Agropoli. Salvataggio di un rapace di allocco, specie particolarmente protetta in Italia

0

Privare della libertà non è mai un gesto d’amore. Un cucciolo di allocco non farà  più ritorno al suo nido. E’ accaduto nei giorni scorsi nei pressi di Agropoli (SA), dove un’anziana signora ha rinvenuto lungo la strada un cucciolo di allocco, sano, apparentemente caduto dal nido. Attratta dalla  tenerezza dell’uccellino e spinta certamente da nobili intenzioni, pensa di aiutarlo portandolo a casa per poi allevarlo in gabbia. Da subito, però, la signora si rende conto che il vispo rapace inizia a perdere la propria vitalità. Preoccupata dall’evolversi della situazione, fortunatamente contatta i volontari della sede LAV di Salerno chiedendo aiuto. I volontari intervengono prontamente ed ora il piccolo allocco è affidato alle cure di un centro specializzato. Gli uccelli, nei primi momenti dopo l’uscita dal nido familiare, spesso possono essere disorientati ed apparire quindi in seria difficoltà. Dobbiamo però sapere che i genitori non li abbandonano mai, ben nascosti nei pressi, controllano sempre il primo involo del piccolo. E’ quindi importante lasciare i cuccioli dove si trovano, allontanandosi in fretta. A meno che il piccolo non corra un rischio immediato, lasciare che la natura operi per proprio conto è sempre la scelta migliore. E’ bene precisare che gli uccelli selvatici strappati dai propri nidi non sopravvivono alla cattività o comunque, una volta rilasciati, non saranno più capaci di vivere autonomamente in natura. Essi inoltre fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato per cui, oltre che moralmente scorretto, prendere animali appartenenti alla fauna protetta e ingabbiarli è una condotta criminosa perseguibile in base agli artt. 624, 625 c.p. che definiscono e puniscono il furto aggravato. “Nei casi in cui ci si sente costretti a prendere un uccellino dalla strada convinti che quella sia l’unica azione opportuna a salvargli la vita è obbligatorio contattare polizia provinciale e corpo forestale dello stato e chiedere intervento immediato. Oppure, qualora foste a conoscenza di situazioni con animali detenuti in gabbia illegalmente è bene mettersi in contatto con noi, o con i corpi di polizia per permettere i dovuti accertamenti” – asseriscono i volontari Lav – “L’allocco da noi recuperato si trova ora al Cras di Napoli- Centro Recupero Animali Selvatici, anche grazie all’aiuto delle guardie zoofile. Speriamo che il tempo trascorso in gabbia non gli impedisca di essere reinserito in natura. A tal proposito ci appelliamo all’amministrazione provinciale affinché siano curati e intensificati i rapporti con il Cras di Napoli, e soprattutto ci rendiamo disponibili a cercare insieme agli enti preposti, soluzioni atte a risolvere le difficoltà derivanti dalla notevole distanza geografica tra la nostra Provincia e questo centro importantissimo per gli animali selvatici.” concludono i volontari. (Lav Salerno)

Privare della libertà non è mai un gesto d’amore. Un cucciolo di allocco non farà  più ritorno al suo nido. E’ accaduto nei giorni scorsi nei pressi di Agropoli (SA), dove un’anziana signora ha rinvenuto lungo la strada un cucciolo di allocco, sano, apparentemente caduto dal nido. Attratta dalla  tenerezza dell’uccellino e spinta certamente da nobili intenzioni, pensa di aiutarlo portandolo a casa per poi allevarlo in gabbia. Da subito, però, la signora si rende conto che il vispo rapace inizia a perdere la propria vitalità. Preoccupata dall’evolversi della situazione, fortunatamente contatta i volontari della sede LAV di Salerno chiedendo aiuto. I volontari intervengono prontamente ed ora il piccolo allocco è affidato alle cure di un centro specializzato. Gli uccelli, nei primi momenti dopo l’uscita dal nido familiare, spesso possono essere disorientati ed apparire quindi in seria difficoltà. Dobbiamo però sapere che i genitori non li abbandonano mai, ben nascosti nei pressi, controllano sempre il primo involo del piccolo. E’ quindi importante lasciare i cuccioli dove si trovano, allontanandosi in fretta. A meno che il piccolo non corra un rischio immediato, lasciare che la natura operi per proprio conto è sempre la scelta migliore. E’ bene precisare che gli uccelli selvatici strappati dai propri nidi non sopravvivono alla cattività o comunque, una volta rilasciati, non saranno più capaci di vivere autonomamente in natura. Essi inoltre fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato per cui, oltre che moralmente scorretto, prendere animali appartenenti alla fauna protetta e ingabbiarli è una condotta criminosa perseguibile in base agli artt. 624, 625 c.p. che definiscono e puniscono il furto aggravato. “Nei casi in cui ci si sente costretti a prendere un uccellino dalla strada convinti che quella sia l’unica azione opportuna a salvargli la vita è obbligatorio contattare polizia provinciale e corpo forestale dello stato e chiedere intervento immediato. Oppure, qualora foste a conoscenza di situazioni con animali detenuti in gabbia illegalmente è bene mettersi in contatto con noi, o con i corpi di polizia per permettere i dovuti accertamenti” – asseriscono i volontari Lav – “L’allocco da noi recuperato si trova ora al Cras di Napoli- Centro Recupero Animali Selvatici, anche grazie all’aiuto delle guardie zoofile. Speriamo che il tempo trascorso in gabbia non gli impedisca di essere reinserito in natura. A tal proposito ci appelliamo all’amministrazione provinciale affinché siano curati e intensificati i rapporti con il Cras di Napoli, e soprattutto ci rendiamo disponibili a cercare insieme agli enti preposti, soluzioni atte a risolvere le difficoltà derivanti dalla notevole distanza geografica tra la nostra Provincia e questo centro importantissimo per gli animali selvatici.” concludono i volontari. (Lav Salerno)