Piano di Sorrento. Scuola Carlo Amalfi. La ristrutturazione è possibile. Il 27 incontro di Positanonews

0

Il 27 maggio alle 19,30 negli spazi della biblioteca comunale di Piano di Sorrento Positanonews, il giornale della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina, presenta un progetto dell’ingegnere Antonio Elefante che prevede la ristrutturazione della Scuola Carlo Amalfi. Tre project financing per provare a ricostruirla con i privati, cercando di solleticare il loro interesse, falliti nel nulla, senza provare a fare qualcosa di alternativo, come la ristrutturazione molto meno onerosa ma insistendo, invece, sulla ricostruzione (più lucrosa per tecnici e ditte), senza che nessuna perizia, fra le tante esibite e chieste dal Comune, dicesse a chiare lettere che l’unica alternativa possibile fosse la ricostruzione. Una gara per progettare la scuola Carlo Amalfi con l’obbligo di prevedere la demolizione, non dando la possibilità ai concorrenti, come avviene in altre gare del genere, di presentare un progetto con due opzioni, quella che prevede la demolizione e quella che prevede la ristrutturazione. Un’occasione persa anche per poter bocciare definitivamente chi parla di ristrutturazione. Perchè non si è data la possibilità ai progettisti di prevedere due opzioni? Gli stessi vincitori hanno rivelato di aver fatto un quesito al Comune, chiedendo se potessero fare un progetto che prevedesse anche la sola ristrutturazione, con la risposta negativa. I progetti potevano essere redatti prevedendo solo ed esclusivamente la demolizione, escludendo la possibilità di fare progetti che prevedessero una ristrutturazione.

Carlo Amalfi si poteva ristrutturare invece di ricostruire, si poteva e vi sarebbe stato un risparmio enorme per la collettività e un’utilità per i 1447 studenti che compongono la popolazione scolastica carottese e che si trovano in difficoltà. Ora ci si appella a Renzi, dimenticando che lo hanno fatto centinaia di comuni, che i soldi non ci sono e chi lo ha promesso lo ha fatto in campagna elettorale a guida di un Governo precario. La Scuola è stata costruita a regola d’arte per le leggi dell’epoca ed  è diffamatorio e calunnatorio affermare il contrario. I controlli a cui è stata sottoposta non sono stati fatti al 90 per cento delle scuole (quella di fronte delle suore, che è privata, o quella del Nautico, per esempio); seguendo questo criterio dovrebbero essera abbattuti il 90 per cento dei plessi scolastici. In ogni caso in situazioni analoghe sono state fatte ristrutturazioni eccellenti senza colpo ferire. Comunque il nostro scopo non è politico, né di parte. Vogliamo prospettare una ristrutturazione possibile. Una ristrutturazione che si poteva fare da subito e recuperare la scuola in poco tempo.

Come scriveva il Sole24Ore, dei 64.797 edifici scolastici censiti dal Rapporto Ance-Cresme sullo stato del territorio italiano nel 2012 «6.415 sono stati realizzati prima del 1919, 6.026 fra 1919 e 1945, 28.127 tra il 1945 e il 1971. Il 62% del patrimonio ha quindi più di 40 anni e spesso è stato sottoposto male e poco a manutenzione straordinaria. Ma è l’esposizione al rischio a rendere la situazione seria: il 37% degli edifici scolastici si trova in aree ad alto rischio sismico e il 9,6% a elevato rischio idrogeologico. Delle 24.073 scuole localizzate in aree ad alto rischio sismico 4.894 si trovano in Sicilia, 4.872 si trovano in Campania, 3.199 in Calabria».

Insomma, pensare che arrivino i soldi alla Carlo Amalfi per demolirla e costruirla, almeno in tempi brevi ma anche medio-lunghi, è utopico. L’impressione è che si cerchi di perdere tempo, più passa il tempo più si porta a stancare chi vuole una soluzione ragionevole e immediata, con un degrado maggiore della struttura. Nello stesso tempo con i progetti e gli annunci di finanziamenti si distoglie l’opinione pubblica da altri problemi interni, come la Giunta scricchiolante, l’apparato amministrativo, la gestione del quotidiano, etc.

Noi avevamo il diritto-dovere di dire certe cose ai nostri lettori, non abbiamo il potere di cambiare il destino di un paese e di una scuola deciso da chi amministra questa città, votato dai carottesi. Quello che vogliamo presentare grazie all’ingegnere Antonio Elefante, che lo ha fatto gratuitamente, è un progetto che prevede la possibilità che la scuola si possa ristrutturare. Senza scopi politici o di parte. L’informazione si basa sui fatti, la chiusura di una scuola per tanti anni è un fatto, cambiare o decidere il suo destino, contrastare mistificazioni e battage mediatico, non ci interessa. Come non ci interessa essere di parte. Siamo da una sola parte, quella dei cittadini e dei nostri lettori.

