INTERVISTA A FULVIO MORMILE, CANDIDATO A SINDACO DI MINORI.

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Positanonews continua le interviste ai candidati sindaco in Costiera amalfitana , cominciando a Minori in ordine alfabetico…Fulvio Mormile alle prossime elezioni comunali del 25 maggio 2014 si presenterà alla guida della lista “Progetto per Minori”.

D: Come si articola il suo programma elettorale?

«Io e la mia compagine partiamo da un punto di riferimento importante: l’assenza di identità del nostro paese. “Minori resta sempre il paese a 4km da Amalfi e a 5km da Ravello, e non ha ancora una sua identità ben definita”. La scommessa più grande è quella di cominciare a dargli un’identità e soprattutto iniziare a scegliere il target al quale rivolgerci. Per fare questo vanno sfruttati soprattutto i nostri punti forza, in primis la ricerca del genius loci, cioè dobbiamo andare alla ricerca delle radici che hanno ispirato in passato questo paese e capire quali potrebbero essere i punti di forza. Uno dei canali da sfruttare è la tradizione, fermo restando il riuscire a creare un’identità definita: il turista deve essere attratto da qualcosa di specifico. Ma quale turista vogliamo? Dobbiamo innanzitutto iniziare a rivolgerci ad un mercato medio-alto poiché non abbiamo ancora le giuste potenzialità, tantomeno le strutture per una grossa ricettività, e dunque l’unica scelta obbligata è quella della qualità. La scelta in qualità può essere attuata dando servizi specifici. Non abbiamo le strutture né tantomeno siamo convinti che ci vogliano solamente le strutture per invogliare il turismo, però è sicuro che dobbiamo creare un mito intorno al nostro paese per riuscire ad attirare un certo tipo di clientela evitando che si sposti su altri versanti costieri. La sfida principale è far diventare attrattivo il nostro paese. Dobbiamo riuscire a creare un business: le persone devono venire qui per investire, ma vengono ad investire se però vedono la convenienza e trovano le potenzialità. Abbiamo la fortuna di esser nati in un paradiso, però questo paradiso va sfruttato. E’ assurdo sapere di possedere una perla e non farla vedere».

D: Un potenziale investitore innanzitutto valuterebbe, oltre alle potenzialità, soprattutto le carenze, ad esempio la mancanza di parcheggi.

«La mancanza di parcheggi è sicuramente un grande problema. Ultimamente ho letto qualcosa che mi fa sinceramente paura, cioè esiste un progetto nei cassetti del Comune di Minori da oltre quattordici anni che è quello del parcheggio multilivello in Largo Brandolini, sotto il campo di pallacanestro. Progetto che è stato tirato fuori per farne un depuratore..cosa che trovo totalmente assurda! Invece, noi pensavamo di riuscire a pedonalizzare l’area davanti al comune e davanti alla chiesa facendo un raccordo da Largo Brandolini fino ad arrivare a Via Lama, con un parcheggio a 4 livelli che, tra l’altro, fu già progettato da un ingegnere minorese».

D: Qual è la sua visione urbanistica?

«Io personalmente ho delle visioni urbanistiche un po’ particolari: il mio trascorso anche politico mi ha visto impegnato in diverse cose, sono stato uno dei promotori del piano case in costiera amalfitana, ho collaborato con la provincia di Salerno per la stesura dei piani territoriali provinciali. Venendo al particolare, noi non siamo una realtà politicamente importante ma siamo economicamente il territorio che aumenta il PIL della provincia di Salerno, quindi abbiamo forti interessi economici ma basse rappresentanze politiche. La scommessa è proprio questa: le nostre strutture devono avere la possibilità di essere adeguate agli standard internazionali. E, in primis, vanno superati i limiti regionali. A Minori la sfida più grande è proprio questa: oggi abbiamo un piano regionale che probabilmente va verso la direzione di una legge europea sul paesaggio che dice “cerchiamo di non utilizzare più sottosuolo, ma più suolo, quindi il recupero del preesistente”. Allora abbiamo un grosso problema: abbiamo circa 7mila mq di struttura terziaria, cioè le cartiere di Minori situate in una zona definita dalla stessa Regione Campania e dall’autorità di bacino  “zona R4”, a grosso rischio frana ed inondazione. Per quanto riguarda il piano case e le proposte regionali, a seguito della legge 1/2011, l’intento che si propone è quello di riscrivere il piano urbanistico comunale che a sua volta deve essere adeguato ai vari piani sovra comunali e regionali. Noi dobbiamo dialogare con le istituzioni, dobbiamo far presente che abbiamo dei vani che sono inutilizzati. Abbiamo innumerevoli problemi che non possono essere facilmente risolti in quanto anche ai piani alti mancano i soldi per farlo, dunque tornando al discorso di prima l’unica cosa possibile è attrarre fondi dall’esterno. Pensare di investire e far investire in maniera sensata. Io ritengo che la soluzione, o meglio la scommessa, sia quella di giocarci quei vani in un’altra zona di Minori e in accordo con i privati, proprietari di quegli immobili, chiedere la delocalizzazione su un’altra zona, quindi ridisegnare il nostro paesaggio come ha fatto De Luca a Salerno. Quando un paese diviene attrattore riesce ad attrarre capitali anche dall’esterno e lì si crea una concorrenza propositiva, ed anche il singolo imprenditore nel continuare la sua attività viene costretto ad adeguare la sua struttura ad una più importante. Lo scopo è creare un circolo virtuoso».

