La Fondazione Ravello si ravvede , tornano gli sconti per i residenti ma solo per risparmiare

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Ravello, Costiera amalfitana La Fondazione Ravello si ravvede ma solo per risparmiare, non con lo scopo di far crescere socialmente e culturalmente il territorio Attraverso un volantino dispensato ieri  mattina nel centro storico, come apprendiamo da Il Vescovado,  la Fondazione Ravello comunica di aver riservato, per tutti gli eventi del 2014 che si svolgeranno presso il Belvedere i Villa Rufolo, 48 biglietti (per ogni singolo evento) riservati ai cittadini di Ravello scontati del 30% sul prezzo nominale. Per poter acquistare questi tagliando occorrerà recarsi presso il box office di piazza Duomo entro sette giorni dalla data dell’evento prescelto, muniti di documento d’identità attestante la residenza a Ravello. Ogni residente avrà diritto all’acquisto di un solo biglietto scontato. La vendita di questa speciale tipologia di titoli avverrà fino a esaurimento del contingente. Inoltre, ai cittadini di Ravello sono riservati altri 48 tagliandi ma da acquistare a prezzo intero entro una settimana precedente l’evento, in modo tale da preservare ulteriormente i residenti in caso di sold out anticipato. Una scelta, quella del ripristino dello sconto Ravellesi, che fa retromarcia rispetto all’abolizione, poco meno di un anno fa, di qualsivoglia riduzione allo scopo di evitare ogni tipo di broglio (e, al contempo, fare cassa), con i biglietti acquistati a metà prezzo (fino allo scorso anno la riduzione era del 50%) dai residenti e spesse volte girati a parenti e amici forestieri. Una cattiva abitudine mai gradita dal segretario generale Secondo Amalfitano, per la quale il presidente Renato Brunetta avrebbe tranquillamente sorvolato o immaginato una soluzione meno traumatica. Ma quell’azione intransigente suscitò non poche polemiche, a partire dai residenti stessi, fino a costringere il sindaco Paolo Vuilleumier a prevedere, per la Fondazione Ravello, il pagamento del prezzo intero, anziché del 35%, per l’utilizzo dell’Auditorium durante gli spettacoli invernali. Probabilmente per il vulcanico segretario – e soprattutto per le casse della Fondazione – il gioco non è valso la candela.

Ravello, Costiera amalfitana La Fondazione Ravello si ravvede ma solo per risparmiare, non con lo scopo di far crescere socialmente e culturalmente il territorio Attraverso un volantino dispensato ieri  mattina nel centro storico, come apprendiamo da Il Vescovado,  la Fondazione Ravello comunica di aver riservato, per tutti gli eventi del 2014 che si svolgeranno presso il Belvedere i Villa Rufolo, 48 biglietti (per ogni singolo evento) riservati ai cittadini di Ravello scontati del 30% sul prezzo nominale. Per poter acquistare questi tagliando occorrerà recarsi presso il box office di piazza Duomo entro sette giorni dalla data dell'evento prescelto, muniti di documento d'identità attestante la residenza a Ravello. Ogni residente avrà diritto all'acquisto di un solo biglietto scontato. La vendita di questa speciale tipologia di titoli avverrà fino a esaurimento del contingente. Inoltre, ai cittadini di Ravello sono riservati altri 48 tagliandi ma da acquistare a prezzo intero entro una settimana precedente l'evento, in modo tale da preservare ulteriormente i residenti in caso di sold out anticipato. Una scelta, quella del ripristino dello sconto Ravellesi, che fa retromarcia rispetto all'abolizione, poco meno di un anno fa, di qualsivoglia riduzione allo scopo di evitare ogni tipo di broglio (e, al contempo, fare cassa), con i biglietti acquistati a metà prezzo (fino allo scorso anno la riduzione era del 50%) dai residenti e spesse volte girati a parenti e amici forestieri. Una cattiva abitudine mai gradita dal segretario generale Secondo Amalfitano, per la quale il presidente Renato Brunetta avrebbe tranquillamente sorvolato o immaginato una soluzione meno traumatica. Ma quell'azione intransigente suscitò non poche polemiche, a partire dai residenti stessi, fino a costringere il sindaco Paolo Vuilleumier a prevedere, per la Fondazione Ravello, il pagamento del prezzo intero, anziché del 35%, per l'utilizzo dell'Auditorium durante gli spettacoli invernali. Probabilmente per il vulcanico segretario – e soprattutto per le casse della Fondazione – il gioco non è valso la candela.