Meta al voto, Antonelli si confessa: “La mia vicenda giudiziaria influì sul voto del 2009”

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Meta. «Perché torno in campo? Per riannodare i fili di un disegno purtroppo interrotto nel 2009, dopo una sconfitta decisa da una manciata di voti e su cui la mia vicenda giudiziaria, da cui ne sono uscito pulito, credo abbia un po’ influito». Bruno Antonelli esce allo scoperto. L’ex sindaco guida la civica «Meta Ora» e ritorna a parlare dopo 5 anni di silenzio. Nel 2009 perse a sorpresa e si dimise subito dalla carica di consigliere comunale. Ora, però, è il protagonista di un clamoroso ritorno in campo per le comunali in programma il prossimo 25 maggio. «In tutto questo tempo non sono stato assente ma ho assunto posizioni vicini alla minoranza – dichiara Antonelli – Mi rimetto in gioco perché sono rimasto sconcertato dai tanti problemi sorti negli ultimi tempi a Meta e dall’operato della giunta uscente. Ma ho deciso di ricandidarmi anche perché Daniele De Martino, consigliere comunale di opposizione e mio assessore in giunta per un mandato, rappresenta una risorsa umana e politica a cui non potevo dire no». Idee chiare per il futuro di Meta quelle di Antonelli: «Sogno un paese che possa finalmente contare su infrastrutture adeguate allo sviluppo del lavoro, delle imprese e dei giovani. Magari anche con il piano parcheggi più volte rilanciato. Bisogna migliorare la sicurezza. Ma l’obiettivo fondamentale resta la trasparenza dell’informazione. L’amministrativese è ancora peggio del politichese perché per un amministratore rappresenta un’arma per difendersi dalla pressione dei cittadini e che procura solo lungaggini nell’operato dell’amministrazione. Ecco perché la macchina comunale deve essere capace di accelerare, deve essere limpida, di qualità tenendo a bada la spesa. Trasparenza fa rima con legalità. Vorrei sapere se la giunta attualmente ha rispettato ed è consapevole che ci sono scadenze da rispettare anche per il piano della legalità dell’ente». Non finisce qui: «Una parola chiave del mio programma è vivibilità. Non è propaganda. A Meta manca una biblioteca. Assenza grave. Vorrei istituirla assieme a una “web-teca” per video e diffusione multimediale, anche delle eccellenze del nostro territorio. Bisogna generare qualcosa per il sapere, risorsa cruciale per tutti». Spazio anche alla questione delle indennità: «In un grave momento di crisi come questo – spiega Antonelli – mi sarei aspettato dalla giunta un gesto di responsabilità. Invece nessuna rinuncia. Io, in caso di vittoria, non toccherò mai i soldi per il ruolo di sindaco. Non ho bisogno di queste risorse. Io le restituirò immediatamente». Capitolo Antonella Viggiano che, in passato, è stata alleata di Antonelli salvo oggi prendere una strada differente. «Le voglio davvero molto bene – precisa l’ex primo cittadino – Speravo che i nostri gruppi potessero unirsi ma non ci sono state le premesse. Entrambi forse abbiamo sbagliato qualcosa poiché ora si corre divisi. In ogni caso, l’intesa si sarebbe potuta trovare solo se chi della maggioranza uscente avesse deciso di siglare un patto con noi per riscattarsi dopo la brutta esperienza dell’esecutivo eletto nel 2009 e non per dare continuità all’operato della giunta. Dovevano riconoscere il malfatto…». Parole che offrono l’assist per parlare di Paolo Trapani, il sindaco uscente non ricandidato: «Mi spiace davvero molto, è stato tradito da quelli che sembravano gli alleati più fedeli e dal suo partito, un Pd allo sbando, a pezzi, inesistente». Le accuse non mancano: «Piano sociale di zona, rifiuti, poliambulatorio Asl e asilo nido Montemare. Vicende gestite malissimo e su cui l’amministrazione ha fatto capire di che pasta è fatta». Antonelli in ogni caso spera in una «campagna elettorale corretta, senza strombazzare. Un modus operandi che qualcuno dei miei ha contestato in passato perché probabilmente procura perdita di consenso. Non so, ma io non voglio fare guerre. Parlerò solo di proposte concrete, vicinanza e responsabilità». Un ultimo pensiero dedicato a «Daniele De Martino, una personalità viva, che ha passione e che mi ha convinto a tornare a candidarmi. Sposare una causa legittima è sempre un dovere». (Salvatore Dare – Metropolis)