D: Quali azioni ha in programma per quanto riguarda la sfera del sociale?

«In un paese che lavora e che funziona non ritengo ci sia il bisogno che la pubblica amministrazione aiuti economicamente i cittadini, poiché sarebbe fine a se stesso. E’ anche venuto il momento che i nostri cittadini debbano riprendere dignità e debbano essere impegnati. Io sto pensando al discorso dei parcheggi: se si creano ad esempio due grandi parcheggi, si creano anche posti di lavoro. Per non parlare dei cantieri, perché se verranno gestiti con iniziative imprenditoriali private, locali, o in project financing raggiungeremmo cifre di milioni di euro che gireranno nel nostro paese e che comporterebbero lavoro».

D: Tra il dire e il fare…

«Sono progetti immediatamente cantierabili. Noi faremo una time-list: in quanto tempo questi cantieri possono cominciare, in quanto tempo si avranno posti transitori, come e quanto potrebbero occuparsi i cittadini minoresi. Ed è ovvio che nel sociale metteremo tutto il nostro impegno. Stiamo anche pensando ad interventi particolari per agevolare le famiglie meno abbienti, come ad esempio l’utilizzo di energie rinnovabili o addirittura idroelettriche per favorire quelle famiglie che hanno la difficoltà o non hanno la possibilità di pagare la bolletta a fine mese. E, devo dire, che negli ultimi due/tre anni c’è stata addirittura una situazione in controtendenza: ho visto delle ACCISE comunali caricate sulle bollette in maniera indiscriminata, ed ovviamente sono state colpite proprio le fasce più basse. Quello che non vogliamo è proprio creare le clientele, cioè vogliamo un paese uguale per tutti».

D: Cosa pensa delle altre due liste civiche?

«Io pretendo che mi venga dato un merito. Spesso si è cercato di strumentalizzare la mia posizione dato che faccio politica da anni ed è una mia grande passione. Sono prestato momentaneamente all’amministrazione locale, anche se sono stato molto indirizzato verso un altro tipo di politica a livello provinciale, esperienza che mi ha dato modo di stringere rapporti con importanti personalità di livello nazionale. Quindi ho una mia visione della politica e della «cosa pubblica» e spesso qualcuno mi ha detto di essere un nostalgico attaccato ai valori e ai sentimenti che non esistono più. Oggi è il momento di tornare ai valori e con la mia candidatura ritengo di aver messo in moto un fermento a Minori che è giusto ed importante che ci sia, cioè un fermento democratico. Un paese che non ha un’altra visione, che non ha il confronto, che non ha dialettica, non è un paese sano. Sono riuscito a metter su una compagine in cui regnano dialettica e confronto. Sono molto contento dei giovani, abbiamo addirittura tentato di stare insieme ma non ci siamo riusciti per una loro giusta considerazione. Dopo aver dialogato a lungo, Antonio Cioffi mi dice: “Fulvio, abbiamo deciso di andare da soli”. Io l’ho vista come un figlio di 18 anni che decide di andare via di casa. Questo va bene, ma spero soltanto che non siano strumentalizzati da qualche altra cosa. Dunque piena disponibilità con i ragazzi. Con Reale mi auguro che sia una campagna elettorale molto tranquilla e all’insegna di un progetto propositivo per il paese. Noi siamo veramente a cuor sereno, si può dire che per me sia la chiusura di un cerchio politicamente importante e sentivo proprio l’obbligo di rappresentare un’idea diversa che per cinque anni è mancata. Non certo per colpa dell’attuale amministrazione, probabilmente per demeriti anche miei della volta scorsa e per demeriti di qualcun altro. Oggi le persone me lo chiedevano, quindi, purtroppo o per fortuna, faccio politica e sono stato preso come punto di riferimento. Ritengo che nella vita una cosa importante sia la coerenza, non mi interessa il risultato elettorale poiché ho già avuto un grande risultato e cioè riuscire a mettere il paese in fibrillazione. Sono uscite fuori quelle anime che probabilmente erano sopite sotto la cenere e mi fa tanto piacere che finalmente possa esserci un confronto dialettico».

