Napoli, festival del gol: travolto il Verona

0

I diecimila bambini, gli unici presenti al San Paolo nella sfida a porte chiuse contro il Verona, si godono lo spettacolo. Un Napoli spumeggiante, in linea con il rendimento di gran parte della stagione: un Napoli da record travolge la squadra di Mandorlini. Sfondato il muro dei cento gol, gli azzurri chiudono l’anno alla quota stratosferica di 104 reti. E la squadra di Rafa raggiunge 78 punti in classifica, uguagliando cioè il record dei punti stabilito l’anno scorso con Mazzarri. Gli azzurri si divertono nell’ultima partita dell’anno, giocano palla a terra e in velocità come nelle giornate migliori. La sfida è a senso unico, un monologo, incisività negli ultimi venti metri, azioni palla a terra sempre a un tocco, spettacolo puro. Il Napoli di Rafa, insomma, quello esaltante delle notti di Champions al San Paolo e degli scontri diretti di campionato contro le grandi a Fuorigrotta. Quello che dovrà ripartire l’anno prossimo a caccia dello scudetto. Si avvera la profezia estiva di Benitez. Gol numero venti per Callejon, una rete storica, la numero cento della stagione azzurra. Lo spagnolo vero uomo rivelazione della stagione, decisivo negli schemi di Rafa. Movimenti giusti, capacità di liberarsi evitando di finire in fuorigioco, si libera e realizza così il gol del vantaggio contro il Verona. Capacità di tagliare dall’esterno verso il centro, abilità nel ricevere palla e girarla sempre a un tocco al compagno più vicino per attivare l’uno-due: l’esterno perfetto per il 4-2-3-1 di Benitez. Una continuità di rendimento straordinaria, lo spagnolo ha mantenuto un livello molto alto per tutta la stagione ed è stato tra i migliori anche contro il Verona sia da un punto di vista tecnico che sotto il profilo atletico. Sostituito in avvio di ripresa da Radosevic con Dzemaili che si sposta nella posizione di trequartista alle spalle della punta. Lo svizzero che lascia poi il posto a Zuniga. Colpisce due volte Zapata. Ancora a segno in questo finale molto positivo di stagione, il colombiano si sta giocando al meglio le sue chances per la riconferma l’anno prossimo da vice Higuain. Segna di piede e di testa contro la squadra di Mandorlini: precisione e ricerca della posizione ideale per far centro. Ora Duvan si muove con maggiore disinvoltura, sta meglio atleticamente ed è entrato nella giusta sintonia con il gioco di Benitez. Soprattutto ha più fiducia nei propri mezzi e non si sente più un estraneo e si nota da come esulta insieme ai compagni, in occasione della sua prima doppietta al San Paolo, dopo quella realizzata a Catania. Il Napoli sviluppa l’azione nel suo modo preferito, palla a terra. Tante manovre tutte di prima, movimento continuo dei centrali di centrocampo (bene Dzemaili e Jorginho) e degli esterni. L’azione della prima rete è la massima espressione del gioco di Benitez: la squadra fa muovere benissimo la palla, poi Dzemaili verticalizza e negli ultimi venti metri Mertens e Callejon confezionano assist e gol. Il Napoli gioca con quest’idea fin dalle prime battute e la mantiene a lungo. Il pallino lo hanno sempre gli azzurri e il Verona non crea mai pericoli a Doblas, anche se Toni è motivato dall’ultimo assalto al trono dei bomber (il suo gol nel primo tempo però è in posizione di fuorigioco). La rete poi la trova Iturbe su punizione (deviazione di Zuniga), uno dei possibili obiettivi di mercato. Mertens contro il Verona gioca da trequartista, alle spalle della punta più avanzata, Zapata. E riesce a fare la differenza anche in posizione più centrale, i primi due assist per i primi due gol di Callejon e Zapata sono due suoi tocchi decisivi. Il folletto belga sta bene atleticamente, imprendibile come nelle serate magiche: si avvicina al Mondiale con il suo Belgio nelle condizioni migliori. La più bella novità, insieme a Callejon, del nuovo Napoli di Benitez. La sua rapidità nell’uno contro uno è fondamentale per creare la superiorità numerica, l’attaccante sprint, quello capace di scardinare le difese avversarie con la sua velocità. E capace di segnare. L’ennesima dimostrazione contro il Verona, una doppietta, il quarto e il quinto gol azzurro: le ultime perle dell’anno. (Roberto Ventre – Il Mattino)  

