AMALFI 36 FALSI INCIDENTI E 52 FASCICOLI DAL GIUDICE DI PACE, I RETROSCENA

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AMALFI Trentasei falsi incidenti scoperti per 380mila euro di risarcimenti indebiti e altri 168mila euro corrisposti per altri presunti incidenti non verificati dalle indagini, che hanno coinvolto gli stessi soggetti. Sono i conti dell’operazione antitruffa partita dalla strana ricorrenza degli incidenti, avvenuti secondo le carte false sempre in piena notte, lungo la costiera amalfitana e le località montane circostanti, tra auto e moto in presenza di feriti e danni gravi, senza che fossero chiamati soccorsi, senza intervento di forze di polizia, con richieste di danni talvolta lontanissime nel tempo dalle date dei sinistri. Gli scontri esistevano sulla carta, grazie a dichiarazioni compiacenti che da una verifica appena più attenta diventavano episodi fantasmatici. Inoltre, molti dei coinvolti in un incidente comparivano in ogni altra veste in altri incidenti, ricoprendo nell’arco di poco tempo ogni possibile ruolo, da teste a vittima, da guidatore a passeggero, da pedone a ferito. Dall’esame di 52 singoli fascicoli iscritti al ruolo del giudice di pace di Amalfi è venuto fuori un singolare spaccato truffaldino, completato dalle acquisizioni presso gli ospedali che avevano rilasciato i referti e dalle schede redatte dagli investigatori, che hanno indicato nomi ricorrenti, veicoli ricorrenti e rapporti di parentela tra i protagonisti, a colorare l’intero panorama in un grosso volume documentale esaminato e coordinato dalla procura. Alcuni nuclei familiari avevano intrapreso un giro di partecipazioni fruttuose nell’associazione, interpretando i ruoli di volta in volta necessari per la costruzione di un caso. L’incidente mai esistito completava il suo corso quando otteneva la liquidazione dalla compagnia assicurativa, innescando esborsi e risarcimenti per migliaia di euro. Nell’indagine è stata ascoltata a sommarie informazioni il giudice di pace di Amalfi nel periodo 2006-2010 Veronica La Mura, non indagata, che ha riferito di nominare sempre un ctu per valutare le lesioni sui sinistri e di decidere in base alle consulenze acquisite agli atti, ipotizzando che la mancanza dei certificati medici nei fascicoli fosse dovuta al ritiro effettuato direttamente dalle parti. Il gip a tal proposito scrive che «sebbene la norma preveda che il ritiro della documentazione venga annotato sul frontespizio del fascicolo, gli avvocati entravano abusivamente nella stanza in cui erano custoditi i fascicoli e ritiravano essi stessi le loro produzioni». (a. t. g.)

AMALFI Trentasei falsi incidenti scoperti per 380mila euro di risarcimenti indebiti e altri 168mila euro corrisposti per altri presunti incidenti non verificati dalle indagini, che hanno coinvolto gli stessi soggetti. Sono i conti dell’operazione antitruffa partita dalla strana ricorrenza degli incidenti, avvenuti secondo le carte false sempre in piena notte, lungo la costiera amalfitana e le località montane circostanti, tra auto e moto in presenza di feriti e danni gravi, senza che fossero chiamati soccorsi, senza intervento di forze di polizia, con richieste di danni talvolta lontanissime nel tempo dalle date dei sinistri. Gli scontri esistevano sulla carta, grazie a dichiarazioni compiacenti che da una verifica appena più attenta diventavano episodi fantasmatici. Inoltre, molti dei coinvolti in un incidente comparivano in ogni altra veste in altri incidenti, ricoprendo nell’arco di poco tempo ogni possibile ruolo, da teste a vittima, da guidatore a passeggero, da pedone a ferito. Dall’esame di 52 singoli fascicoli iscritti al ruolo del giudice di pace di Amalfi è venuto fuori un singolare spaccato truffaldino, completato dalle acquisizioni presso gli ospedali che avevano rilasciato i referti e dalle schede redatte dagli investigatori, che hanno indicato nomi ricorrenti, veicoli ricorrenti e rapporti di parentela tra i protagonisti, a colorare l’intero panorama in un grosso volume documentale esaminato e coordinato dalla procura. Alcuni nuclei familiari avevano intrapreso un giro di partecipazioni fruttuose nell’associazione, interpretando i ruoli di volta in volta necessari per la costruzione di un caso. L’incidente mai esistito completava il suo corso quando otteneva la liquidazione dalla compagnia assicurativa, innescando esborsi e risarcimenti per migliaia di euro. Nell’indagine è stata ascoltata a sommarie informazioni il giudice di pace di Amalfi nel periodo 2006-2010 Veronica La Mura, non indagata, che ha riferito di nominare sempre un ctu per valutare le lesioni sui sinistri e di decidere in base alle consulenze acquisite agli atti, ipotizzando che la mancanza dei certificati medici nei fascicoli fosse dovuta al ritiro effettuato direttamente dalle parti. Il gip a tal proposito scrive che «sebbene la norma preveda che il ritiro della documentazione venga annotato sul frontespizio del fascicolo, gli avvocati entravano abusivamente nella stanza in cui erano custoditi i fascicoli e ritiravano essi stessi le loro produzioni». (a. t. g.)

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