Champions:il Real vince per 4-1 contro l’Atletico Madrid.Risultato troppo pesante per l’Atletico che meritava di piu’

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Decidono Bale, Marcelo e Ronaldo ai supplementari: i blancos conquistano la Decima. Simeone beffato: al 93′ era avanti 1-0 grazie al gol di Godin su papera di Casillas, poi il pari di Ramos nel recupero

Ancelotti sul tetto d’Europa

Se questi articoli sono di tuo interesse clicca Domani a Benevento si ricorda Imbriani ex attaccante del Napoli – Solidarieta’ Zuniga.Scrive ai suoi ragazzi in Colombia su twitter – Maradona fara’ visita a Ciro.Il tifoso napoletano ancora ricoverato al Gemelli-Auguri a Mesto

Risultato troppo pesante per l’Atletico che avrebbe meritato molto di più per quanto mostrato in campo. Il Real ha saputo soffrire e poi con la classe dei suoi campioni ha fatto la differenza. Ancelotti vince la decima e chiude in trionfo una stagione che, altrimenti, sarebbe stata fallimentare. Carletto, dopo Bob Paisley del Liverpool, è il secondo allenatore a vincere tre Coppe dei Campioni. Per Simeone resta un’annata da incorniciare. Di più proprio non si poteva fare.

Inguaribili romantici, riponete le vostre bandiere. Bastavano due minuti, e la più impensabile delle favole sarebbe diventata realtà. E invece no, invece arriva mister 100 milioni, Gareth Bale, e riporta tutti sulla terra, togliendo anche i rigori a un Atletico che dopo la capocciata di Sergio Ramos, nel recupero, non poteva sperare di meglio. Poi arrivano Marcelo, a mettere la parola fine, e gli addominali di Ronaldo, dopo il rigore, a prendersi i flash. Flash da Decima, flash da ossessione che diventa realtà. La lettura da lacrimuccia romantica, con la curva colchonera che ringrazia comunque, e Simeone che difende l’onore dei suoi facendosi cacciare, è una possibile. Non l’unica, e soprattutto non rende abbastanza onore ai blancos, che si ribellano al copione già scritto. E all’impresa di Ancelotti, 5 Champions, 3 da allenatore, una al primo colpo alla Casa Blanca, dove da dieci anni avevano fallito tutti, anche quelli speciali. È la notte di Carlo. È la notte di Angel Di Maria, che non trovate nel tabellino, ma è il vero mvp, e decide con una fuga in diagonale la partita (sul suo tiro parato la testa di Bale). Del capitano Casillas che alza la coppa, del legionario Ramos che non abbassa mai la testa, di Cristiano che completa una stagione da paura. Il 2014 è iniziato col Pallone d’oro, al giro di boa ecco la Champions.

LE FORMAZIONI – Simeone e Ancelotti giocano d’azzardo con gli undici titolari. Da una parte c’è Diego Costa che parte dal primo minuto nonostante la lesione al quadricipite curata con la placenta di un cavallo. Arda Turan, invece, non è neanche in panchina. Ancelotti non è da meno e rischia Benzema – che gioca grazie ad un’infiltrazione – ma non Pepe che viene lasciato in panchina. Al porto del centrale portoghese c’è Varane. Xabi Alonso è squalificato e deve assistere alla sfida dalla tribuna.