Meta. «Perché torno in campo? Per riannodare i fili di un disegno purtroppo interrotto nel 2009, dopo una sconfitta decisa da una manciata di voti e su cui la mia vicenda giudiziaria, da cui ne sono uscito pulito, credo abbia un po’ influito». Bruno Antonelli esce allo scoperto. L’ex sindaco guida la civica «Meta Ora» e ritorna a parlare dopo 5 anni di silenzio. Nel 2009 perse a sorpresa e si dimise subito dalla carica di consigliere comunale. Ora, però, è il protagonista di un clamoroso ritorno in campo per le comunali in programma il prossimo 25 maggio. «In tutto questo tempo non sono stato assente ma ho assunto posizioni vicini alla minoranza – dichiara Antonelli – Mi rimetto in gioco perché sono rimasto sconcertato dai tanti problemi sorti negli ultimi tempi a Meta e dall’operato della giunta uscente. Ma ho deciso di ricandidarmi anche perché Daniele De Martino, consigliere comunale di opposizione e mio assessore in giunta per un mandato, rappresenta una risorsa umana e politica a cui non potevo dire no». Idee chiare per il futuro di Meta quelle di Antonelli: «Sogno un paese che possa finalmente contare su infrastrutture adeguate allo sviluppo del lavoro, delle imprese e dei giovani. Magari anche con il piano parcheggi più volte rilanciato. Bisogna migliorare la sicurezza. Ma l’obiettivo fondamentale resta la trasparenza dell’informazione. L’amministrativese è ancora peggio del politichese perché per un amministratore rappresenta un’arma per difendersi dalla pressione dei cittadini e che procura solo lungaggini nell’operato dell’amministrazione. Ecco perché la macchina comunale deve essere capace di accelerare, deve essere limpida, di qualità tenendo a bada la spesa. Trasparenza fa rima con legalità. Vorrei sapere se la giunta attualmente ha rispettato ed è consapevole che ci sono scadenze da rispettare anche per il piano della legalità dell’ente». Non finisce qui: «Una parola chiave del mio programma è vivibilità. Non è propaganda. A Meta manca una biblioteca. Assenza grave. Vorrei istituirla assieme a una “web-teca” per video e diffusione multimediale, anche delle eccellenze del nostro territorio. Bisogna generare qualcosa per il sapere, risorsa cruciale per tutti». Spazio anche alla questione delle indennità: «In un grave momento di crisi come questo – spiega Antonelli – mi sarei aspettato dalla giunta un gesto di responsabilità. Invece nessuna rinuncia. Io, in caso di vittoria, non toccherò mai i soldi per il ruolo di sindaco. Non ho bisogno di queste risorse. Io le restituirò immediatamente». Capitolo Antonella Viggiano che, in passato, è stata alleata di Antonelli salvo oggi prendere una strada differente. «Le voglio davvero molto bene – precisa l’ex primo cittadino – Speravo che i nostri gruppi potessero unirsi ma non ci sono state le premesse. Entrambi forse abbiamo sbagliato qualcosa poiché ora si corre divisi. In ogni caso, l’intesa si sarebbe potuta trovare solo se chi della maggioranza uscente avesse deciso di siglare un patto con noi per riscattarsi dopo la brutta esperienza dell’esecutivo eletto nel 2009 e non per dare continuità all’operato della giunta. Dovevano riconoscere il malfatto…». Parole che offrono l’assist per parlare di Paolo Trapani, il sindaco uscente non ricandidato: «Mi spiace davvero molto, è stato tradito da quelli che sembravano gli alleati più fedeli e dal suo partito, un Pd allo sbando, a pezzi, inesistente». Le accuse non mancano: «Piano sociale di zona, rifiuti, poliambulatorio Asl e asilo nido Montemare. Vicende gestite malissimo e su cui l’amministrazione ha fatto capire di che pasta è fatta». Antonelli in ogni caso spera in una «campagna elettorale corretta, senza strombazzare. Un modus operandi che qualcuno dei miei ha contestato in passato perché probabilmente procura perdita di consenso. Non so, ma io non voglio fare guerre. Parlerò solo di proposte concrete, vicinanza e responsabilità». Un ultimo pensiero dedicato a «Daniele De Martino, una personalità viva, che ha passione e che mi ha convinto a tornare a candidarmi. Sposare una causa legittima è sempre un dovere». (Salvatore Dare – Metropolis)