I diecimila bambini, gli unici presenti al San Paolo nella sfida a porte chiuse contro il Verona, si godono lo spettacolo. Un Napoli spumeggiante, in linea con il rendimento di gran parte della stagione: un Napoli da record travolge la squadra di Mandorlini. Sfondato il muro dei cento gol, gli azzurri chiudono l'anno alla quota stratosferica di 104 reti. E la squadra di Rafa raggiunge 78 punti in classifica, uguagliando cioè il record dei punti stabilito l'anno scorso con Mazzarri. Gli azzurri si divertono nell'ultima partita dell'anno, giocano palla a terra e in velocità come nelle giornate migliori. La sfida è a senso unico, un monologo, incisività negli ultimi venti metri, azioni palla a terra sempre a un tocco, spettacolo puro. Il Napoli di Rafa, insomma, quello esaltante delle notti di Champions al San Paolo e degli scontri diretti di campionato contro le grandi a Fuorigrotta. Quello che dovrà ripartire l'anno prossimo a caccia dello scudetto. Si avvera la profezia estiva di Benitez. Gol numero venti per Callejon, una rete storica, la numero cento della stagione azzurra. Lo spagnolo vero uomo rivelazione della stagione, decisivo negli schemi di Rafa. Movimenti giusti, capacità di liberarsi evitando di finire in fuorigioco, si libera e realizza così il gol del vantaggio contro il Verona. Capacità di tagliare dall'esterno verso il centro, abilità nel ricevere palla e girarla sempre a un tocco al compagno più vicino per attivare l'uno-due: l'esterno perfetto per il 4-2-3-1 di Benitez. Una continuità di rendimento straordinaria, lo spagnolo ha mantenuto un livello molto alto per tutta la stagione ed è stato tra i migliori anche contro il Verona sia da un punto di vista tecnico che sotto il profilo atletico. Sostituito in avvio di ripresa da Radosevic con Dzemaili che si sposta nella posizione di trequartista alle spalle della punta. Lo svizzero che lascia poi il posto a Zuniga. Colpisce due volte Zapata. Ancora a segno in questo finale molto positivo di stagione, il colombiano si sta giocando al meglio le sue chances per la riconferma l'anno prossimo da vice Higuain. Segna di piede e di testa contro la squadra di Mandorlini: precisione e ricerca della posizione ideale per far centro. Ora Duvan si muove con maggiore disinvoltura, sta meglio atleticamente ed è entrato nella giusta sintonia con il gioco di Benitez. Soprattutto ha più fiducia nei propri mezzi e non si sente più un estraneo e si nota da come esulta insieme ai compagni, in occasione della sua prima doppietta al San Paolo, dopo quella realizzata a Catania. Il Napoli sviluppa l'azione nel suo modo preferito, palla a terra. Tante manovre tutte di prima, movimento continuo dei centrali di centrocampo (bene Dzemaili e Jorginho) e degli esterni. L'azione della prima rete è la massima espressione del gioco di Benitez: la squadra fa muovere benissimo la palla, poi Dzemaili verticalizza e negli ultimi venti metri Mertens e Callejon confezionano assist e gol. Il Napoli gioca con quest'idea fin dalle prime battute e la mantiene a lungo. Il pallino lo hanno sempre gli azzurri e il Verona non crea mai pericoli a Doblas, anche se Toni è motivato dall'ultimo assalto al trono dei bomber (il suo gol nel primo tempo però è in posizione di fuorigioco). La rete poi la trova Iturbe su punizione (deviazione di Zuniga), uno dei possibili obiettivi di mercato. Mertens contro il Verona gioca da trequartista, alle spalle della punta più avanzata, Zapata. E riesce a fare la differenza anche in posizione più centrale, i primi due assist per i primi due gol di Callejon e Zapata sono due suoi tocchi decisivi. Il folletto belga sta bene atleticamente, imprendibile come nelle serate magiche: si avvicina al Mondiale con il suo Belgio nelle condizioni migliori. La più bella novità, insieme a Callejon, del nuovo Napoli di Benitez. La sua rapidità nell'uno contro uno è fondamentale per creare la superiorità numerica, l'attaccante sprint, quello capace di scardinare le difese avversarie con la sua velocità. E capace di segnare. L'ennesima dimostrazione contro il Verona, una doppietta, il quarto e il quinto gol azzurro: le ultime perle dell'anno. (Roberto Ventre – Il Mattino)