Napoli. Babygang lancia sassi dal tetto dell’Albergo dei poveri scatenando il panico tra gli automobilisti

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Napoli. Quando la stupidità non ha confini allora anche una bravata rischia di degenerare in tragedia. Alla fine è andata bene, domenica pomeriggio, ma il lancio di sassi sulle auto in transito lungo piazza Carlo III poteva trasformarsi in una giornata di sangue e lutto. Può succedere quando il «gioco» va oltre ogni limite e quando un pugno di ragazzini si trasforma in un branco spietato. Babygang sempre più agguerrite, in molti casi spietate e pronte a tutto. I protagonisti di questo brutto episodio sono cinque adolescenti, il più piccolo ha solo 15 anni mentre il maggiore ha da pochissimi giorni compiuto i 18 anni. Trascinati dalla voglia di fare qualcosa di eccitante, domenica pomeriggio hanno pensato bene di introdursi nello storico Palazzo Fuga – meglio noto a Napoli come Albergo dei poveri – percorrendolo fino alla sommità. Cosa già incredibile di suo, se si pensa che un gioiello architettonico di tale pregio (peraltro recentemente restaurato e riportato all’antico splendore) non viene adeguatamente protetto e custodito. Invece il gruppetto ha avuto facile gioco a imperversare all’interno della struttura. Poi qualcuno ha lanciato la proposta: «Ci vogliamo divertire con le auto che passano?». E il branco, sempre più eccitato, lo ha seguito nell’assurda idea di iniziare un fitto lancio di pietre su tutto ciò che si muovesse laggiù, per strada. Il «tiro alla macchina» ha seminato il panico tra gli automobilisti: quelle pietre, trasformate in veri proiettili, vista l’altezza dalla quale venivano lanciate, avrebbero potuto uccidere. E ai primi colpi dei sassi che piombavano sui cofani e sulle tettoie dei veicoli in movimento c’è stato un fuggi fuggi generale: anche perché chi era nell’abitacolo non si riusciva a rendere conto da quale direzione provenissero i colpi. Alla fine qualcuno ha pensato bene di fermarsi e chiamare la polizia. Per oltre un’ora la circolazione in piazza Carlo III è rimasta paralizzata, creando un serpentone di auto bloccate, dal corso Garibaldi fino a salita Doganella. Sul posto sono arrivate tre pattuglie dell’Ufficio prevenzione generale (guidato dal primo dirigente Michele Spina), ma i cinque balordi si erano ormai asserragliati sul tetto dell’edificio. A quel punto è stato necessario anche l’intervento dei Vigili del fuoco, costretti a issare una scala alta 36 metri per consentire ai poliziotti di raggiungere i teppisti. A quel punto si è scatenato un parapiglia: con i ragazzini che hanno cercato una via di fuga interna al Palazzo Fuga. E qui i cinque hanno messo a segno anche un grave furto: dopo essere riusciti a introdursi nella palestra «Kadokan» (che si trova in uno dei piani bassi dell’immobile) hanno razziato 16mila euro nascosti in un cassetto degli uffici di segreteria. Teppisti e pure mariuoli, insomma. Dalla centrale operativa della Questura, intanto, erano stati fatti partire altri rinforzi. Alla fine la caccia al branco si è conclusa con l’arresto dell’intero gruppo. Dopo l’ennesimo inseguimento i delinquenti sono stati bloccati. Tutti – il maggiorenne e i minorenni – sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza del Tribunale dei Colli Aminei e adesso sono accusati di furto aggravato e di attentato alla pubblica incolumità. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

Napoli. Quando la stupidità non ha confini allora anche una bravata rischia di degenerare in tragedia. Alla fine è andata bene, domenica pomeriggio, ma il lancio di sassi sulle auto in transito lungo piazza Carlo III poteva trasformarsi in una giornata di sangue e lutto. Può succedere quando il «gioco» va oltre ogni limite e quando un pugno di ragazzini si trasforma in un branco spietato. Babygang sempre più agguerrite, in molti casi spietate e pronte a tutto. I protagonisti di questo brutto episodio sono cinque adolescenti, il più piccolo ha solo 15 anni mentre il maggiore ha da pochissimi giorni compiuto i 18 anni. Trascinati dalla voglia di fare qualcosa di eccitante, domenica pomeriggio hanno pensato bene di introdursi nello storico Palazzo Fuga – meglio noto a Napoli come Albergo dei poveri – percorrendolo fino alla sommità. Cosa già incredibile di suo, se si pensa che un gioiello architettonico di tale pregio (peraltro recentemente restaurato e riportato all'antico splendore) non viene adeguatamente protetto e custodito. Invece il gruppetto ha avuto facile gioco a imperversare all'interno della struttura. Poi qualcuno ha lanciato la proposta: «Ci vogliamo divertire con le auto che passano?». E il branco, sempre più eccitato, lo ha seguito nell'assurda idea di iniziare un fitto lancio di pietre su tutto ciò che si muovesse laggiù, per strada. Il «tiro alla macchina» ha seminato il panico tra gli automobilisti: quelle pietre, trasformate in veri proiettili, vista l'altezza dalla quale venivano lanciate, avrebbero potuto uccidere. E ai primi colpi dei sassi che piombavano sui cofani e sulle tettoie dei veicoli in movimento c'è stato un fuggi fuggi generale: anche perché chi era nell'abitacolo non si riusciva a rendere conto da quale direzione provenissero i colpi. Alla fine qualcuno ha pensato bene di fermarsi e chiamare la polizia. Per oltre un'ora la circolazione in piazza Carlo III è rimasta paralizzata, creando un serpentone di auto bloccate, dal corso Garibaldi fino a salita Doganella. Sul posto sono arrivate tre pattuglie dell'Ufficio prevenzione generale (guidato dal primo dirigente Michele Spina), ma i cinque balordi si erano ormai asserragliati sul tetto dell'edificio. A quel punto è stato necessario anche l'intervento dei Vigili del fuoco, costretti a issare una scala alta 36 metri per consentire ai poliziotti di raggiungere i teppisti. A quel punto si è scatenato un parapiglia: con i ragazzini che hanno cercato una via di fuga interna al Palazzo Fuga. E qui i cinque hanno messo a segno anche un grave furto: dopo essere riusciti a introdursi nella palestra «Kadokan» (che si trova in uno dei piani bassi dell'immobile) hanno razziato 16mila euro nascosti in un cassetto degli uffici di segreteria. Teppisti e pure mariuoli, insomma. Dalla centrale operativa della Questura, intanto, erano stati fatti partire altri rinforzi. Alla fine la caccia al branco si è conclusa con l'arresto dell'intero gruppo. Dopo l'ennesimo inseguimento i delinquenti sono stati bloccati. Tutti – il maggiorenne e i minorenni – sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza del Tribunale dei Colli Aminei e adesso sono accusati di furto aggravato e di attentato alla pubblica incolumità. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)