COSTA D’AMALFI. LA GESAC RINUNCIA AL RICORSO

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Colpo di scena questa mattina a Roma dove, davanti alla terza sezione del Tar Lazio doveva discutersi il ricorso presentato dalla Gesac per chiedere l’annullamento, previa sospensione, del bando di selezione a procedura ristretta con il quale il consorzio dell’aeroporto di Salerno punta alla cessione del 65% del capitale sociale del Costa d’Amalfi. A sorpresa. Infatti, la Gesac ha rinunciato al ricorso già predisposto e che sui basava sulla tesi secondo la quale la Gesac, in virtù di un accordo siglato con la vecchia giunta regionale targata Bassolino, doveva essere il soggetto unico gestore degli aeroporti campani. Rinunciando al ricorso, di fatto, la società che già gestisce l’aeroporto di Capodichino, ha dato il via libera al bando che scadrà il prossimo 20 giugno. In termini pratici la rinuncia, già nell’aria da qualche giorno e non certamente frutto di un caso ma di una precisa mediazione, significa apertura definitiva da parte della società nei confronti del Costa d’Amalfi e non è un caso che questo passo sia arrivato all’indomani della notizia dell’inserimento dell’aeroporto di Salerno-Pontecagnano nella lista dei 26 scali d’interesse nazionale. Di fatto Gesac non solo ha rinunciato al ricorso accettando, implicitamente, il bando, ma con molta probabilità deciderà anche di concorrere per l’acquisizione del 65% del capitale sociale del Costa d’Amalfi con buone chance di successo. Perchè questo dietro-front? Detto dell’apertura del Consiglio dei Ministri, è di tutta evidenza che la Gesac stia guardando con sempre maggiore interesse al Costa d’Amalfi questo in previsione di un possibile riassetto di Capodichino e nella logica di governare il trasporto aereo in Campania è impensabile che la società non consideri l’aeroporto di Salerno-Pontecagnano come una naturale e logica appendice dello scalo internazionale partenopeo immaginando, così, di sviluppare un piano congiunto e coordinato tra i due scali campani.

Marcello Festa TVOGGISALERNOColpo di scena questa mattina a Roma dove, davanti alla terza sezione del Tar Lazio doveva discutersi il ricorso presentato dalla Gesac per chiedere l’annullamento, previa sospensione, del bando di selezione a procedura ristretta con il quale il consorzio dell’aeroporto di Salerno punta alla cessione del 65% del capitale sociale del Costa d’Amalfi. A sorpresa. Infatti, la Gesac ha rinunciato al ricorso già predisposto e che sui basava sulla tesi secondo la quale la Gesac, in virtù di un accordo siglato con la vecchia giunta regionale targata Bassolino, doveva essere il soggetto unico gestore degli aeroporti campani. Rinunciando al ricorso, di fatto, la società che già gestisce l’aeroporto di Capodichino, ha dato il via libera al bando che scadrà il prossimo 20 giugno. In termini pratici la rinuncia, già nell’aria da qualche giorno e non certamente frutto di un caso ma di una precisa mediazione, significa apertura definitiva da parte della società nei confronti del Costa d’Amalfi e non è un caso che questo passo sia arrivato all’indomani della notizia dell’inserimento dell’aeroporto di Salerno-Pontecagnano nella lista dei 26 scali d’interesse nazionale. Di fatto Gesac non solo ha rinunciato al ricorso accettando, implicitamente, il bando, ma con molta probabilità deciderà anche di concorrere per l’acquisizione del 65% del capitale sociale del Costa d’Amalfi con buone chance di successo. Perchè questo dietro-front? Detto dell’apertura del Consiglio dei Ministri, è di tutta evidenza che la Gesac stia guardando con sempre maggiore interesse al Costa d’Amalfi questo in previsione di un possibile riassetto di Capodichino e nella logica di governare il trasporto aereo in Campania è impensabile che la società non consideri l’aeroporto di Salerno-Pontecagnano come una naturale e logica appendice dello scalo internazionale partenopeo immaginando, così, di sviluppare un piano congiunto e coordinato tra i due scali campani.

Marcello Festa TVOGGISALERNO