D: E’ stata una sorpresa la mancata quarta candidatura?

«Non è stata una sorpresa, è stata una cosa che era nell’aria. Sarebbe stato bello avere un’altra lista e questo dovrebbe far riflettere l’attuale maggioranza perché significa che c’è un dissenso diffuso. Allora l’invito è proprio di cominciare a pensare all’interesse del paese».

D: Sarà una corsa alla pari?

«Era iniziata un po’ in sordina, ma dai consensi che sto ricevendo ritengo possa essere una bella campagna elettorale e che potrebbe dare delle sorprese. Noi ci stiamo mettendo la faccia e la passione e a differenza dell’attuale amministrazione abbiamo un’idea di Paese.. o comunque la loro idea non si sposa con la nostra».

D: Perché votare Fulvio Mormile e la sua compagine?

«Lo dice già lo slogan: “La città che sale”. Fulvio Mormile ha un progetto per il Paese che dovrà essere affinato con quanti saranno disposti a collaborare. Ricerchiamo le origini e l’identità per arrivare ad esaltare il nostro territorio, per riuscire a contornarlo di una poesia, di un fascino e di un mito tutto nostro». 

Serena De Ponte

Positanonews continua le interviste ai candidati sindaco in Costiera amalfitana , cominciando a Minori in ordine alfabetico…Fulvio Mormile alle prossime elezioni comunali del 25 maggio 2014 si presenterà alla guida della lista “Progetto per Minori”.

D: Come si articola il suo programma elettorale?

«Io e la mia compagine partiamo da un punto di riferimento importante: l’assenza di identità del nostro paese. “Minori resta sempre il paese a 4km da Amalfi e a 5km da Ravello, e non ha ancora una sua identità ben definita”. La scommessa più grande è quella di cominciare a dargli un’identità e soprattutto iniziare a scegliere il target al quale rivolgerci. Per fare questo vanno sfruttati soprattutto i nostri punti forza, in primis la ricerca del genius loci, cioè dobbiamo andare alla ricerca delle radici che hanno ispirato in passato questo paese e capire quali potrebbero essere i punti di forza. Uno dei canali da sfruttare è la tradizione, fermo restando il riuscire a creare un’identità definita: il turista deve essere attratto da qualcosa di specifico. Ma quale turista vogliamo? Dobbiamo innanzitutto iniziare a rivolgerci ad un mercato medio-alto poiché non abbiamo ancora le giuste potenzialità, tantomeno le strutture per una grossa ricettività, e dunque l’unica scelta obbligata è quella della qualità. La scelta in qualità può essere attuata dando servizi specifici. Non abbiamo le strutture né tantomeno siamo convinti che ci vogliano solamente le strutture per invogliare il turismo, però è sicuro che dobbiamo creare un mito intorno al nostro paese per riuscire ad attirare un certo tipo di clientela evitando che si sposti su altri versanti costieri. La sfida principale è far diventare attrattivo il nostro paese. Dobbiamo riuscire a creare un business: le persone devono venire qui per investire, ma vengono ad investire se però vedono la convenienza e trovano le potenzialità. Abbiamo la fortuna di esser nati in un paradiso, però questo paradiso va sfruttato. E’ assurdo sapere di possedere una perla e non farla vedere».