Il 27 maggio alle 19,30 negli spazi della biblioteca comunale di Piano di Sorrento Positanonews, il giornale della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina, presenta un progetto dell'ingegnere Antonio Elefante che prevede la ristrutturazione della Scuola Carlo Amalfi. Tre project financing per provare a ricostruirla con i privati, cercando di solleticare il loro interesse, falliti nel nulla, senza provare a fare qualcosa di alternativo, come la ristrutturazione molto meno onerosa ma insistendo, invece, sulla ricostruzione (più lucrosa per tecnici e ditte), senza che nessuna perizia, fra le tante esibite e chieste dal Comune, dicesse a chiare lettere che l'unica alternativa possibile fosse la ricostruzione. Una gara per progettare la scuola Carlo Amalfi con l'obbligo di prevedere la demolizione, non dando la possibilità ai concorrenti, come avviene in altre gare del genere, di presentare un progetto con due opzioni, quella che prevede la demolizione e quella che prevede la ristrutturazione. Un'occasione persa anche per poter bocciare definitivamente chi parla di ristrutturazione. Perchè non si è data la possibilità ai progettisti di prevedere due opzioni? Gli stessi vincitori hanno rivelato di aver fatto un quesito al Comune, chiedendo se potessero fare un progetto che prevedesse anche la sola ristrutturazione, con la risposta negativa. I progetti potevano essere redatti prevedendo solo ed esclusivamente la demolizione, escludendo la possibilità di fare progetti che prevedessero una ristrutturazione.

Carlo Amalfi si poteva ristrutturare invece di ricostruire, si poteva e vi sarebbe stato un risparmio enorme per la collettività e un'utilità per i 1447 studenti che compongono la popolazione scolastica carottese e che si trovano in difficoltà. Ora ci si appella a Renzi, dimenticando che lo hanno fatto centinaia di comuni, che i soldi non ci sono e chi lo ha promesso lo ha fatto in campagna elettorale a guida di un Governo precario. La Scuola è stata costruita a regola d'arte per le leggi dell'epoca ed  è diffamatorio e calunnatorio affermare il contrario. I controlli a cui è stata sottoposta non sono stati fatti al 90 per cento delle scuole (quella di fronte delle suore, che è privata, o quella del Nautico, per esempio); seguendo questo criterio dovrebbero essera abbattuti il 90 per cento dei plessi scolastici. In ogni caso in situazioni analoghe sono state fatte ristrutturazioni eccellenti senza colpo ferire. Comunque il nostro scopo non è politico, né di parte. Vogliamo prospettare una ristrutturazione possibile. Una ristrutturazione che si poteva fare da subito e recuperare la scuola in poco tempo.

Come scriveva il Sole24Ore, dei 64.797 edifici scolastici censiti dal Rapporto Ance-Cresme sullo stato del territorio italiano nel 2012 «6.415 sono stati realizzati prima del 1919, 6.026 fra 1919 e 1945, 28.127 tra il 1945 e il 1971. Il 62% del patrimonio ha quindi più di 40 anni e spesso è stato sottoposto male e poco a manutenzione straordinaria. Ma è l'esposizione al rischio a rendere la situazione seria: il 37% degli edifici scolastici si trova in aree ad alto rischio sismico e il 9,6% a elevato rischio idrogeologico. Delle 24.073 scuole localizzate in aree ad alto rischio sismico 4.894 si trovano in Sicilia, 4.872 si trovano in Campania, 3.199 in Calabria».

Insomma, pensare che arrivino i soldi alla Carlo Amalfi per demolirla e costruirla, almeno in tempi brevi ma anche medio-lunghi, è utopico. L'impressione è che si cerchi di perdere tempo, più passa il tempo più si porta a stancare chi vuole una soluzione ragionevole e immediata, con un degrado maggiore della struttura. Nello stesso tempo con i progetti e gli annunci di finanziamenti si distoglie l'opinione pubblica da altri problemi interni, come la Giunta scricchiolante, l'apparato amministrativo, la gestione del quotidiano, etc.

Noi avevamo il diritto-dovere di dire certe cose ai nostri lettori, non abbiamo il potere di cambiare il destino di un paese e di una scuola deciso da chi amministra questa città, votato dai carottesi. Quello che vogliamo presentare grazie all'ingegnere Antonio Elefante, che lo ha fatto gratuitamente, è un progetto che prevede la possibilità che la scuola si possa ristrutturare. Senza scopi politici o di parte. L'informazione si basa sui fatti, la chiusura di una scuola per tanti anni è un fatto, cambiare o decidere il suo destino, contrastare mistificazioni e battage mediatico, non ci interessa. Come non ci interessa essere di parte. Siamo da una sola parte, quella dei cittadini e dei nostri lettori.