Vico Equense demolizione mostro Alimuri respinta dal TAR la sospensiva alla SICA. Intervento di Elefante

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SPETTABILLa Meta /Vico Equense Sorrento / Penisola sorrentina. Continua l’impegno dell’amministrazione di Vico e dell’Assessore ingegner Elefante per demolire l’ecomostro di Alimuri nella nota sotto  risposta al ricorso n. 2518/2014 presentato dalla SAAN srl propiretaria del fabbricato ecomostro di Alimuri.

In ogni caso il TAR ha già rigettato la richiesta di sospensiva presentata dalla società  in data 12.05.2014 con provvedimento n.802/2014.

Infine entro la fine della prossima settimana verrà approvato il progetto di demolizione e le cui somme sono state già appostate nel Bilancio di previsione dell’anno 2014. cio significa che l’azione intrapresa di voler demolire l’ ecomostro di Alimuri è costante e incalzante.

DIRIGENTE UFFICIO AVVOCATURA

 

OGGETTO : RICORSO AL TAR DELLA SOC. SICA SRL CONTRO IL COMUNE DI VICO EQUENSE

 

Con riferimento al ricorso presentato dalla predetta soc. Sica srl alla disposizione n.8286 del 31.03.2014 si riferisce quanto segue.

Il provvedimento adottato dal dirigente dell’UTC è un provvedimento che discende dalla applicazione diretta dell’art.27 del testo Unico che riserva speciale applicazione sanzionatoria per le opere eseguite e/o in corso di esecuzione in zona sottoposta a vincolo paesaggistico.

La sanzione è di tipo speciale perché, diversamente dalle altre tipologie sanzionatorie pure previste dal citato testo Unico art.31 art.33 , non è previsto l’emissione di alcun Ordine di demolizione  ma è previsto che il Comune provveda direttamente alla demolizione. Nel procedimento disposto dal citato art. 27, quindi, non vi è alcun intervento del privato, e quindi non necessita la emissione di un Ordine di fare ma al più una necessaria informativa dell’agire nel momento in cui il Comune sarà dotato degli strumenti tecnico amministrativi per poter operare la esecuzione.

Di tale speciale Istituto , recentemente il Tar Campania sez. VII con sentenza n. 2473/2013 , ha avuto modo di esplicitare portata e modalità applicative alle diverse fattispecie di abuso.  Per cui è acclarato che in zona sottoposta a vincolo paesaggistico l’unico provvedimento sanzionatorio previsto è solo quello della demolizione eseguita dal Comune.

Di tanto vi è ratio in quanto per la applicazione dell’art.31 e 33 è anche prevista la possibilità di poter accedere all’accertamento di conformità previsto dagli art. 36 e 37 .. nel mentre in zona sottoposta a vincolo paesaggistico non è mai ammessa la sanatoria o accertamento di compatibilià urbanistico. L’unica sanatoria paesaggistica è quella consentibile per le opere che non hanno comportato esecuzione ne di superfici e ne di volumi (art.167 DlLvo 42/2004). Per cui non essendo prevista la sanatoria in sona sottoposta a vincolo paesaggistico non esiste altra scelta per la Pubblica Amministrazione che eseguire la demolizione.

Detto questo e dato per certo che la applicazione dell’art.27 è l’unico possibile ed è corretto, mi premeva di parlare del contenuto del provvedimento.

Il provvedimento adottato dl dirigente in applicazione dell’atto di indirizzo fornito dalla G.M. pone il suo assioma su un fatto.

L’opera realizzata è conforme o meno al titolo paesaggistico rilasciato ?

Orbene, l’accertamento tecnico ripetibile e non smentito dalla Sica srl , ha condotto ad un risultato incontrovertibile e che le opere sono prive di conformità. Se sono prive di conformità sono paesaggisticamente illegittime e vanno sanzionate.

Non a caso si è scelta la strada paesaggistica e non quella urbanistica.

