Castellammare. Terme, sale la tensione. Consiglio sospeso per un’ora. Il sindaco: unica strada resta la privatizzazione

0

Castellammare di Stabia. Tensione alle stelle tra i lavoratori di Terme di Stabia. E’ bastato che il consigliere Giovedi (Sel), ad apertura della seduta di ieri del consiglio comunale, chiedesse al presidente Amedeo Di Nardo (Idv) di mettere all’ordine del giorno una mozione sulla questione che la seduta è stata sospesa per un’ora. Il tempo necessario perché il sindaco Nicola Cuomo ricevesse le organizzazioni sindacali aziendali che, appena pochi giorni prima, lo avevano accusato in un volantino di un «silenzio assordante» sul futuro dell’azienda. Il tempo è tiranno e per i 180 lavoratori, tra fissi e stagionali, si avvicina a grandi passi il 14 giugno, data in cui scade il termine del concordato fallimentare per l’azienda. Senza una svolta entro quella data, Terme è destinata alla liquidazione. Il prossimo appuntamento fissato dal sindaco è per lunedì prossimo. «Porterò all’attenzione dei sindacati tutte le proposte di soluzione in campo», ha assicurato Nicola Cuomo nel suo intervento in aula. Il sindaco ha spiegato, inoltre, che «il Tribunale ha dato parere favorevole per la gestione temporanea di Terme mentre si realizza il processo di privatizzazione nell’ambito della procedura di concordato fallimentare». L’obiettivo finale, insomma, è quello della privatizzazione dell’intera azienda. «Non dipende soltanto da noi – ha rimarcato il sindaco – ma anche e soprattutto dal mercato che non è nella migliore delle situazioni, così come quella che sta vivendo il settore». Come a dire che, pur volendo essere assai ottimisti, la sfida per trovare investitori interessati all’affare sarà cosa complicata. «Quello di Terme – ha commentato Cuomo – è il problema più difficile che mi sono trovato ad affrontare». Ma mentre va avanti il difficile percorso della privatizzazione – già tentato nelle passate amministrazioni ma mai centrato – ci potrebbe essere una gestione temporanea. A cosa corrisponda di preciso il sindaco Nicola Cuomo non lo ha spiegato. L’ipotesi più plausibile è che la gestione temporanea di Terme di Stabia possa riguardare soltanto un segmento dell’attività aziendale. Qualcosa insomma di molto simile al fitto di ramo aziendale su cui pure, in passato, le forze politiche e sociali si sono confrontate tra i favorevoli e i contrari a una soluzione “spezzatino”. «L’obiettivo – ha dichiarato Cuomo – è la riapertura parziale dell’azienda anche prima della privatizzazione». Anche per riaprire soltanto una parte, comunque, ci sarà bisogno di una procedura ad evidenza pubblica. Magari meno complessa e lunga di quella dell’intera privatizzazione, ma comunque non si tratterà di una “veloce passeggiata”. Sul fronte Terme il sindaco Nicola Cuomo ha annunciato anche un’altra novità: «Partiranno i lavori per la sistemazione degli immobili». Lavori assai necessari perché lo stabilimento del Solaro sta letteralmente cadendo a pezzi. Dopo un anno circa in cui non c’è stato un minimo di manutenzione i locali hanno subìto danni anche superiori al milione di euro, mentre le Terme Antiche recentemente restaurate sono già state preda di atti vandalici. (Alessandra Staiano – Metropolis)   

Castellammare di Stabia. Tensione alle stelle tra i lavoratori di Terme di Stabia. E’ bastato che il consigliere Giovedi (Sel), ad apertura della seduta di ieri del consiglio comunale, chiedesse al presidente Amedeo Di Nardo (Idv) di mettere all’ordine del giorno una mozione sulla questione che la seduta è stata sospesa per un’ora. Il tempo necessario perché il sindaco Nicola Cuomo ricevesse le organizzazioni sindacali aziendali che, appena pochi giorni prima, lo avevano accusato in un volantino di un «silenzio assordante» sul futuro dell’azienda. Il tempo è tiranno e per i 180 lavoratori, tra fissi e stagionali, si avvicina a grandi passi il 14 giugno, data in cui scade il termine del concordato fallimentare per l’azienda. Senza una svolta entro quella data, Terme è destinata alla liquidazione. Il prossimo appuntamento fissato dal sindaco è per lunedì prossimo. «Porterò all’attenzione dei sindacati tutte le proposte di soluzione in campo», ha assicurato Nicola Cuomo nel suo intervento in aula. Il sindaco ha spiegato, inoltre, che «il Tribunale ha dato parere favorevole per la gestione temporanea di Terme mentre si realizza il processo di privatizzazione nell’ambito della procedura di concordato fallimentare». L’obiettivo finale, insomma, è quello della privatizzazione dell’intera azienda. «Non dipende soltanto da noi – ha rimarcato il sindaco – ma anche e soprattutto dal mercato che non è nella migliore delle situazioni, così come quella che sta vivendo il settore». Come a dire che, pur volendo essere assai ottimisti, la sfida per trovare investitori interessati all’affare sarà cosa complicata. «Quello di Terme – ha commentato Cuomo – è il problema più difficile che mi sono trovato ad affrontare». Ma mentre va avanti il difficile percorso della privatizzazione – già tentato nelle passate amministrazioni ma mai centrato – ci potrebbe essere una gestione temporanea. A cosa corrisponda di preciso il sindaco Nicola Cuomo non lo ha spiegato. L’ipotesi più plausibile è che la gestione temporanea di Terme di Stabia possa riguardare soltanto un segmento dell’attività aziendale. Qualcosa insomma di molto simile al fitto di ramo aziendale su cui pure, in passato, le forze politiche e sociali si sono confrontate tra i favorevoli e i contrari a una soluzione “spezzatino”. «L’obiettivo – ha dichiarato Cuomo – è la riapertura parziale dell’azienda anche prima della privatizzazione». Anche per riaprire soltanto una parte, comunque, ci sarà bisogno di una procedura ad evidenza pubblica. Magari meno complessa e lunga di quella dell’intera privatizzazione, ma comunque non si tratterà di una “veloce passeggiata”. Sul fronte Terme il sindaco Nicola Cuomo ha annunciato anche un’altra novità: «Partiranno i lavori per la sistemazione degli immobili». Lavori assai necessari perché lo stabilimento del Solaro sta letteralmente cadendo a pezzi. Dopo un anno circa in cui non c’è stato un minimo di manutenzione i locali hanno subìto danni anche superiori al milione di euro, mentre le Terme Antiche recentemente restaurate sono già state preda di atti vandalici. (Alessandra Staiano – Metropolis)   

Lascia una risposta