Bologna. Galleria Vitale da Bologna. Luisa Bergamini con “Dreams in the drawers”.

0

Articolo di Maurizio Vitiello – “Dreams in the drawers” con opere di Luisa Bergamini alla Galleria Vitale da Bologna, sino 21 giugno 2014.

 

Venerdi 23 maggio 2014, alle ore 18, alla Galleria Vitale da Bologna, via Fornasini n. 3, Bologna, presentazione delle opere di Luisa Bergamini, con una mostra dal titolo: “DREAMS IN THE DRAWERS”, a cura di Marzio Dall’Acqua.

Queste opere, imperniate sulla memoria, abbracciano il periodo degli ultimi 15 anni di ricerca della grande artista.

Periodo espositivo: 23 maggio – 21 giugno 2014; giovedì, venerdì, sabato, ore 17 – 19.

Luisa Bergamini è un’artista che sta esponendo in tutt’Italia, in questo momento, traendo lodevoli benefici.

Nel suo studio bolognese ricava forme sintetiche; elabora, taglia, sfuma le sue composizioni modulari, che consegnano una vera e profonda presa di coscienza, corroborata da ciò che sedimenta.

E’ attivata, da tempo, sull’artista un’attenzione critica e i suoi lavori eleganti, misurati, puntuali abbracciano il mondo delle coordinate comunicative.

L’artista riesce, con meditato impegno, a definire e a precisare virtualità modulari, a coniugare e a dimensionare tagli estremi, efficaci anche a raggiungere vertigini di memorie.

Le ultime produzioni dell’artista, che ha fatto parte anche del “Movimento Iperspazialista”, hanno sempre inteso sollevare emergenze sociali e curare riflessioni etiche, nonché pulsioni astratte di carattere informale.

Il mondo interiore di Luisa Bergamini ha sempre inseguito, in parallelo, profili d’interesse pubblico.

Da rimando a rimando, da sponda a sponda, da bordo a bordo, l’artista traccia sentieri e percorsi di forte lievito sociale e non manca mai di restringere attenzioni su campi più privati.

La fortuna dell’occhio di Luisa Bergamini incontra silhouettes giuste, curve stimolanti e segmenti calibrati.

Non c’è di meglio, in fondo, che stendere allunghi propositivi da metafore concettuali e rilanciare in serrati spaccati affondi singolari, certi e illuminanti.

Il suo lavoro è anche sulla memoria, in questo caso storica.

Se vediamo i suoi dipinti con diverse  scaffalature trasversali notiamo la mancanza di maniglie nei cassetti riportati che testimonia disagio nell’aprire e trattiene, e non agevola, questi percorsi a ritroso.

In sostanza, i contenitori sono privi di maniglie per simboleggiare la difficoltà ad aprirli e a riproporre, quindi, il passato e le memorie a essi collegati.

L’ultima produzione riporta questi cassetti capovolti o chiusi o aperti, dove ciò che appartiene al passato può fuoriuscire e precipitare o rimanere ancorato al fondo; tutto ciò esprime l’impossibilità ad attuare una liberazione dai trascorsi domestici e di vita che restano, sempre vivi e presenti nel quotidiano con tutte le insidie e con tutte le capaci speranze.

Andare a ritroso bisogna farlo con maturità e senz’altro ci riesce la grande artista Luisa Bergamini.

Mostra da non perdere assolutamente.

 

Maurizio Vitiello

 

Articolo di Maurizio Vitiello – “Dreams in the drawers” con opere di Luisa Bergamini alla Galleria Vitale da Bologna, sino 21 giugno 2014.

 

Venerdi 23 maggio 2014, alle ore 18, alla Galleria Vitale da Bologna, via Fornasini n. 3, Bologna, presentazione delle opere di Luisa Bergamini, con una mostra dal titolo: “DREAMS IN THE DRAWERS”, a cura di Marzio Dall'Acqua.

Queste opere, imperniate sulla memoria, abbracciano il periodo degli ultimi 15 anni di ricerca della grande artista.

Periodo espositivo: 23 maggio – 21 giugno 2014; giovedì, venerdì, sabato, ore 17 – 19.

Luisa Bergamini è un’artista che sta esponendo in tutt’Italia, in questo momento, traendo lodevoli benefici.

Nel suo studio bolognese ricava forme sintetiche; elabora, taglia, sfuma le sue composizioni modulari, che consegnano una vera e profonda presa di coscienza, corroborata da ciò che sedimenta.

E’ attivata, da tempo, sull’artista un’attenzione critica e i suoi lavori eleganti, misurati, puntuali abbracciano il mondo delle coordinate comunicative.

L’artista riesce, con meditato impegno, a definire e a precisare virtualità modulari, a coniugare e a dimensionare tagli estremi, efficaci anche a raggiungere vertigini di memorie.

Le ultime produzioni dell’artista, che ha fatto parte anche del “Movimento Iperspazialista”, hanno sempre inteso sollevare emergenze sociali e curare riflessioni etiche, nonché pulsioni astratte di carattere informale.

Il mondo interiore di Luisa Bergamini ha sempre inseguito, in parallelo, profili d’interesse pubblico.

Da rimando a rimando, da sponda a sponda, da bordo a bordo, l’artista traccia sentieri e percorsi di forte lievito sociale e non manca mai di restringere attenzioni su campi più privati.

La fortuna dell’occhio di Luisa Bergamini incontra silhouettes giuste, curve stimolanti e segmenti calibrati.

Non c’è di meglio, in fondo, che stendere allunghi propositivi da metafore concettuali e rilanciare in serrati spaccati affondi singolari, certi e illuminanti.

Il suo lavoro è anche sulla memoria, in questo caso storica.

Se vediamo i suoi dipinti con diverse  scaffalature trasversali notiamo la mancanza di maniglie nei cassetti riportati che testimonia disagio nell'aprire e trattiene, e non agevola, questi percorsi a ritroso.

In sostanza, i contenitori sono privi di maniglie per simboleggiare la difficoltà ad aprirli e a riproporre, quindi, il passato e le memorie a essi collegati.

L’ultima produzione riporta questi cassetti capovolti o chiusi o aperti, dove ciò che appartiene al passato può fuoriuscire e precipitare o rimanere ancorato al fondo; tutto ciò esprime l’impossibilità ad attuare una liberazione dai trascorsi domestici e di vita che restano, sempre vivi e presenti nel quotidiano con tutte le insidie e con tutte le capaci speranze.

Andare a ritroso bisogna farlo con maturità e senz’altro ci riesce la grande artista Luisa Bergamini.

Mostra da non perdere assolutamente.

 

Maurizio Vitiello