Tennis. Eroica Errani: ko con la Williams tra le lacrime, penalizzata da un infortunio alla coscia sinistra

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Che peccato Sarita. Nulla da fare per la Errani nella finale degli Internazionali d’Italia al Foro Italico. La 27enne romagnola, numero 11 Wta e decima testa di serie, è stata battuta per 6-3, 6-0, in un’ora e 11’, dalla statunitense Serena Williams, numero uno del mondo. E dalla sfortuna, piombata addosso all’azzurra sotto forma d’infortunio (stiramento ai flessori della coscia sinistra) sul finire del primo set. Le lacrime di rabbia e delusione che riempiono gli occhioni azzurri di Sara a fine match commuovono il Centrale, che le tributa l’applauso più grande. Il peggior risveglio possibile, un sogno diventato un incubo. A Sara veniva richiesto un miracolo: battere la più forte tennista del mondo. E forse di sempre. Contro la quale non aveva mai vinto nelle sei precedenti sfide, conquistando solo un set (sul cemento di Dubai nel 2009). E lei ci ha provato, almeno fino a quel maledetto ottavo gioco. A poco più di 40 minuti dall’inizio della finale la sfortuna si è materializzata in un problema alla gamba sinistra e l’impresa è diventata una «mission impossible». Sarebbe stato bello se Sarita avesse potuto giocarsi fino in fondo le sue chance ma la preoccupazione adesso è stabilire l’entità dell’infortunio in vista del Roland Garros, dove deve difendere la semifinale dello scorso anno. La cronaca. La Errani, che a Roma si è specializzata in imprese, deve puntare al miracolo. E contro una Serena in versione «blond hair» ce ne vuole uno grande. Enorme, anzi. In tribuna, accanto a Patrick Mouratoglou, c’è Venus a sostenere la «sorellina». Dall’altra parte c’è Roberta Vinci con i coach Francesco Cinà e Pablo Lozano. Partenza subito in salita per l’azzurra che si ritrova sotto 0-3 e poi 1-4. Nel settimo gioco, però, Serena spedisce un diritto in rete ed il contro-break per Sara arriva (3-4). Nel game successivo Errani va sotto 0-40 e poi perde il servizio (3-5) ma quel che è peggio lamenta un problema alla gamba ed esce dal campo con la fisioterapista. Al rientro la Williams archivia il primo set (6-3). La Errani non si muove, soprattutto verso destra, e Serena vola subito 2-0 anche nel secondo set. Poi un parziale di 15 punti ad uno per l’americana si traduce nel 4-0. Sara prova ad arginare ma non c’è nulla da fare e poco dopo la Williams chiude 6-0. Portare a termine il discorso durante la premiazione per Sara è stata ancora più dura che concludere il match: «Sono rimasta in campo per voi, siete stati un pubblico meraviglioso – ha detto commossa – Mi sarebbe piaciuto tanto giocarmi le mie chance fino in fondo. Sono molto dispiaciuta e spero di tornare il prossimo anno per fare quel passo in più». Da parte sua la Williams, arrivata tra tanti dubbi a Roma dopo il ritiro a Madrid, riparte con un bel biglietto da visita da presentare a Parigi. Al Foro l’americana ha centrato il suo terzo successo in tre finali disputate. Serena regina anche di fair-play: «Mi dispiace tantissimo per Sara», ha detto in un buffo italiano. Sara ha poi provato eroicamente a scendere in campo nella finale del doppio con Roberta Vinci ma le «Cichis» si sono ritirate sul punteggio di 4-0 in favore della ceca Peschke e della slovena Srebotnik. «Sul 3-4 ho sentito un forte dolore alla gamba: forse hanno contribuito le tensioni e la stanchezza di questa settimana – ha spiegato l’azzurra – Ho fatto un’ecografia prima di decidere se giocare il doppio: sono scesa in campo soprattutto per Roberta. Ora scappo a fare una risonanza magnetica per capire l’entità del problema. Sono molto triste, non è stata una giornata facile». Alla Errani resta la consolazione di una settimana super: per lei è il miglior risultato in una stagione che fin qui non l’aveva troppo gratificata. Ora c’è da guardare al futuro. Con ritrovate certezze. (Tiziana Tricarico – Il Mattino)

