Roccadaspide. Lavori viale degli Ulivi, 16 indagati accusati di truffa, frode nelle pubbliche forniture, abuso d’ufficio

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Roccadaspide. Truffa, frode nelle pubbliche forniture, abuso d’ufficio: sedici persone finiscono nei guai e scatta il sequestro preventivo per l’intero cantiere di Viale degli Ulivi, dove era in corso la realizzazione di una struttura pubblico-privata. L’operazione è stata portata a segno dai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Salerno, su delega della Procura. Le contestazioni mosse agli indagati sono la realizzazione dell’opera in difformità dalle prescrizioni di progetto e l’iter relativo alle attività di esproprio. «Va precisato – ha detto il sindaco Girolamo Auricchio – che il sottoscritto e l’Amministrazione tutta è estranea alla vicenda giudiziaria». L’inchiesta vede il coinvolgimento, a vario titolo, di progettisti, impresa, funzionari dell’ufficio tecnico del Comune e due vigili urbani. Nel mirino delle Fiamme gialle la struttura in via di costruzione su un fondo di proprietà comunale, il cui iter progettuale risale alla fine del 2005 e perfezionato dall’attuale Amministrazione. Si tratta di un progetto di finanza in base al quale il Comune cedeva il fondo al privato che in cambio ha proceduto con una permuta del valore di circa due milioni e 400 mila euro in opere pubbliche, tra cui una sala polifunzionale e parcheggi. A seguito di articolate e complesse indagini, confortate anche dalle risultanze delle consulenze tecniche richieste dal Pm, è emerso che la realizzazione delle opere relative agli immobili pubblici e privati (edificio destinato a sala polifunzionale con annessi servizi, garage, parcheggi, uffici, negozi e residenze private) per un valore stimato in circa 5 milioni di euro, è avvenuta in difformità rispetto alle prescrizioni di progetto. Le attività esperite dai finanzieri hanno consentito l’individuazione di ulteriori reati relativi alla gestione dell’appalto e alla fornitura del calcestruzzo utilizzato per l’edificazione delle paratie (opere di sostegno portanti dell’intera struttura). In base alle indagini e prove tecniche il materiale non è risultato rispondente, in termini di resistenza meccanica, alle previsioni del progetto strutturale configurandosi l’ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture. Grazie alla compiacenza di alcuni ingegneri di un laboratorio di analisi, ci sarebbe stato il rilascio di false attestazioni che certificavano l’utilizzo di calcestruzzo conforme alle prescrizioni sia contrattuali, sia di legge. Tra le altre anomalie riscontrate è emerso che il collaudatore, in qualità di pubblico ufficiale adibito a certificare le caratteristiche tecniche delle opere sottoposte a collaudo, non poteva ricoprire tale ruolo poiché aveva materialmente partecipato ai lavori di esecuzione dell’opera per la quale era chiamato ad esprimersi. Inoltre, per la realizzazione dell’opera, sono stati rappresentati, dalla società appaltatrice, costi di fatto mai sostenuti per lo sbancamento e, soprattutto, per lo smaltimento e trasporto dei rifiuti, al fine di procurare un ingiusto profitto per la società a danno della stazione appaltante, il Comune di Roccadaspide, in quanto portati a maggiorazione dei capitoli di spesa relativi alle costruzioni. Pertanto si è configurata una chiara ipotesi di truffa e violazione in materia di rifiuti che, nel caso di specie, non sono stati oggetto di smaltimento secondo le stringenti previsioni normative. Al termine delle attività di sequestro sono stati notificati, nei confronti dei sedici soggetti indagati, altrettanti avvisi di conclusione delle indagini. (Angela Sabetta – La Città di Salerno)     

Roccadaspide. Truffa, frode nelle pubbliche forniture, abuso d’ufficio: sedici persone finiscono nei guai e scatta il sequestro preventivo per l’intero cantiere di Viale degli Ulivi, dove era in corso la realizzazione di una struttura pubblico-privata. L’operazione è stata portata a segno dai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Salerno, su delega della Procura. Le contestazioni mosse agli indagati sono la realizzazione dell’opera in difformità dalle prescrizioni di progetto e l’iter relativo alle attività di esproprio. «Va precisato – ha detto il sindaco Girolamo Auricchio – che il sottoscritto e l’Amministrazione tutta è estranea alla vicenda giudiziaria». L’inchiesta vede il coinvolgimento, a vario titolo, di progettisti, impresa, funzionari dell’ufficio tecnico del Comune e due vigili urbani. Nel mirino delle Fiamme gialle la struttura in via di costruzione su un fondo di proprietà comunale, il cui iter progettuale risale alla fine del 2005 e perfezionato dall’attuale Amministrazione. Si tratta di un progetto di finanza in base al quale il Comune cedeva il fondo al privato che in cambio ha proceduto con una permuta del valore di circa due milioni e 400 mila euro in opere pubbliche, tra cui una sala polifunzionale e parcheggi. A seguito di articolate e complesse indagini, confortate anche dalle risultanze delle consulenze tecniche richieste dal Pm, è emerso che la realizzazione delle opere relative agli immobili pubblici e privati (edificio destinato a sala polifunzionale con annessi servizi, garage, parcheggi, uffici, negozi e residenze private) per un valore stimato in circa 5 milioni di euro, è avvenuta in difformità rispetto alle prescrizioni di progetto. Le attività esperite dai finanzieri hanno consentito l’individuazione di ulteriori reati relativi alla gestione dell’appalto e alla fornitura del calcestruzzo utilizzato per l’edificazione delle paratie (opere di sostegno portanti dell’intera struttura). In base alle indagini e prove tecniche il materiale non è risultato rispondente, in termini di resistenza meccanica, alle previsioni del progetto strutturale configurandosi l’ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture. Grazie alla compiacenza di alcuni ingegneri di un laboratorio di analisi, ci sarebbe stato il rilascio di false attestazioni che certificavano l’utilizzo di calcestruzzo conforme alle prescrizioni sia contrattuali, sia di legge. Tra le altre anomalie riscontrate è emerso che il collaudatore, in qualità di pubblico ufficiale adibito a certificare le caratteristiche tecniche delle opere sottoposte a collaudo, non poteva ricoprire tale ruolo poiché aveva materialmente partecipato ai lavori di esecuzione dell’opera per la quale era chiamato ad esprimersi. Inoltre, per la realizzazione dell’opera, sono stati rappresentati, dalla società appaltatrice, costi di fatto mai sostenuti per lo sbancamento e, soprattutto, per lo smaltimento e trasporto dei rifiuti, al fine di procurare un ingiusto profitto per la società a danno della stazione appaltante, il Comune di Roccadaspide, in quanto portati a maggiorazione dei capitoli di spesa relativi alle costruzioni. Pertanto si è configurata una chiara ipotesi di truffa e violazione in materia di rifiuti che, nel caso di specie, non sono stati oggetto di smaltimento secondo le stringenti previsioni normative. Al termine delle attività di sequestro sono stati notificati, nei confronti dei sedici soggetti indagati, altrettanti avvisi di conclusione delle indagini. (Angela Sabetta – La Città di Salerno)