Tenga presente che i profili di legittimità di una costruzione vanno ricercati sempre in due elementi fondamentali

LEGITTIMITA DEL TITOLO

CONFOrMITA DELLE OPERE

Sulla Legittimità del titolo edilizio  non è stato assolutamente eccepito nulla proprio per non incorrere nell’errore di entrare in un meccanismo di cosa giudicata ( anche se giudicata parzialmente e male) che avrebbe esposto il provvedimento a sicura deblezza. Per cui sulla legittimità delel licenze edilizie che hanno visto 40 anni di tribunali discutere di tanto, non si fa alcuna eccezione e non riguarda il provvedimento emesso.
Sulla conformità delle opere al titolo paesaggistico ( ed in parte anche a quello edilizio) nessuno mai ha speso un solo rigo e giammai è stato eccepito tale profilo. Per cui non esiste alcun giudicato che parli di conformità o non conformità paesaggistica delle opere realizzate. Chiunque oggi prendesse in esame l’immobile e lo confrontasse con il titolo paesaggistico ne dovrebbe dedurre necessariamente la non conformità . Per cui è questo e solo questo il punto nodale della vicenda e che nessuno potrà mai smentire.

La accertata difformità delle opere non puo che portare alla conclusione che le opere sono illegittime  e tutto quanto deciso e/o accordata su tale manufatto è minato da tale presupposto.

Non vi è accordo che tenga allorquando le opere sono state accertate come difformi ed illegittime (di poi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico le opere e le eventuali difformità vengono sempre considerate variazioni essenziali ).

L’accordo siglata nel lontano 2007 poiché basato su tale falso presupposto della legittimità e senza dubbio illegittimo ed illecito tenuto conto che giammai al privato avrebbero potuto essere riconosciuti i diritti frutto di tale accordo (spostamento del volume illegittimo, risarcimento, etc…).

 

A conclusione del procedimento di natura interna che si concluderà con la individuazione dell’impresa esecutrice che opererà la demolizione , alla parte verrà dato informazione che l’area (per altro sottoposta a sequestro e quindi non nella disponibilità della parte proprietaria) verrà occupata coattivamente anche con l’ausilio della forza pubblica per dare esecuzione al provvedimento demolitorio di sposto in virtu della applicazione dell’art.27 del T.U.

Non credo che altro debba essere fatto per partecipare il privato nell’azione demolitoria.

 

Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento ritenesse necessario

 

Antonio elefante

SPETTABILLa Meta /Vico Equense Sorrento / Penisola sorrentina. Continua l'impegno dell'amministrazione di Vico e dell'Assessore ingegner Elefante per demolire l'ecomostro di Alimuri nella nota sotto  risposta al ricorso n. 2518/2014 presentato dalla SAAN srl propiretaria del fabbricato ecomostro di Alimuri.

In ogni caso il TAR ha già rigettato la richiesta di sospensiva presentata dalla società  in data 12.05.2014 con provvedimento n.802/2014.

Infine entro la fine della prossima settimana verrà approvato il progetto di demolizione e le cui somme sono state già appostate nel Bilancio di previsione dell'anno 2014. cio significa che l'azione intrapresa di voler demolire l' ecomostro di Alimuri è costante e incalzante.

DIRIGENTE UFFICIO AVVOCATURA

 

OGGETTO : RICORSO AL TAR DELLA SOC. SICA SRL CONTRO IL COMUNE DI VICO EQUENSE

 

Con riferimento al ricorso presentato dalla predetta soc. Sica srl alla disposizione n.8286 del 31.03.2014 si riferisce quanto segue.

Il provvedimento adottato dal dirigente dell’UTC è un provvedimento che discende dalla applicazione diretta dell’art.27 del testo Unico che riserva speciale applicazione sanzionatoria per le opere eseguite e/o in corso di esecuzione in zona sottoposta a vincolo paesaggistico.

La sanzione è di tipo speciale perché, diversamente dalle altre tipologie sanzionatorie pure previste dal citato testo Unico art.31 art.33 , non è previsto l’emissione di alcun Ordine di demolizione  ma è previsto che il Comune provveda direttamente alla demolizione. Nel procedimento disposto dal citato art. 27, quindi, non vi è alcun intervento del privato, e quindi non necessita la emissione di un Ordine di fare ma al più una necessaria informativa dell’agire nel momento in cui il Comune sarà dotato degli strumenti tecnico amministrativi per poter operare la esecuzione.

