Striscioni e cori anti-Napoli, solo una multa alla Roma

0

Gli ispettori federali non hanno sentito bene. Qualcosa hanno visto, ma non vi hanno dato il peso che invece tutti gli altri – con la procura di Roma in testa che ha aperto un fascicolo – hanno invece dato. Mentre l’Italia calcistica si indigna per gli striscioni in Curva Sud e per i cori inneggianti all’eruzione del Vesuvio (che in un clima del genere non lasciano più il dubbio che si tratti di sfottò da stadio), gli 007 di Stefano Palazzi a bordo campo si dividevano in due fazioni: quelli che i cori partiti da circa 2.000 sostenitori della Nord li hanno uditi (e annotati) e gli altri dalla parte opposta del campo che non si sono accorti di nulla. E dunque, questa volta l’Olimpico viene risparmiato. Nessuna chiusura di un settore, neppure con la formula trita e ritrita della sospensiva (quella che hanno affibbiato alla Curva dell’Atalanta per il lancio delle banane verso Constant) ma solo una multa da 50mila euro. Non c’è dubbio che ci sia un tariffario da curva che ogni volta lascia esterrefatti. In questo caso Tosel (che è una sorta di notaio: applica le sanzioni in base ai rapporti che gli arrivano) non segue proprio la linea della tolleranza zero. Quando invece un po’ tutti adesso, giustamente, la invocano. L’invito al risveglio del Vesuvio vale di solito mezzo stadio chiuso. Se si aggiungono quegli striscioni («Napoletani infame» e «Forza Daniele») e quei cori, la mannaia sembrava scontata. E invece, a sorpresa, la relazione degli ispettori della Figc è soft. Ecco cosa scrive il giudice sportivo nella motivazione: «Letta la relazione dei collaboratori della Procura federale nella quale, tra l’altro, si riferisce che al 35? del secondo tempo circa duemila sostenitori della società giallorossa, presenti nel settore dello stadio denominato “Curva Nord”, avevano intonato il coro “lavali, lavali, lavali col fuoco o Vesuvio lavali con il fuoco”, inequivocabilmente espressivo di discriminazione per motivi di origine territoriale; considerato che tale biasimevole coro era stato percepito soltanto in alcune zone dello stadio (e non in corrispondenza della Curva Sud), come puntualizzato dai collaboratori federali, strategicamente posizionati nel recinto di gioco, ne consegue la sua irrilevanza disciplinare ex art.11 n. 3 CGS, per carenza del requisito della reale e diffusa “percettibilità”. La società Roma, a titolo di responsabilità oggettiva, deve altresì essere sanzionata per ulteriori deprecabili comportamenti dei suoi sostenitori… come l’esposizione nel corso della gara nei settori denominati “Curva Nord” e “Curva Sud” di alcuni striscioni (“Daje Daniè”, “Forza Daniele”, “Napoletano Infame”), inequivocabilmente oltraggiosi ed incitanti alla violenza per l’evidente riferimento ai sanguinosi fatti della finale della Tim Cup». Totale: 50mila euro di sanzione. In mattinata, a proposito dello spettacolo dell’Olimpico, il questore di Napoli Guido Marino aveva spiegato: «L’attenzione delle forze di polizia è sufficientemente elevata. Ma siamo sicuri che sia adeguatamente alta l’attenzione del legislatore? Tutte le tifoserie vanno punite in maniera esemplare, senza pensare di scimmiottare i Paesi stranieri: in tutti i Paesi esteri chi sbaglia va in galera e ci rimane. Non capisco per quale motivo questo non possa accadere in Italia. Questo incoraggia i violenti». Il sindaco de Magistris invita i tifosi azzurri a volare alto: «Di fronte a quello che è accaduto all’Olimpico noi napoletani dobbiamo reagire con superiorità, dare una grande prova di superiorità morale, di passione e orgoglio senza cedere a provocazioni». Deluso il papà di Ciro, Giovanni Esposito: «Quei tifosi si devono vergognare». Intanto il Napoli ha inoltrato ricorso contro la chiusura del San Paolo per due giornate. La decisione entro venerdì mattina. (Pino Taormina – Il Mattino)

