurro al quale «diamo credito e su cui l’anno scorso ho scommesso. La sua continuità non può che far bene al Calcio Napoli. È la nostra arma vincente». Tanta è la sintonia tra i due che De Laurentiis si può sbilanciare affermando: «Se Benitez mi chiama e mi dice “presidente, venga a firmare un contratto”, io prendo l’aereo e parto. La palla sta in mano a lui, io sono il suo scudiero: lo seguo. Cessioni di giocatori? Decide sempre lui, le variabili sono tante. Se ci saranno uscite importanti, ci saranno entrate importanti». Antenne puntate sull’argentino, le cui capacità non sono messe in discussione. «Ma se Mascherano mi deve costare 40 milioni in tre stagioni, allora dico no». E poi c’è da considerare la situazione dell’argentino: «Se gioca là, perché dovrebbe venire a Napoli?». Già, se gioca là, nel Barcellona di Luis Enrique e nel ruolo di mediano che lui vuole riprendersi dopo essere stato nelle ultime stagioni “sacrificato” al centro della difesa del tiki taka. «Se poi là non giocherà con continuità – sostiene De Laurentiis – allora le carte in mano ce le ho io. Magari si potrebbe un prestito, ma queste cose dipendono dal Barcellona: non guardo in casa altrui». Ecco perché le variabili sul tavolo possono cambiare. Come nel caso di Gonalonse del Lione. Una telenovela infinita «che hanno voluto loro – spiega De Laurentiis – e continuano a farsela da soli. Basta, a tutto c’è un limite. O me lo portano su un piatto d’argento o non se ne fa niente: Gonalons possono venderlo al prezzo che diciamo noi oppure resta a casa sua. Aulas mi ha mandato un sms ma io non gli ho risposto. Mi sembra di aver già parlato abbastanza lo scorso inverno. E poi il procuratore di Gonalons è socio di Aulas e quindi fa i suoi interessi». E allora, per il centrocampo è lecito spostarsi su altre variabili. Che possono essere anche indipendenti dai nomi di Mascherano e Gonalons. Prende sempre più quota l’obiettivo Sandro, il tignoso centrocampista del Tottenham. E in Inghilterra c’e un altro giocatore che piace molto al club azzurro, Lamela, al quale sarebbero interessate anche Inter e Fiorentina. De Laurentiis, invece, parla di Reina e della possibilità di poter tenere in azzurro anche il prossimo anno il portiere spagnolo rientrato al Liverpool. «I contratti si fanno sempre in due – spiega il presidente – e se c’è una lecita convenienza bilaterale. Poi non dimentichiamo che recuperemo Rafael. Ma noi insistiamo comunque con Reina perché se c’è una cosa che ho capito di Benitez è che lui alla fine i giocatori li utilizza tutti. Ma avete visto il lavoro che ha fatto con Henrique?». Già, ma anche quello fatto con Insigne, che ha coronato il sogno Mondiale? «Ma voi avevate qualche dubbio? Io no: Insigne è la conferma che il Napoli cura il vivaio. E adesso lasciamo lavorare tranquillamente Prandelli», conclude De Laurentiis. (Antonio Sacco – Il Mattino)

Le idee sul mercato del Napoli non cambiano per il presidente De Laurentiis. E lo sottolinea nel corso di una giornata intensa iniziata ad Ischia, proseguita a Roma per la presentazione di un libro sui conti del calcio (nuovo attacco al Palazzo: «Una Federcalcio matrigna, da noi finanziata, e i connubi tra Lega e Figc ci hanno portato a un calcio figlio di un dio minore a livello europeo. Dobbiamo puntare ad una serie A a sedici squadre, meno partite e più spettacolo. A Renzi porteremo con qualche ambasciatore di prestigio le nostre istanze») e conclusasi ad Amalfi, dove ieri sera ha ricevuto per il secondo anno consecutivo il premio Fair Play nell'ambito della rassegna Football Leader. «Faremo qualche innesto. Diciamo che i tre previsti fin dall'inizio continueranno ad esserci e saranno realizzati. Quali saranno lo vedremo strada facendo perché le variabili sul tavolo sono tante». Così parlò De Laurentiis a Roma. Due variabili le spiega ad Amalfi, affacciato sull'incantevole scenario della Costiera Amalfitana di cui si gode dall'hotel Il Saraceno. La prima riguarda Javier Mascherano, da tempo indicato quale principale obiettivo di Rafa Benitez per il centrocampo azzurro: «Una giusta intuizione», la definisce De Laurentiis, del tecnico azzurro al quale «diamo credito e su cui l'anno scorso ho scommesso. La sua continuità non può che far bene al Calcio Napoli. È la nostra arma vincente». Tanta è la sintonia tra i due che De Laurentiis si può sbilanciare affermando: «Se Benitez mi chiama e mi dice “presidente, venga a firmare un contratto”, io prendo l'aereo e parto. La palla sta in mano a lui, io sono il suo scudiero: lo seguo. Cessioni di giocatori? Decide sempre lui, le variabili sono tante. Se ci saranno uscite importanti, ci saranno entrate importanti». Antenne puntate sull'argentino, le cui capacità non sono messe in discussione. «Ma se Mascherano mi deve costare 40 milioni in tre stagioni, allora dico no». E poi c'è da considerare la situazione dell'argentino: «Se gioca là, perché dovrebbe venire a Napoli?». Già, se gioca là, nel Barcellona di Luis Enrique e nel ruolo di mediano che lui vuole riprendersi dopo essere stato nelle ultime stagioni “sacrificato” al centro della difesa del tiki taka. «Se poi là non giocherà con continuità – sostiene De Laurentiis – allora le carte in mano ce le ho io. Magari si potrebbe un prestito, ma queste cose dipendono dal Barcellona: non guardo in casa altrui». Ecco perché le variabili sul tavolo possono cambiare. Come nel caso di Gonalonse del Lione. Una telenovela infinita «che hanno voluto loro – spiega De Laurentiis – e continuano a farsela da soli. Basta, a tutto c'è un limite. O me lo portano su un piatto d'argento o non se ne fa niente: Gonalons possono venderlo al prezzo che diciamo noi oppure resta a casa sua. Aulas mi ha mandato un sms ma io non gli ho risposto. Mi sembra di aver già parlato abbastanza lo scorso inverno. E poi il procuratore di Gonalons è socio di Aulas e quindi fa i suoi interessi». E allora, per il centrocampo è lecito spostarsi su altre variabili. Che possono essere anche indipendenti dai nomi di Mascherano e Gonalons. Prende sempre più quota l'obiettivo Sandro, il tignoso centrocampista del Tottenham. E in Inghilterra c'e un altro giocatore che piace molto al club azzurro, Lamela, al quale sarebbero interessate anche Inter e Fiorentina. De Laurentiis, invece, parla di Reina e della possibilità di poter tenere in azzurro anche il prossimo anno il portiere spagnolo rientrato al Liverpool. «I contratti si fanno sempre in due – spiega il presidente – e se c'è una lecita convenienza bilaterale. Poi non dimentichiamo che recuperemo Rafael. Ma noi insistiamo comunque con Reina perché se c'è una cosa che ho capito di Benitez è che lui alla fine i giocatori li utilizza tutti. Ma avete visto il lavoro che ha fatto con Henrique?». Già, ma anche quello fatto con Insigne, che ha coronato il sogno Mondiale? «Ma voi avevate qualche dubbio? Io no: Insigne è la conferma che il Napoli cura il vivaio. E adesso lasciamo lavorare tranquillamente Prandelli», conclude De Laurentiis. (Antonio Sacco – Il Mattino)