Il Sorrento adesso aspetta il ripescaggio. Ci sono tutti i presupposti per formalizzare la domanda

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Ci sarà la domanda di ripescaggio? A Sorrento si freme. Il professionismo, salutato domenica scorsa, potrebbe essere riconquistato con le carte bollate? Tutti interrogativi che al momento riempiono le discussioni dei supporter costieri. Nel corso del consiglio federale di martedì, la Figc ha fissato i criteri sui quali si baserà la classifica delle compagini che faranno richiesta di ammissione al prossimo campionato di Lega Pro. A tenere banco sono le tre voci: posizionamento nell’ultima stagione agonistica, media spettatori dal 2008/09 al 2012/13 e tradizione sportiva della società. Non tutti e tre i criteri peseranno allo stesso modo. Quello che farebbe strizzare l’occhietto ai costieri alla chance di riavere il professionismo, complice la radiazione della Nocerina, è soprattutto il piazzamento in classifica. Il Sorrento, infatti, ha chiuso il campionato in nona piazza, la migliore alla pari del Forlì, che però è in finale nel girone A. Peso specifico sul fattore ripescaggio pari al 50% dei punti da calcolare. Anche il blasone spinge i tifosi costieri ad essere positivi. Sarà valutata anche la tradizione sportiva del club. Sul fattore spettatori, invece, il Sorrento va dietro la lavagna sebbene vengano incluse quelle stagioni nelle quali il sodalizio costiero ha avuto il picco tra abbonati e presenze allo stadio con Paulinho e Ginestra in campo. Queste le flebili speranze, ma restano anche i notevoli interrogativi. Primo tra tutti la società. Il club è affidato ad un amministratore unico senza portafoglio, ma che gestisce i proventi delle sponsorizzazioni e di alcuni soci che hanno consentito al sodalizio di via Califano di giocare ancora per due anni in Lega Pro. La piazza è contro l’avvocato D’Angelo che ricopre quel ruolo. L’Amministratore insieme con il dg Scala è considerato tra i principali artefici del naufragio della truppa di Simonelli. Proprio la chiamata del tecnico è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza degli ultras della curva Nord. Lo scetticismo regna sovrano. Si, perché in una dichiarazione del presidente Macalli c’è tutta l’angoscia. “Le squadre che sono senza struttura idonea è inutile che facciano domanda”. In pratica, se tutti i parametri potrebbero spingere ad ipotizzare al tentativo di un ripescaggio, l’Italia farebbe saltare tutto il banco. Tra gioia e dolore c’è massimo realismo. Nessuno crede che si giochi la carta di un ingresso dalla porta di servizio. Lo scetticismo è tutto condensato verso chi amministra le sorti del sodalizio costiero. La gestione degli ultimi due anni è quella che non fa dormire sonni sereni ai tifosi che vorrebbero anche un segnale dalla parte politica per capire se sul tavolo dell’amministrazione è giunta qualche proposta per il restyling dell’impianto di via Califano o se tutto debba naufragare dopo 8 anni di professionismo. (Josè Astarita – Metropolis)

Ci sarà la domanda di ripescaggio? A Sorrento si freme. Il professionismo, salutato domenica scorsa, potrebbe essere riconquistato con le carte bollate? Tutti interrogativi che al momento riempiono le discussioni dei supporter costieri. Nel corso del consiglio federale di martedì, la Figc ha fissato i criteri sui quali si baserà la classifica delle compagini che faranno richiesta di ammissione al prossimo campionato di Lega Pro. A tenere banco sono le tre voci: posizionamento nell’ultima stagione agonistica, media spettatori dal 2008/09 al 2012/13 e tradizione sportiva della società. Non tutti e tre i criteri peseranno allo stesso modo. Quello che farebbe strizzare l’occhietto ai costieri alla chance di riavere il professionismo, complice la radiazione della Nocerina, è soprattutto il piazzamento in classifica. Il Sorrento, infatti, ha chiuso il campionato in nona piazza, la migliore alla pari del Forlì, che però è in finale nel girone A. Peso specifico sul fattore ripescaggio pari al 50% dei punti da calcolare. Anche il blasone spinge i tifosi costieri ad essere positivi. Sarà valutata anche la tradizione sportiva del club. Sul fattore spettatori, invece, il Sorrento va dietro la lavagna sebbene vengano incluse quelle stagioni nelle quali il sodalizio costiero ha avuto il picco tra abbonati e presenze allo stadio con Paulinho e Ginestra in campo. Queste le flebili speranze, ma restano anche i notevoli interrogativi. Primo tra tutti la società. Il club è affidato ad un amministratore unico senza portafoglio, ma che gestisce i proventi delle sponsorizzazioni e di alcuni soci che hanno consentito al sodalizio di via Califano di giocare ancora per due anni in Lega Pro. La piazza è contro l’avvocato D’Angelo che ricopre quel ruolo. L’Amministratore insieme con il dg Scala è considerato tra i principali artefici del naufragio della truppa di Simonelli. Proprio la chiamata del tecnico è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza degli ultras della curva Nord. Lo scetticismo regna sovrano. Si, perché in una dichiarazione del presidente Macalli c’è tutta l’angoscia. “Le squadre che sono senza struttura idonea è inutile che facciano domanda”. In pratica, se tutti i parametri potrebbero spingere ad ipotizzare al tentativo di un ripescaggio, l’Italia farebbe saltare tutto il banco. Tra gioia e dolore c’è massimo realismo. Nessuno crede che si giochi la carta di un ingresso dalla porta di servizio. Lo scetticismo è tutto condensato verso chi amministra le sorti del sodalizio costiero. La gestione degli ultimi due anni è quella che non fa dormire sonni sereni ai tifosi che vorrebbero anche un segnale dalla parte politica per capire se sul tavolo dell’amministrazione è giunta qualche proposta per il restyling dell’impianto di via Califano o se tutto debba naufragare dopo 8 anni di professionismo. (Josè Astarita – Metropolis)