Gli ispettori federali non hanno sentito bene. Qualcosa hanno visto, ma non vi hanno dato il peso che invece tutti gli altri – con la procura di Roma in testa che ha aperto un fascicolo – hanno invece dato. Mentre l’Italia calcistica si indigna per gli striscioni in Curva Sud e per i cori inneggianti all’eruzione del Vesuvio (che in un clima del genere non lasciano più il dubbio che si tratti di sfottò da stadio), gli 007 di Stefano Palazzi a bordo campo si dividevano in due fazioni: quelli che i cori partiti da circa 2.000 sostenitori della Nord li hanno uditi (e annotati) e gli altri dalla parte opposta del campo che non si sono accorti di nulla. E dunque, questa volta l’Olimpico viene risparmiato. Nessuna chiusura di un settore, neppure con la formula trita e ritrita della sospensiva (quella che hanno affibbiato alla Curva dell’Atalanta per il lancio delle banane verso Constant) ma solo una multa da 50mila euro. Non c’è dubbio che ci sia un tariffario da curva che ogni volta lascia esterrefatti. In questo caso Tosel (che è una sorta di notaio: applica le sanzioni in base ai rapporti che gli arrivano) non segue proprio la linea della tolleranza zero. Quando invece un po’ tutti adesso, giustamente, la invocano. L’invito al risveglio del Vesuvio vale di solito mezzo stadio chiuso. Se si aggiungono quegli striscioni («Napoletani infame» e «Forza Daniele») e quei cori, la mannaia sembrava scontata. E invece, a sorpresa, la relazione degli ispettori della Figc è soft. Ecco cosa scrive il giudice sportivo nella motivazione: «Letta la relazione dei collaboratori della Procura federale nella quale, tra l’altro, si riferisce che al 35? del secondo tempo circa duemila sostenitori della società giallorossa, presenti nel settore dello stadio denominato “Curva Nord”, avevano intonato il coro “lavali, lavali, lavali col fuoco o Vesuvio lavali con il fuoco”, inequivocabilmente espressivo di discriminazione per motivi di origine territoriale; considerato che tale biasimevole coro era stato percepito soltanto in alcune zone dello stadio (e non in corrispondenza della Curva Sud), come puntualizzato dai collaboratori federali, strategicamente posizionati nel recinto di gioco, ne consegue la sua irrilevanza disciplinare ex art.11 n. 3 CGS, per carenza del requisito della reale e diffusa “percettibilità”. La società Roma, a titolo di responsabilità oggettiva, deve altresì essere sanzionata per ulteriori deprecabili comportamenti dei suoi sostenitori… come l’esposizione nel corso della gara nei settori denominati “Curva Nord” e “Curva Sud” di alcuni striscioni (“Daje Daniè”, “Forza Daniele”, “Napoletano Infame”), inequivocabilmente oltraggiosi ed incitanti alla violenza per l’evidente riferimento ai sanguinosi fatti della finale della Tim Cup». Totale: 50mila euro di sanzione. In mattinata, a proposito dello spettacolo dell’Olimpico, il questore di Napoli Guido Marino aveva spiegato: «L’attenzione delle forze di polizia è sufficientemente elevata. Ma siamo sicuri che sia adeguatamente alta l'attenzione del legislatore? Tutte le tifoserie vanno punite in maniera esemplare, senza pensare di scimmiottare i Paesi stranieri: in tutti i Paesi esteri chi sbaglia va in galera e ci rimane. Non capisco per quale motivo questo non possa accadere in Italia. Questo incoraggia i violenti». Il sindaco de Magistris invita i tifosi azzurri a volare alto: «Di fronte a quello che è accaduto all'Olimpico noi napoletani dobbiamo reagire con superiorità, dare una grande prova di superiorità morale, di passione e orgoglio senza cedere a provocazioni». Deluso il papà di Ciro, Giovanni Esposito: «Quei tifosi si devono vergognare». Intanto il Napoli ha inoltrato ricorso contro la chiusura del San Paolo per due giornate. La decisione entro venerdì mattina. (Pino Taormina – Il Mattino)

Lascia una risposta