Di tale speciale Istituto , recentemente il Tar Campania sez. VII con sentenza n. 2473/2013 , ha avuto modo di esplicitare portata e modalità applicative alle diverse fattispecie di abuso.  Per cui è acclarato che in zona sottoposta a vincolo paesaggistico l’unico provvedimento sanzionatorio previsto è solo quello della demolizione eseguita dal Comune.

Di tanto vi è ratio in quanto per la applicazione dell’art.31 e 33 è anche prevista la possibilità di poter accedere all’accertamento di conformità previsto dagli art. 36 e 37 .. nel mentre in zona sottoposta a vincolo paesaggistico non è mai ammessa la sanatoria o accertamento di compatibilià urbanistico. L’unica sanatoria paesaggistica è quella consentibile per le opere che non hanno comportato esecuzione ne di superfici e ne di volumi (art.167 DlLvo 42/2004). Per cui non essendo prevista la sanatoria in sona sottoposta a vincolo paesaggistico non esiste altra scelta per la Pubblica Amministrazione che eseguire la demolizione.

Detto questo e dato per certo che la applicazione dell’art.27 è l’unico possibile ed è corretto, mi premeva di parlare del contenuto del provvedimento.

Il provvedimento adottato dl dirigente in applicazione dell’atto di indirizzo fornito dalla G.M. pone il suo assioma su un fatto.

L’opera realizzata è conforme o meno al titolo paesaggistico rilasciato ?

Orbene, l’accertamento tecnico ripetibile e non smentito dalla Sica srl , ha condotto ad un risultato incontrovertibile e che le opere sono prive di conformità. Se sono prive di conformità sono paesaggisticamente illegittime e vanno sanzionate.

Non a caso si è scelta la strada paesaggistica e non quella urbanistica.

Tenga presente che i profili di legittimità di una costruzione vanno ricercati sempre in due elementi fondamentali

LEGITTIMITA DEL TITOLO

CONFOrMITA DELLE OPERE

  • Sulla Legittimità del titolo edilizio  non è stato assolutamente eccepito nulla proprio per non incorrere nell’errore di entrare in un meccanismo di cosa giudicata ( anche se giudicata parzialmente e male) che avrebbe esposto il provvedimento a sicura deblezza. Per cui sulla legittimità delel licenze edilizie che hanno visto 40 anni di tribunali discutere di tanto, non si fa alcuna eccezione e non riguarda il provvedimento emesso.
  • Sulla conformità delle opere al titolo paesaggistico ( ed in parte anche a quello edilizio) nessuno mai ha speso un solo rigo e giammai è stato eccepito tale profilo. Per cui non esiste alcun giudicato che parli di conformità o non conformità paesaggistica delle opere realizzate. Chiunque oggi prendesse in esame l’immobile e lo confrontasse con il titolo paesaggistico ne dovrebbe dedurre necessariamente la non conformità . Per cui è questo e solo questo il punto nodale della vicenda e che nessuno potrà mai smentire.

La accertata difformità delle opere non puo che portare alla conclusione che le opere sono illegittime  e tutto quanto deciso e/o accordata su tale manufatto è minato da tale presupposto.

Non vi è accordo che tenga allorquando le opere sono state accertate come difformi ed illegittime (di poi in zona sottoposta a vincolo paesaggistico le opere e le eventuali difformità vengono sempre considerate variazioni essenziali ).

L’accordo siglata nel lontano 2007 poiché basato su tale falso presupposto della legittimità e senza dubbio illegittimo ed illecito tenuto conto che giammai al privato avrebbero potuto essere riconosciuti i diritti frutto di tale accordo (spostamento del volume illegittimo, risarcimento, etc…).

 

A conclusione del procedimento di natura interna che si concluderà con la individuazione dell’impresa esecutrice che opererà la demolizione , alla parte verrà dato informazione che l’area (per altro sottoposta a sequestro e quindi non nella disponibilità della parte proprietaria) verrà occupata coattivamente anche con l’ausilio della forza pubblica per dare esecuzione al provvedimento demolitorio di sposto in virtu della applicazione dell’art.27 del T.U.

Non credo che altro debba essere fatto per partecipare il privato nell’azione demolitoria.

 

Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento ritenesse necessario

 

Antonio elefante