D: Un potenziale investitore innanzitutto valuterebbe, oltre alle potenzialità, soprattutto le carenze, ad esempio la mancanza di parcheggi.

«La mancanza di parcheggi è sicuramente un grande problema. Ultimamente ho letto qualcosa che mi fa sinceramente paura, cioè esiste un progetto nei cassetti del Comune di Minori da oltre quattordici anni che è quello del parcheggio multilivello in Largo Brandolini, sotto il campo di pallacanestro. Progetto che è stato tirato fuori per farne un depuratore..cosa che trovo totalmente assurda! Invece, noi pensavamo di riuscire a pedonalizzare l’area davanti al comune e davanti alla chiesa facendo un raccordo da Largo Brandolini fino ad arrivare a Via Lama, con un parcheggio a 4 livelli che, tra l’altro, fu già progettato da un ingegnere minorese».

D: Qual è la sua visione urbanistica?

«Io personalmente ho delle visioni urbanistiche un po’ particolari: il mio trascorso anche politico mi ha visto impegnato in diverse cose, sono stato uno dei promotori del piano case in costiera amalfitana, ho collaborato con la provincia di Salerno per la stesura dei piani territoriali provinciali. Venendo al particolare, noi non siamo una realtà politicamente importante ma siamo economicamente il territorio che aumenta il PIL della provincia di Salerno, quindi abbiamo forti interessi economici ma basse rappresentanze politiche. La scommessa è proprio questa: le nostre strutture devono avere la possibilità di essere adeguate agli standard internazionali. E, in primis, vanno superati i limiti regionali. A Minori la sfida più grande è proprio questa: oggi abbiamo un piano regionale che probabilmente va verso la direzione di una legge europea sul paesaggio che dice “cerchiamo di non utilizzare più sottosuolo, ma più suolo, quindi il recupero del preesistente”. Allora abbiamo un grosso problema: abbiamo circa 7mila mq di struttura terziaria, cioè le cartiere di Minori situate in una zona definita dalla stessa Regione Campania e dall’autorità di bacino  “zona R4”, a grosso rischio frana ed inondazione. Per quanto riguarda il piano case e le proposte regionali, a seguito della legge 1/2011, l’intento che si propone è quello di riscrivere il piano urbanistico comunale che a sua volta deve essere adeguato ai vari piani sovra comunali e regionali. Noi dobbiamo dialogare con le istituzioni, dobbiamo far presente che abbiamo dei vani che sono inutilizzati. Abbiamo innumerevoli problemi che non possono essere facilmente risolti in quanto anche ai piani alti mancano i soldi per farlo, dunque tornando al discorso di prima l’unica cosa possibile è attrarre fondi dall’esterno. Pensare di investire e far investire in maniera sensata. Io ritengo che la soluzione, o meglio la scommessa, sia quella di giocarci quei vani in un’altra zona di Minori e in accordo con i privati, proprietari di quegli immobili, chiedere la delocalizzazione su un’altra zona, quindi ridisegnare il nostro paesaggio come ha fatto De Luca a Salerno. Quando un paese diviene attrattore riesce ad attrarre capitali anche dall’esterno e lì si crea una concorrenza propositiva, ed anche il singolo imprenditore nel continuare la sua attività viene costretto ad adeguare la sua struttura ad una più importante. Lo scopo è creare un circolo virtuoso».

D: Quali azioni ha in programma per quanto riguarda la sfera del sociale?

«In un paese che lavora e che funziona non ritengo ci sia il bisogno che la pubblica amministrazione aiuti economicamente i cittadini, poiché sarebbe fine a se stesso. E’ anche venuto il momento che i nostri cittadini debbano riprendere dignità e debbano essere impegnati. Io sto pensando al discorso dei parcheggi: se si creano ad esempio due grandi parcheggi, si creano anche posti di lavoro. Per non parlare dei cantieri, perché se verranno gestiti con iniziative imprenditoriali private, locali, o in project financing raggiungeremmo cifre di milioni di euro che gireranno nel nostro paese e che comporterebbero lavoro».