PRIMO TEMPO – La partita non è bella, lo spettacolo latita. La tensione prende subito il sopravvento soprattutto fra i giocatori in maglia merengue. L’Atletico è più ordinato, meno propenso alle improvvisazioni rispetto ad un Real che punta tutto sulla velocità di Di Maria e Bale. Ronaldo è in ombra e non riesce mai a trovare spazi in cui scatenare la sua tecnica. Simeone disegna un Atletico essenziale nelle giocate, aggressivo all’inverosimile, bravo a coprire gli spazi e ripartire. A complicare i piani del ‘Cholo’ ci pensa l’incerottato Diego Costa che alza bandiera bianca dopo soli nove minuti di gioco. L’azzardo del tecnico dei colchoneros non ha pagato. In campo Adrian Lopez e una sostituzione già sprecata. Di occasioni da gol neanche l’ombra per i primi venti minuti. La sfida si accende alla mezz’ora grazie al gentile omaggio dell’ex Juve Tiago che serve involontariamente Bale a centrocampo. Il gallese si invola verso Courtois ma poi mette incredibilmente a lato da posizione ottimale. La clamorosa chance sprecata dal Real sveglia l’Atletico che al 36′ trova il vantaggio proprio nel momento migliore degli avversari. Segna Godin (l’uomo della provvidenza di Simeone, già decisivo in Liga contro il Barça) ma la collaborazione di Casillas è determinante: l’uscita del portiere del Real è da arresto, la ‘spizzata’ di testa del difensore perfetta. L’1-0 manda nel panico il Real Madrid che non riesce più a riprendere il filo della manovra rischiando addirittura di capitolare con un colpo di testa di Adrian alto di poco.

SERGIO RAMOS ALL’ULTIMO RESPIRO – L’Atletico torna in campo potendo fare il gioco che più gli piace: assorbire la furia avversaria e ripartire negli spazi che il Real è costretto a lasciare. Ronaldo dà cenni di vita sfiorando il pari in due occasioni nei primi dieci minuti. A livello difensivo il Real è un disastro. Adrian sfiora il 2-0 calciando a lato dopo un errore di Carvajal. Su un cross di Sergio Ramos Ronaldo e Benzema non arrivano puntuali all’appuntamento con il pareggio per una questione di centimetri. Il Real prova a giocare con la testa ma più passano i minuti e più la logica finisce alle ortiche. La manovra della squadra dei blancos è troppo confusa e complessa. L’Atletico gestisce con ordine e con una spietata lucidità il vantaggio. Ancelotti prova a giocare le carte Marcelo e Isco per Coentrao e Khedira. Simeone risponde con il principito Sosa al posto di Raul Garcia. Al 75′ Bale dal limite prova a spaventare Courtois ma la sua mira è imprecisa. Ormai si gioca solo nella metà campo dell’Atletico con i colchoneros che chiudono tutto. Ancora ‘mister 98 milioni’ Bale se ne va sulla destra ma, a tu per tu con Courtois tira il pallone incredibilmente fuori. Morata viene gettato nella mischia a dieci minuti dalla fine al posto di un esausto Benzema. L’assalto merengue è encomiabile ma non concreto. Il Real Madrid è ossessionato, non gioca più con serenità. Il fortino dei biancorossi resiste fino all’ultimo minuto di recupero ma è proprio in quel momento, all’ultimo tentativo, che avviene il miracolo. Angolo di Di Maria e colpo di testa di Sergio Ramos che infila il pallone lì dove Courtois non può proprio arrivare. L’1-1 arriva grazie al calciatore che con una doppietta all’Allianz Arena risultò decisivo nella semifinale contro il Bayern. Siamo al 93′. I galattici raggiungono il pareggio più insperato quando ormai tutto sembrava segnato. Si va ai supplementari.

SUPPLEMENTARI, IL REAL DILAGA – Le due squadre sono stremate, di occasioni da gol neanche l’ombra. La paura ha il sopravvento, non si vuole rischiare nulla. Si gioca sui nervi e l’unica fiammata la regala una punizione dal limite di Ronaldo che termina sul fondo non di molto. Nell’intervallo fra i due tempi supplementari è Zidane a dare ordini al Real. Un’immagine simbolica visto che il vice di Ancelotti è stato l’ultimo a regalare una Champions alle merengues nel 2002 contro il Leverkusen. L’ultimo quarto d’ora è una tortura per gli uomini di Simeone, in riserva totale. Il Real Madrid sale in cattedra e chiude i conti schiantando gli avversari con Bale, Marcelo e Cristiano Ronaldo su rigore. Simeone viene espulso dopo un battibecco con Varane. Il 4-1 finale è un passivo troppo pesante per la piccola Madrid che perde l’imbattibilità e si arrende dopo aver lottato con tutte le sue forze contro i giganti della Decima.corrieredellosport