Che peccato Sarita. Nulla da fare per la Errani nella finale degli Internazionali d’Italia al Foro Italico. La 27enne romagnola, numero 11 Wta e decima testa di serie, è stata battuta per 6-3, 6-0, in un’ora e 11’, dalla statunitense Serena Williams, numero uno del mondo. E dalla sfortuna, piombata addosso all’azzurra sotto forma d’infortunio (stiramento ai flessori della coscia sinistra) sul finire del primo set. Le lacrime di rabbia e delusione che riempiono gli occhioni azzurri di Sara a fine match commuovono il Centrale, che le tributa l’applauso più grande. Il peggior risveglio possibile, un sogno diventato un incubo. A Sara veniva richiesto un miracolo: battere la più forte tennista del mondo. E forse di sempre. Contro la quale non aveva mai vinto nelle sei precedenti sfide, conquistando solo un set (sul cemento di Dubai nel 2009). E lei ci ha provato, almeno fino a quel maledetto ottavo gioco. A poco più di 40 minuti dall’inizio della finale la sfortuna si è materializzata in un problema alla gamba sinistra e l’impresa è diventata una «mission impossible». Sarebbe stato bello se Sarita avesse potuto giocarsi fino in fondo le sue chance ma la preoccupazione adesso è stabilire l’entità dell’infortunio in vista del Roland Garros, dove deve difendere la semifinale dello scorso anno. La cronaca. La Errani, che a Roma si è specializzata in imprese, deve puntare al miracolo. E contro una Serena in versione «blond hair» ce ne vuole uno grande. Enorme, anzi. In tribuna, accanto a Patrick Mouratoglou, c’è Venus a sostenere la «sorellina». Dall’altra parte c’è Roberta Vinci con i coach Francesco Cinà e Pablo Lozano. Partenza subito in salita per l’azzurra che si ritrova sotto 0-3 e poi 1-4. Nel settimo gioco, però, Serena spedisce un diritto in rete ed il contro-break per Sara arriva (3-4). Nel game successivo Errani va sotto 0-40 e poi perde il servizio (3-5) ma quel che è peggio lamenta un problema alla gamba ed esce dal campo con la fisioterapista. Al rientro la Williams archivia il primo set (6-3). La Errani non si muove, soprattutto verso destra, e Serena vola subito 2-0 anche nel secondo set. Poi un parziale di 15 punti ad uno per l’americana si traduce nel 4-0. Sara prova ad arginare ma non c’è nulla da fare e poco dopo la Williams chiude 6-0. Portare a termine il discorso durante la premiazione per Sara è stata ancora più dura che concludere il match: «Sono rimasta in campo per voi, siete stati un pubblico meraviglioso – ha detto commossa – Mi sarebbe piaciuto tanto giocarmi le mie chance fino in fondo. Sono molto dispiaciuta e spero di tornare il prossimo anno per fare quel passo in più». Da parte sua la Williams, arrivata tra tanti dubbi a Roma dopo il ritiro a Madrid, riparte con un bel biglietto da visita da presentare a Parigi. Al Foro l’americana ha centrato il suo terzo successo in tre finali disputate. Serena regina anche di fair-play: «Mi dispiace tantissimo per Sara», ha detto in un buffo italiano. Sara ha poi provato eroicamente a scendere in campo nella finale del doppio con Roberta Vinci ma le «Cichis» si sono ritirate sul punteggio di 4-0 in favore della ceca Peschke e della slovena Srebotnik. «Sul 3-4 ho sentito un forte dolore alla gamba: forse hanno contribuito le tensioni e la stanchezza di questa settimana – ha spiegato l’azzurra – Ho fatto un’ecografia prima di decidere se giocare il doppio: sono scesa in campo soprattutto per Roberta. Ora scappo a fare una risonanza magnetica per capire l’entità del problema. Sono molto triste, non è stata una giornata facile». Alla Errani resta la consolazione di una settimana super: per lei è il miglior risultato in una stagione che fin qui non l’aveva troppo gratificata. Ora c’è da guardare al futuro. Con ritrovate certezze. (Tiziana Tricarico – Il Mattino)