Positano. Sacri serpenti

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Ciò che mi ha assai commosso questo inverno è stato vedere un giovane biacco (Hierophis viridiflavus) mentre si godeva un raro e mite raggio di sole durante qualche pomeriggio di febbraio, tutto raggomitolato su se stesso, quieto e dal dolcissimo aspetto, vicino alla sua tana, tra foglie secche ed erba. Non è fuggito muovendosi come una sferza, né ha sibilato mentre gli passavo vicino.

L’estate scorsa ho assistito a qualcosa di favoloso che è durato per almeno un quarto d’ora. Il corteggiamento di due saettoni (Zamenis longissimus) a un metro dalla mia dimora, sul muro tra piante acquatiche. Uno stupore reverenziale mi riempie nel vedere queste creature, il cui mondo esisteva così tanto prima della storia umana. Creature selvatiche che appartengono all’ordine della natura ed i cui occhi sono come specchi della vita prima che noi apparissimo sulla scena.

Facile è parlare di mitologia, alchimia e magia, ma molto più difficile è amare e riverire queste creature senza tempo.

 

SACRED SNAKES

A thing that touched my heart last Winter, was seeing a young black snake (Hierophis viridiflavus) basking in a rare and brief spot of sunlight during some afternoons in February, all curled on itself, quiet and as sweet as could be, near its den, amongst dry leaves and grass. Nor did it run away in a hurry like a whiplash, nor did it hiss at me as I was passing by.

Last Summer I witnessed something fabulous that lasted for a good quarter of an hour. The courtship of two golden snakes (Zamenis longissimus) one meter away from my home, on the wall amongst reeds. I’m filled with awe seeing these creatures, whose world existed so long before human history. Wild creatures that belong to the order of Nature and whose eyes are like mirrors of the life before we came along.

Easy is to talk about mythology, alchemy and magic, but much more difficult is to love and revere these timeless creatures.

Gianni Menichetti, ‘Il Porto’, Positano

Foto Joanna Pallaris

 

Ciò che mi ha assai commosso questo inverno è stato vedere un giovane biacco (Hierophis viridiflavus) mentre si godeva un raro e mite raggio di sole durante qualche pomeriggio di febbraio, tutto raggomitolato su se stesso, quieto e dal dolcissimo aspetto, vicino alla sua tana, tra foglie secche ed erba. Non è fuggito muovendosi come una sferza, né ha sibilato mentre gli passavo vicino.

L'estate scorsa ho assistito a qualcosa di favoloso che è durato per almeno un quarto d'ora. Il corteggiamento di due saettoni (Zamenis longissimus) a un metro dalla mia dimora, sul muro tra piante acquatiche. Uno stupore reverenziale mi riempie nel vedere queste creature, il cui mondo esisteva così tanto prima della storia umana. Creature selvatiche che appartengono all'ordine della natura ed i cui occhi sono come specchi della vita prima che noi apparissimo sulla scena.

Facile è parlare di mitologia, alchimia e magia, ma molto più difficile è amare e riverire queste creature senza tempo.

 

SACRED SNAKES

A thing that touched my heart last Winter, was seeing a young black snake (Hierophis viridiflavus) basking in a rare and brief spot of sunlight during some afternoons in February, all curled on itself, quiet and as sweet as could be, near its den, amongst dry leaves and grass. Nor did it run away in a hurry like a whiplash, nor did it hiss at me as I was passing by.

Last Summer I witnessed something fabulous that lasted for a good quarter of an hour. The courtship of two golden snakes (Zamenis longissimus) one meter away from my home, on the wall amongst reeds. I'm filled with awe seeing these creatures, whose world existed so long before human history. Wild creatures that belong to the order of Nature and whose eyes are like mirrors of the life before we came along.

Easy is to talk about mythology, alchemy and magic, but much more difficult is to love and revere these timeless creatures.

Gianni Menichetti, 'Il Porto', Positano

Foto Joanna Pallaris

 

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