Napoli. Maschio Angioino. Personale di Rosario Mazzella.

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Articolo di Maurizio Vitiello – I dipinti di Rosario Mazzella “oltre la congiura”.

 
La nostra storia è stata investigata e interpretata dal maestro napoletano Rosario Mazzella, che espone una teoria di dipinti, di forte impatto e spessore, nel Maschio Angioino, monumento-simbolo della città partenopea.

L’artista ha voluto sfidare il senso della storia. 

Storia e pittura a confronto sono aggettazioni culturali per farci meglio comprendere il mondo attraverso il filtro della selezione, motivata da analisi percettive.

L’azzardo iperbolico di Mazzella che s’incunea tra Angioini e Aragonesi mira ad alzare l’alta quota di riferimento “giocata” con le sue stesure di umori pittorici. 

Non ha posto, questa volta, vincoli alla sua gestualità per calamitare e centrare  personaggi, che sono stati chiamati a raccolta, in una filigrana di caratteri e temperamenti.

Le redazioni delle vicende sono richiami fedeli alla storia.

La necessità dell’artista, che mantiene toni alti, è di far intendere che la storia è sangue, è potere, è conflitto.

Quello che “racconta” l’artista è una chiara “metafora” dell’esistenza umana, quello che “situa” Rosario Mazzella è decalcomania di passioni e forze.

Certamente, Rosario Mazzella ha voluto, con questa mostra, far discutere sul nostro passato, sulle dominazioni, ma anche collegarsi all’attuale momento politico di forte crisi strutturale ed economico-finanziaria.

La sua opera è un ricamo di intenzioni, un riverbero su un periodo storico, un timbro epocale.

Rosario Mazzella ha voluto tendere un arco di attenzione critica e pittorica.

Ritornare a riflettere sulla nostra storia significa cribrare impulsi ed emozioni, che hanno determinato lotte e incontri; l’artista, in fondo, ha inteso approfondire e vagliare attentamente sequenze di vari personaggi per meglio affinare un portato della pittura con delle pregiudiziali sostanziali.

Rosario Mazzella ha lavorato, di fino e di acume, per rendere le sue segnature corpose e i suoi segni vibranti, nonché le sue impalcature di cromatismi ardenti e le sue architetture utili echi di ripristino della verità.

In conclusione, le intrepide e temerarie interpretazioni di Rosario Mazzella, su definite tracce storiche, hanno sostanziato angolature su rimbalzi storici.

 

Maurizio Vitiello

 

 

 

 

Articolo di Maurizio Vitiello – I dipinti di Rosario Mazzella “oltre la congiura”.

 

La nostra storia è stata investigata e interpretata dal maestro napoletano Rosario Mazzella, che espone una teoria di dipinti, di forte impatto e spessore, nel Maschio Angioino, monumento-simbolo della città partenopea.

L’artista ha voluto sfidare il senso della storia. 

Storia e pittura a confronto sono aggettazioni culturali per farci meglio comprendere il mondo attraverso il filtro della selezione, motivata da analisi percettive.

L’azzardo iperbolico di Mazzella che s’incunea tra Angioini e Aragonesi mira ad alzare l’alta quota di riferimento “giocata” con le sue stesure di umori pittorici. 

Non ha posto, questa volta, vincoli alla sua gestualità per calamitare e centrare  personaggi, che sono stati chiamati a raccolta, in una filigrana di caratteri e temperamenti.

Le redazioni delle vicende sono richiami fedeli alla storia.

La necessità dell’artista, che mantiene toni alti, è di far intendere che la storia è sangue, è potere, è conflitto.

Quello che “racconta” l’artista è una chiara “metafora” dell’esistenza umana, quello che “situa” Rosario Mazzella è decalcomania di passioni e forze.

Certamente, Rosario Mazzella ha voluto, con questa mostra, far discutere sul nostro passato, sulle dominazioni, ma anche collegarsi all’attuale momento politico di forte crisi strutturale ed economico-finanziaria.

La sua opera è un ricamo di intenzioni, un riverbero su un periodo storico, un timbro epocale.

Rosario Mazzella ha voluto tendere un arco di attenzione critica e pittorica.

Ritornare a riflettere sulla nostra storia significa cribrare impulsi ed emozioni, che hanno determinato lotte e incontri; l’artista, in fondo, ha inteso approfondire e vagliare attentamente sequenze di vari personaggi per meglio affinare un portato della pittura con delle pregiudiziali sostanziali.

Rosario Mazzella ha lavorato, di fino e di acume, per rendere le sue segnature corpose e i suoi segni vibranti, nonché le sue impalcature di cromatismi ardenti e le sue architetture utili echi di ripristino della verità.

In conclusione, le intrepide e temerarie interpretazioni di Rosario Mazzella, su definite tracce storiche, hanno sostanziato angolature su rimbalzi storici.

 

Maurizio Vitiello