GRAGNANO, INELEGGIBILITA’ DI CIMMINO, SI ALZA LO SCONTRO

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Gragnano. Salgono i toni dello scontro a due settimane dal voto. Ed è ancora il caso della presunta ineleggibilità di Paolo Cimmino (Udc e 7 liste civiche) a tenere banco in città. Gli aspiranti sindaci sono sempre più divisi infatti sull’interpretazione di una normativa prevista dal Tuel (testo unico enti locali), che rende incompatibile la carica di primo cittadino con quella di amministratore legale di una società convenzionata con l’Asl, rivestita in passato da Cimmino. «A noi questa vicenda appare sempre più kafkiana – afferma Silvana Somma, candidato sindaco del centrosinistra -. Sebbene sia reso in bella forma e da una firma autorevole, il parere di parte esibito nei giorni scorsi da Paolo Cimmino non sposta di una virgola i termini della questione. Come abbiamo già ribadito più volte, tutto ruota attorno all’atto delle dimissioni che a questo punto continuano a rimanere un oggetto misterioso, compreso per il professore che ha reso il parere in astratto, senza tener conto di “quando” e “cosa” sia stato scritto in quel documento. Infatti, Cimmino si professa sicuro di sé, ma non se la sente di esibire, nemmeno al suo avvocato difensore, la prova regina che renderebbe sicuri anche noi che stiamo partecipando ad una competizione elettorale regolare e trasparente». La polemica dunque continua. «Non si può continuare a minimizzare questa vicenda – continua la Somma -, perché pregiudica la possibilità stessa per i cittadini di scegliere un sindaco per i prossimi 5 anni. Tutto questo a causa dell’incompetenza del suo cerchio magico, che ambisce a governare Gragnano quando non è stato capace neppure di governare ordinatamente gli adempimenti elettorali del proprio candidato sindaco». Non si è fatta attendere tuttavia la replica. È stato lo stesso Cimmino ieri sera, nel corso della presentazione ufficiale dei candidati tenutasi presso la struttura Villa dei Cesari, a leggere il parere di un noto docente universitario di diritto amministrativo. Secondo il legale se, come nel caso di Cimmino, queste funzioni di amministratore della società non ci sono più, verrebbe a mancare anche la possibile «sanzione». «In mancanza di esercizio di funzioni non ha, infatti, ragione d’essere alcun divieto, in quanto insuscettibile di attribuire al candidato una posizione di primaria nella competizione elettorale – ha spiegato Cimmino -. L’ineleggibilità è configurabile solo quando continua l’esercizio concreto di funzioni gestorie al momento della presentazione delle candidature. Cosa che, nel mio caso, non è avvenuta avendo rinunciato all’incarico, con dimissioni ufficiali, ben prima della scadenza della presentazione delle liste». Anche Mario D’Apuzzo intanto, candidato sindaco del centrodestra, ha chiesto di fare chiarezza al leader dell’Udc. «Bisogna sgombrare il campo da ogni equivoco – ha affermato l’esponente di Forza Italia -, perché Gragnano ha bisogno di un sindaco a tempo pieno. Per quanto ci riguarda, stiamo riscontrando un grande interesse tra i cittadini in una campagna elettorale intensa, che ci porterà grandi soddisfazioni». E prosegue il tour elettorale nei quartieri cittadini anche di Biagio Galizia (Sinistra e Libertà) e Mario Lauritano, candidato di Fratelli d’Italia. Francesco Fusco , Il Mattino

Gragnano. Salgono i toni dello scontro a due settimane dal voto. Ed è ancora il caso della presunta ineleggibilità di Paolo Cimmino (Udc e 7 liste civiche) a tenere banco in città. Gli aspiranti sindaci sono sempre più divisi infatti sull’interpretazione di una normativa prevista dal Tuel (testo unico enti locali), che rende incompatibile la carica di primo cittadino con quella di amministratore legale di una società convenzionata con l’Asl, rivestita in passato da Cimmino. «A noi questa vicenda appare sempre più kafkiana – afferma Silvana Somma, candidato sindaco del centrosinistra -. Sebbene sia reso in bella forma e da una firma autorevole, il parere di parte esibito nei giorni scorsi da Paolo Cimmino non sposta di una virgola i termini della questione. Come abbiamo già ribadito più volte, tutto ruota attorno all’atto delle dimissioni che a questo punto continuano a rimanere un oggetto misterioso, compreso per il professore che ha reso il parere in astratto, senza tener conto di “quando” e “cosa” sia stato scritto in quel documento. Infatti, Cimmino si professa sicuro di sé, ma non se la sente di esibire, nemmeno al suo avvocato difensore, la prova regina che renderebbe sicuri anche noi che stiamo partecipando ad una competizione elettorale regolare e trasparente». La polemica dunque continua. «Non si può continuare a minimizzare questa vicenda – continua la Somma -, perché pregiudica la possibilità stessa per i cittadini di scegliere un sindaco per i prossimi 5 anni. Tutto questo a causa dell’incompetenza del suo cerchio magico, che ambisce a governare Gragnano quando non è stato capace neppure di governare ordinatamente gli adempimenti elettorali del proprio candidato sindaco». Non si è fatta attendere tuttavia la replica. È stato lo stesso Cimmino ieri sera, nel corso della presentazione ufficiale dei candidati tenutasi presso la struttura Villa dei Cesari, a leggere il parere di un noto docente universitario di diritto amministrativo. Secondo il legale se, come nel caso di Cimmino, queste funzioni di amministratore della società non ci sono più, verrebbe a mancare anche la possibile «sanzione». «In mancanza di esercizio di funzioni non ha, infatti, ragione d’essere alcun divieto, in quanto insuscettibile di attribuire al candidato una posizione di primaria nella competizione elettorale – ha spiegato Cimmino -. L’ineleggibilità è configurabile solo quando continua l’esercizio concreto di funzioni gestorie al momento della presentazione delle candidature. Cosa che, nel mio caso, non è avvenuta avendo rinunciato all'incarico, con dimissioni ufficiali, ben prima della scadenza della presentazione delle liste». Anche Mario D’Apuzzo intanto, candidato sindaco del centrodestra, ha chiesto di fare chiarezza al leader dell’Udc. «Bisogna sgombrare il campo da ogni equivoco – ha affermato l’esponente di Forza Italia -, perché Gragnano ha bisogno di un sindaco a tempo pieno. Per quanto ci riguarda, stiamo riscontrando un grande interesse tra i cittadini in una campagna elettorale intensa, che ci porterà grandi soddisfazioni». E prosegue il tour elettorale nei quartieri cittadini anche di Biagio Galizia (Sinistra e Libertà) e Mario Lauritano, candidato di Fratelli d’Italia. Francesco Fusco , Il Mattino