Decidono Bale, Marcelo e Ronaldo ai supplementari: i blancos conquistano la Decima. Simeone beffato: al 93' era avanti 1-0 grazie al gol di Godin su papera di Casillas, poi il pari di Ramos nel recupero

Ancelotti sul tetto d'Europa

Se questi articoli sono di tuo interesse clicca Domani a Benevento si ricorda Imbriani ex attaccante del Napoli – Solidarieta' Zuniga.Scrive ai suoi ragazzi in Colombia su twitter – Maradona fara' visita a Ciro.Il tifoso napoletano ancora ricoverato al GemelliAuguri a Mesto

Risultato troppo pesante per l'Atletico che avrebbe meritato molto di più per quanto mostrato in campo. Il Real ha saputo soffrire e poi con la classe dei suoi campioni ha fatto la differenza. Ancelotti vince la decima e chiude in trionfo una stagione che, altrimenti, sarebbe stata fallimentare. Carletto, dopo Bob Paisley del Liverpool, è il secondo allenatore a vincere tre Coppe dei Campioni. Per Simeone resta un'annata da incorniciare. Di più proprio non si poteva fare.

Inguaribili romantici, riponete le vostre bandiere. Bastavano due minuti, e la più impensabile delle favole sarebbe diventata realtà. E invece no, invece arriva mister 100 milioni, Gareth Bale, e riporta tutti sulla terra, togliendo anche i rigori a un Atletico che dopo la capocciata di Sergio Ramos, nel recupero, non poteva sperare di meglio. Poi arrivano Marcelo, a mettere la parola fine, e gli addominali di Ronaldo, dopo il rigore, a prendersi i flash. Flash da Decima, flash da ossessione che diventa realtà. La lettura da lacrimuccia romantica, con la curva colchonera che ringrazia comunque, e Simeone che difende l’onore dei suoi facendosi cacciare, è una possibile. Non l’unica, e soprattutto non rende abbastanza onore ai blancos, che si ribellano al copione già scritto. E all’impresa di Ancelotti, 5 Champions, 3 da allenatore, una al primo colpo alla Casa Blanca, dove da dieci anni avevano fallito tutti, anche quelli speciali. È la notte di Carlo. È la notte di Angel Di Maria, che non trovate nel tabellino, ma è il vero mvp, e decide con una fuga in diagonale la partita (sul suo tiro parato la testa di Bale). Del capitano Casillas che alza la coppa, del legionario Ramos che non abbassa mai la testa, di Cristiano che completa una stagione da paura. Il 2014 è iniziato col Pallone d’oro, al giro di boa ecco la Champions.

LE FORMAZIONI – Simeone e Ancelotti giocano d'azzardo con gli undici titolari. Da una parte c'è Diego Costa che parte dal primo minuto nonostante la lesione al quadricipite curata con la placenta di un cavallo. Arda Turan, invece, non è neanche in panchina. Ancelotti non è da meno e rischia Benzema – che gioca grazie ad un'infiltrazione – ma non Pepe che viene lasciato in panchina. Al porto del centrale portoghese c'è Varane. Xabi Alonso è squalificato e deve assistere alla sfida dalla tribuna.

