Prende a picconate una mina antiuomo durante i lavori in casa

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ZOPPOLA (PORDENONE) – Le ultime picconate e il vecchio lavatoio in giardino sarebbe caduto in pezzi, come da programma. All’improvviso, però, una consistenza diversa da quella della pietra friabile oppone resistenza, nonostante i ripetuti tentativi del padrone di casa, lo zoppolano Luca Rocco. C’è qualcosa, sotto il lavatoio.

Poi la scoperta: si tratta di un ordigno inesploso risalente probabilmente al primo conflitto mondiale. Le picconate si arrestano, la scoperta è di quelle che fanno indietreggiare e innescano l’istinto prudente. È in quel momento che la famiglia Bandiziol si rende conto che non potrà più lavorare nel giardino della villa a due piani di via Pescincanna, a Poincicco. Almeno per un po’. Immediatamente la famiglia allerta i vigili del fuoco di San Vito, che effettuano i primi rilievi sul posto.

Tra loro c’è anche un appassionato ed esperto di cimeli della prima guerra mondiale, che riconosce l’ordigno. Si tratta con ogni probabilità di una mina antiuomo di fabbricazione italiana, forse dimenticata, forse persa durante una ritirata o uno spostamento. Non bastasse, poi, dai primi rilievi emerge altro: «Hanno trovato bossoli, altri frammenti metallici, un rampino» racconta Luca Rocco.il  garzettino

ZOPPOLA (PORDENONE) – Le ultime picconate e il vecchio lavatoio in giardino sarebbe caduto in pezzi, come da programma. All'improvviso, però, una consistenza diversa da quella della pietra friabile oppone resistenza, nonostante i ripetuti tentativi del padrone di casa, lo zoppolano Luca Rocco. C'è qualcosa, sotto il lavatoio.

Poi la scoperta: si tratta di un ordigno inesploso risalente probabilmente al primo conflitto mondiale. Le picconate si arrestano, la scoperta è di quelle che fanno indietreggiare e innescano l'istinto prudente. È in quel momento che la famiglia Bandiziol si rende conto che non potrà più lavorare nel giardino della villa a due piani di via Pescincanna, a Poincicco. Almeno per un po’. Immediatamente la famiglia allerta i vigili del fuoco di San Vito, che effettuano i primi rilievi sul posto.

Tra loro c'è anche un appassionato ed esperto di cimeli della prima guerra mondiale, che riconosce l'ordigno. Si tratta con ogni probabilità di una mina antiuomo di fabbricazione italiana, forse dimenticata, forse persa durante una ritirata o uno spostamento. Non bastasse, poi, dai primi rilievi emerge altro: «Hanno trovato bossoli, altri frammenti metallici, un rampino» racconta Luca Rocco.il  garzettino