Maiori, salvato Capriolo

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Maiori, Costiera amalfitana È stato notato, in località Vecite, una delle frazioni di Maiori, mentre si abbeverava nel corso d’acqua che attraversa la cittadina. E, naturalmente, il suo avvistamento ha provocato tanta curiosità, perché non è da tutti i giorni imbattersi in un capriolo in Costiera amalfitana. Perciò è stato dato l’allarme e, nel più breve tempo possibile, s’è attivata la macchina predisposta per le emergenze di questo tipo. Nel luogo del ritrovamento, infatti, sono giunti i Vigili del fuoco del distaccamento di Maiori, il responsabile veterinario dell’Asl, Gaetano Bove, i volontari della locale Protezione civile, supervisionati da Nicola Mammato, e l’addetto della comunità montana, Silvestro Ferrara. Catturare l’esemplare, tuttavia, non è stato semplice, sono state necessarie oltre due ore di “caccia”, per bloccare il cervide, che presentava una ferita al collo causata da un laccio. Con pazienza e cercando di non provocargli ulteriori danni, il capriolo è stato immobilizzato con una rete. Poi è stato visitato dal veterinario, che ha curato il taglio ed ha effettuato anche un prelievo ematico. Constatate le ottime condizioni, una volta medicata la lacerazione, il capriolo è stato liberato in località Demanio. Molto probabilmente il giovane esemplare proveniva da un allevamento o, come qualcuno ha ipotizzato, potrebbe essersi spinto sul comprensorio amalfitano dal parco naturale dell Wwf, Diecimare. Gaetano de Stefano

Maiori, Costiera amalfitana È stato notato, in località Vecite, una delle frazioni di Maiori, mentre si abbeverava nel corso d’acqua che attraversa la cittadina. E, naturalmente, il suo avvistamento ha provocato tanta curiosità, perché non è da tutti i giorni imbattersi in un capriolo in Costiera amalfitana. Perciò è stato dato l’allarme e, nel più breve tempo possibile, s’è attivata la macchina predisposta per le emergenze di questo tipo. Nel luogo del ritrovamento, infatti, sono giunti i Vigili del fuoco del distaccamento di Maiori, il responsabile veterinario dell’Asl, Gaetano Bove, i volontari della locale Protezione civile, supervisionati da Nicola Mammato, e l’addetto della comunità montana, Silvestro Ferrara. Catturare l’esemplare, tuttavia, non è stato semplice, sono state necessarie oltre due ore di “caccia”, per bloccare il cervide, che presentava una ferita al collo causata da un laccio. Con pazienza e cercando di non provocargli ulteriori danni, il capriolo è stato immobilizzato con una rete. Poi è stato visitato dal veterinario, che ha curato il taglio ed ha effettuato anche un prelievo ematico. Constatate le ottime condizioni, una volta medicata la lacerazione, il capriolo è stato liberato in località Demanio. Molto probabilmente il giovane esemplare proveniva da un allevamento o, come qualcuno ha ipotizzato, potrebbe essersi spinto sul comprensorio amalfitano dal parco naturale dell Wwf, Diecimare. Gaetano de Stefano