D: Tra il dire e il fare…

«Sono progetti immediatamente cantierabili. Noi faremo una time-list: in quanto tempo questi cantieri possono cominciare, in quanto tempo si avranno posti transitori, come e quanto potrebbero occuparsi i cittadini minoresi. Ed è ovvio che nel sociale metteremo tutto il nostro impegno. Stiamo anche pensando ad interventi particolari per agevolare le famiglie meno abbienti, come ad esempio l’utilizzo di energie rinnovabili o addirittura idroelettriche per favorire quelle famiglie che hanno la difficoltà o non hanno la possibilità di pagare la bolletta a fine mese. E, devo dire, che negli ultimi due/tre anni c’è stata addirittura una situazione in controtendenza: ho visto delle ACCISE comunali caricate sulle bollette in maniera indiscriminata, ed ovviamente sono state colpite proprio le fasce più basse. Quello che non vogliamo è proprio creare le clientele, cioè vogliamo un paese uguale per tutti».

D: Cosa pensa delle altre due liste civiche?

«Io pretendo che mi venga dato un merito. Spesso si è cercato di strumentalizzare la mia posizione dato che faccio politica da anni ed è una mia grande passione. Sono prestato momentaneamente all’amministrazione locale, anche se sono stato molto indirizzato verso un altro tipo di politica a livello provinciale, esperienza che mi ha dato modo di stringere rapporti con importanti personalità di livello nazionale. Quindi ho una mia visione della politica e della «cosa pubblica» e spesso qualcuno mi ha detto di essere un nostalgico attaccato ai valori e ai sentimenti che non esistono più. Oggi è il momento di tornare ai valori e con la mia candidatura ritengo di aver messo in moto un fermento a Minori che è giusto ed importante che ci sia, cioè un fermento democratico. Un paese che non ha un’altra visione, che non ha il confronto, che non ha dialettica, non è un paese sano. Sono riuscito a metter su una compagine in cui regnano dialettica e confronto. Sono molto contento dei giovani, abbiamo addirittura tentato di stare insieme ma non ci siamo riusciti per una loro giusta considerazione. Dopo aver dialogato a lungo, Antonio Cioffi mi dice: “Fulvio, abbiamo deciso di andare da soli”. Io l’ho vista come un figlio di 18 anni che decide di andare via di casa. Questo va bene, ma spero soltanto che non siano strumentalizzati da qualche altra cosa. Dunque piena disponibilità con i ragazzi. Con Reale mi auguro che sia una campagna elettorale molto tranquilla e all’insegna di un progetto propositivo per il paese. Noi siamo veramente a cuor sereno, si può dire che per me sia la chiusura di un cerchio politicamente importante e sentivo proprio l’obbligo di rappresentare un’idea diversa che per cinque anni è mancata. Non certo per colpa dell’attuale amministrazione, probabilmente per demeriti anche miei della volta scorsa e per demeriti di qualcun altro. Oggi le persone me lo chiedevano, quindi, purtroppo o per fortuna, faccio politica e sono stato preso come punto di riferimento. Ritengo che nella vita una cosa importante sia la coerenza, non mi interessa il risultato elettorale poiché ho già avuto un grande risultato e cioè riuscire a mettere il paese in fibrillazione. Sono uscite fuori quelle anime che probabilmente erano sopite sotto la cenere e mi fa tanto piacere che finalmente possa esserci un confronto dialettico».

D: E’ stata una sorpresa la mancata quarta candidatura?

«Non è stata una sorpresa, è stata una cosa che era nell’aria. Sarebbe stato bello avere un’altra lista e questo dovrebbe far riflettere l’attuale maggioranza perché significa che c’è un dissenso diffuso. Allora l’invito è proprio di cominciare a pensare all’interesse del paese».

D: Sarà una corsa alla pari?

«Era iniziata un po’ in sordina, ma dai consensi che sto ricevendo ritengo possa essere una bella campagna elettorale e che potrebbe dare delle sorprese. Noi ci stiamo mettendo la faccia e la passione e a differenza dell’attuale amministrazione abbiamo un’idea di Paese.. o comunque la loro idea non si sposa con la nostra».

D: Perché votare Fulvio Mormile e la sua compagine?

«Lo dice già lo slogan: “La città che sale”. Fulvio Mormile ha un progetto per il Paese che dovrà essere affinato con quanti saranno disposti a collaborare. Ricerchiamo le origini e l’identità per arrivare ad esaltare il nostro territorio, per riuscire a contornarlo di una poesia, di un fascino e di un mito tutto nostro». 

Serena De Ponte