Napoli. Al Blu di Prussia. Presentazione del libro “Ti ricordi la Casa Rossa?” di Giulio Scarpati.

0

Giulio Scarpati, un eroe della fiction dei grandi ascolti, protagonista amatissimo dal pubblico femminile nei panni di Lele Martini di “Un medico in famiglia”, si racconta in un memoir spietato e dolce. Il catalogo della vita di un uomo osservato attraverso la lente di un sentimento fuori moda: la bontà. L’umanità, l’onestà, la gentilezza, l’amore, il dolore. Diverse nuances dello stesso sentimento, che Scarpati sperimenta in relazione alla malattia della madre, la cui mente e la cui memoria sono via via divorate dall’Alzheimer. Per arrivare alla verità, la più nascosta, quella più dolorosa, ma anche quella più preziosa. La verità su se stessi.

Mentre una madre perde inesorabilmente la memoria, il figlio non fa che ricordare, anzi impara a ricordare. Il racconto della Casa Rossa è questo viaggio inversamente proporzionale, perché ora il tempo non fa più da fissativo, ma da solvente: il dissolversi delle memorie della madre è il set dei ricordi del figlio. Nell’itinerario percorso in direzioni contrarie c’è la ricerca di un appuntamento, la rinnovata speranza di incontrarsi in qualche fortunato luogo dell’anima. Come la Casa Rossa, nel Cilento, dove si trovano le radici e le memorie, assieme autentiche e mitiche, di una famiglia. Risalendo di ricordo in ricordo, Giulio Scarpati “riracconta” alla madre, affetta dal morbo di Alzheimer, la storia della sua famiglia: ripercorre tutte le tappe del consueto viaggio a Licosa, per anni loro meta estiva e luogo a lei particolarmente caro, fa il ritratto nitido della persona vitale che era prima di ammalarsi, percorre ogni possibile strada per farla reagire e restituirle i ricordi delle cose, dei nomi, di una vita intera. E attorno alla Casa Rossa, il cuore della memoria condivisa, ruotano gli aneddoti più malinconici e più divertenti, a partire dal periodo della guerra e dai vecchi rituali cilentani, l’esplorarsi dei corpi, la scoperta del sesso. Passando per le vicende del Giulio angelo biondo, ragazzino sempre obbediente, al quale si contrappone l’alter ego Giulio il pazzo, meno inquadrato e più artista.

 

Giulio Scarpati, un eroe della fiction dei grandi ascolti, protagonista amatissimo dal pubblico femminile nei panni di Lele Martini di "Un medico in famiglia", si racconta in un memoir spietato e dolce. Il catalogo della vita di un uomo osservato attraverso la lente di un sentimento fuori moda: la bontà. L'umanità, l'onestà, la gentilezza, l'amore, il dolore. Diverse nuances dello stesso sentimento, che Scarpati sperimenta in relazione alla malattia della madre, la cui mente e la cui memoria sono via via divorate dall'Alzheimer. Per arrivare alla verità, la più nascosta, quella più dolorosa, ma anche quella più preziosa. La verità su se stessi.

Mentre una madre perde inesorabilmente la memoria, il figlio non fa che ricordare, anzi impara a ricordare. Il racconto della Casa Rossa è questo viaggio inversamente proporzionale, perché ora il tempo non fa più da fissativo, ma da solvente: il dissolversi delle memorie della madre è il set dei ricordi del figlio. Nell'itinerario percorso in direzioni contrarie c'è la ricerca di un appuntamento, la rinnovata speranza di incontrarsi in qualche fortunato luogo dell'anima. Come la Casa Rossa, nel Cilento, dove si trovano le radici e le memorie, assieme autentiche e mitiche, di una famiglia. Risalendo di ricordo in ricordo, Giulio Scarpati "riracconta" alla madre, affetta dal morbo di Alzheimer, la storia della sua famiglia: ripercorre tutte le tappe del consueto viaggio a Licosa, per anni loro meta estiva e luogo a lei particolarmente caro, fa il ritratto nitido della persona vitale che era prima di ammalarsi, percorre ogni possibile strada per farla reagire e restituirle i ricordi delle cose, dei nomi, di una vita intera. E attorno alla Casa Rossa, il cuore della memoria condivisa, ruotano gli aneddoti più malinconici e più divertenti, a partire dal periodo della guerra e dai vecchi rituali cilentani, l'esplorarsi dei corpi, la scoperta del sesso. Passando per le vicende del Giulio angelo biondo, ragazzino sempre obbediente, al quale si contrappone l'alter ego Giulio il pazzo, meno inquadrato e più artista.