POMPEI SACCHEGGIATO BUS DI GIAPPONESI, DERUBATI DI TUTTO

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 Pompei. È stato un viaggio nella città degli scavi con un finale da incubo per un gruppo di facoltosi turisti giapponesi. Mentre pranzavano in un ristorante, al confine tra Pompei e Scafati, il bus turistico che li ha accompagnati nel tour è stato saccheggiato da una banda di balordi. È stato utilizzato dell’acido per sciogliere la serratura del portabagagli del pullman, dal quale sono state rubate quattordici valigie con all’interno valori per 10mila euro. Gioielli, orologi, tablet, iPad, computer portatili ed altri beni costosi. «È stata una esperienza da dimenticare – racconta Roberto D’Agostino, titolare dell’agenzia di noleggio di bus turistici di Giugliano, la D’Agostino Tour, che ha trasportato la sfortunata comitiva – abbiamo fatto una pessima figura con un paese come il Giappone che concentra, nella sola Campania, il 90 percento del suo indotto turistico. Episodi del genere, anche se negativi, vanno segnalati perché chi di dovere deve intervenire. Ecco perché ho deciso di contattare il vostro giornale. Dopo la pubblicazione dell’episodio criminale avvenuto a Pompei, ai danni di un mio bus, mi hanno contattato altri cinque colleghi, due di Sorrento e tre di Roma, affermando di essere stati derubati con lo stesso modus operandi nella stessa città e mentre pranzavano nello stesso ristorante». È amareggiato e arrabbiato il giovane imprenditore che, dimostrando coraggio, ha voluto investire in un territorio difficile, come quello dell’hinterland napoletano, nonostante la crisi e l’alto tasso di criminalità, pur di non voltare le spalle alla sua terra. La triste vicenda, che ha segnato un altro capitolo negativo nella storia del turismo internazionale di Pompei, è avvenuta lo scorso 30 aprile. La notizia, però, è stata divulgata solo ieri dall’imprenditore D’Agostino. Al termine di un suggestivo tour nella perla dell’archeologica mondiale, il bus con a bordo il gruppo di visitatori giapponesi si è fermato a pranzare in un ristorante del viale Unità D’Italia. Dal veicolo è sceso anche il conducente. «A Napoli l’autista è sacro – spiega D’Agostino – i ristoratori li invitano a scendere e gli offrono il pranzo. Questo è un trucco dei titolari dei locali affinché gli autisti portino il gruppo a pranzo nel loro ristorante, quando non c’è stata già una prenotazione da parte dell’agenzia. Nel caso specifico di Pompei è stata l’agenzia di viaggi alla quale si erano rivolti i giapponesi, a prenotare in quel ristorante dove si è verificato il furto». Sul caso stanno indagando gli uomini del commissariato pompeiano agli ordini del vicequestore aggiunto Maria Rosaria Romano. L’autista, infatti, dopo l’amara scoperta ha chiesto l’intervento del 113 che ha inviato subito sul posto una volante della polizia per raccogliere la denuncia e mettere insieme dettagli utili per l’inchiesta. Per gli investigatori, però, non sarà facile individuare gli autori dei numerosi furti. La banda ha agito con estrema rapidità e la zona, purtroppo, non è coperta da un sistema di videosorveglianza. Bisognerebbe tentare di captare qualche immagine con le telecamere della vicina autostrada, ma sempre ipotizzando che la banda abbia utilizzato la Napoli-Salerno come via di fuga. Susy Malafronte, Il Mattino

 Pompei. È stato un viaggio nella città degli scavi con un finale da incubo per un gruppo di facoltosi turisti giapponesi. Mentre pranzavano in un ristorante, al confine tra Pompei e Scafati, il bus turistico che li ha accompagnati nel tour è stato saccheggiato da una banda di balordi. È stato utilizzato dell’acido per sciogliere la serratura del portabagagli del pullman, dal quale sono state rubate quattordici valigie con all’interno valori per 10mila euro. Gioielli, orologi, tablet, iPad, computer portatili ed altri beni costosi. «È stata una esperienza da dimenticare – racconta Roberto D’Agostino, titolare dell’agenzia di noleggio di bus turistici di Giugliano, la D’Agostino Tour, che ha trasportato la sfortunata comitiva – abbiamo fatto una pessima figura con un paese come il Giappone che concentra, nella sola Campania, il 90 percento del suo indotto turistico. Episodi del genere, anche se negativi, vanno segnalati perché chi di dovere deve intervenire. Ecco perché ho deciso di contattare il vostro giornale. Dopo la pubblicazione dell’episodio criminale avvenuto a Pompei, ai danni di un mio bus, mi hanno contattato altri cinque colleghi, due di Sorrento e tre di Roma, affermando di essere stati derubati con lo stesso modus operandi nella stessa città e mentre pranzavano nello stesso ristorante». È amareggiato e arrabbiato il giovane imprenditore che, dimostrando coraggio, ha voluto investire in un territorio difficile, come quello dell’hinterland napoletano, nonostante la crisi e l’alto tasso di criminalità, pur di non voltare le spalle alla sua terra. La triste vicenda, che ha segnato un altro capitolo negativo nella storia del turismo internazionale di Pompei, è avvenuta lo scorso 30 aprile. La notizia, però, è stata divulgata solo ieri dall’imprenditore D’Agostino. Al termine di un suggestivo tour nella perla dell’archeologica mondiale, il bus con a bordo il gruppo di visitatori giapponesi si è fermato a pranzare in un ristorante del viale Unità D’Italia. Dal veicolo è sceso anche il conducente. «A Napoli l’autista è sacro – spiega D’Agostino – i ristoratori li invitano a scendere e gli offrono il pranzo. Questo è un trucco dei titolari dei locali affinché gli autisti portino il gruppo a pranzo nel loro ristorante, quando non c’è stata già una prenotazione da parte dell’agenzia. Nel caso specifico di Pompei è stata l’agenzia di viaggi alla quale si erano rivolti i giapponesi, a prenotare in quel ristorante dove si è verificato il furto». Sul caso stanno indagando gli uomini del commissariato pompeiano agli ordini del vicequestore aggiunto Maria Rosaria Romano. L’autista, infatti, dopo l’amara scoperta ha chiesto l’intervento del 113 che ha inviato subito sul posto una volante della polizia per raccogliere la denuncia e mettere insieme dettagli utili per l’inchiesta. Per gli investigatori, però, non sarà facile individuare gli autori dei numerosi furti. La banda ha agito con estrema rapidità e la zona, purtroppo, non è coperta da un sistema di videosorveglianza. Bisognerebbe tentare di captare qualche immagine con le telecamere della vicina autostrada, ma sempre ipotizzando che la banda abbia utilizzato la Napoli-Salerno come via di fuga. Susy Malafronte, Il Mattino