PRIMO TEMPO – La partita non è bella, lo spettacolo latita. La tensione prende subito il sopravvento soprattutto fra i giocatori in maglia merengue. L'Atletico è più ordinato, meno propenso alle improvvisazioni rispetto ad un Real che punta tutto sulla velocità di Di Maria e Bale. Ronaldo è in ombra e non riesce mai a trovare spazi in cui scatenare la sua tecnica. Simeone disegna un Atletico essenziale nelle giocate, aggressivo all'inverosimile, bravo a coprire gli spazi e ripartire. A complicare i piani del 'Cholo' ci pensa l'incerottato Diego Costa che alza bandiera bianca dopo soli nove minuti di gioco. L'azzardo del tecnico dei colchoneros non ha pagato. In campo Adrian Lopez e una sostituzione già sprecata. Di occasioni da gol neanche l'ombra per i primi venti minuti. La sfida si accende alla mezz'ora grazie al gentile omaggio dell'ex Juve Tiago che serve involontariamente Bale a centrocampo. Il gallese si invola verso Courtois ma poi mette incredibilmente a lato da posizione ottimale. La clamorosa chance sprecata dal Real sveglia l'Atletico che al 36' trova il vantaggio proprio nel momento migliore degli avversari. Segna Godin (l'uomo della provvidenza di Simeone, già decisivo in Liga contro il Barça) ma la collaborazione di Casillas è determinante: l'uscita del portiere del Real è da arresto, la 'spizzata' di testa del difensore perfetta. L'1-0 manda nel panico il Real Madrid che non riesce più a riprendere il filo della manovra rischiando addirittura di capitolare con un colpo di testa di Adrian alto di poco.

SERGIO RAMOS ALL'ULTIMO RESPIRO – L'Atletico torna in campo potendo fare il gioco che più gli piace: assorbire la furia avversaria e ripartire negli spazi che il Real è costretto a lasciare. Ronaldo dà cenni di vita sfiorando il pari in due occasioni nei primi dieci minuti. A livello difensivo il Real è un disastro. Adrian sfiora il 2-0 calciando a lato dopo un errore di Carvajal. Su un cross di Sergio Ramos Ronaldo e Benzema non arrivano puntuali all'appuntamento con il pareggio per una questione di centimetri. Il Real prova a giocare con la testa ma più passano i minuti e più la logica finisce alle ortiche. La manovra della squadra dei blancos è troppo confusa e complessa. L'Atletico gestisce con ordine e con una spietata lucidità il vantaggio. Ancelotti prova a giocare le carte Marcelo e Isco per Coentrao e Khedira. Simeone risponde con il principito Sosa al posto di Raul Garcia. Al 75' Bale dal limite prova a spaventare Courtois ma la sua mira è imprecisa. Ormai si gioca solo nella metà campo dell'Atletico con i colchoneros che chiudono tutto. Ancora 'mister 98 milioni' Bale se ne va sulla destra ma, a tu per tu con Courtois tira il pallone incredibilmente fuori. Morata viene gettato nella mischia a dieci minuti dalla fine al posto di un esausto Benzema. L'assalto merengue è encomiabile ma non concreto. Il Real Madrid è ossessionato, non gioca più con serenità. Il fortino dei biancorossi resiste fino all'ultimo minuto di recupero ma è proprio in quel momento, all'ultimo tentativo, che avviene il miracolo. Angolo di Di Maria e colpo di testa di Sergio Ramos che infila il pallone lì dove Courtois non può proprio arrivare. L'1-1 arriva grazie al calciatore che con una doppietta all'Allianz Arena risultò decisivo nella semifinale contro il Bayern. Siamo al 93'. I galattici raggiungono il pareggio più insperato quando ormai tutto sembrava segnato. Si va ai supplementari.

SUPPLEMENTARI, IL REAL DILAGA – Le due squadre sono stremate, di occasioni da gol neanche l'ombra. La paura ha il sopravvento, non si vuole rischiare nulla. Si gioca sui nervi e l'unica fiammata la regala una punizione dal limite di Ronaldo che termina sul fondo non di molto. Nell'intervallo fra i due tempi supplementari è Zidane a dare ordini al Real. Un'immagine simbolica visto che il vice di Ancelotti è stato l'ultimo a regalare una Champions alle merengues nel 2002 contro il Leverkusen. L'ultimo quarto d'ora è una tortura per gli uomini di Simeone, in riserva totale. Il Real Madrid sale in cattedra e chiude i conti schiantando gli avversari con Bale, Marcelo e Cristiano Ronaldo su rigore. Simeone viene espulso dopo un battibecco con Varane. Il 4-1 finale è un passivo troppo pesante per la piccola Madrid che perde l'imbattibilità e si arrende dopo aver lottato con tutte le sue forze contro i giganti della Decima.corrieredellosport

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