Del Basso “riapre” la metro «Ripartire al più presto»

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«Sulla Metropolitana la questione è regionale e dunque non è di mia competenza. Sono convinto, però, che sia utile e vada ripristinata». A dirlo, questo pomeriggio, il Sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, a margine del seminario organizzato alla Camera di Commercio dalla Fondazione Mare Nostrum dal tema “Portualità, logistica integrata e sviluppo. Quattro aree strategiche: Agro Nocerino, Salerno, Valle dell’Irno, Valle del Sele”. «Vi è – rimarca il sottosegretario – una convenzione stipulata tra il Comune di Salerno, il Ministero, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia. Vi è una sospensione dall’1 marzo e bisogna tentare di ripristinare il servizio. La mia parte è quella di comprendere come tale convenzione possa essere sospesa nell’efficacia o modificata per consentire una ripresa del servizio che riguardava almeno cinquemila persone. Reputo che la metropolitana sia molto utile, non solo nel suo attuale sviluppo dei suoi cinque chilometri e duecento metri ma in uno sviluppo più ampio che vada a collegare l’università all’aeroporto. Cercherò di fare in modo che questo collegamento possa essere ripristinato cosi come penso che debba andare avanti anche la vicenda dell’aeroporto».
L’autorità portuale. «Agli industriali di Salerno non ho dovuto spiegare il perché dell’eventuale accorpamento del porto di Salerno a quello di Napoli, non spetta a me farlo, ma a chi lo ha annunciato. Certamente il tema non può assumere i connotati di un derby, al quale mi sottraggo». Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, prima di intervenire al seminario organizzato alla Camera di Commercio dalla Fondazione Mare Nostrum dal tema «Portualità, logistica integrata e sviluppo. Quattro aree strategiche: Agro Nocerino, Salerno, Valle dell’Irno, Valle del Sele», in merito all’incontro tenutosi nel primo pomeriggio nella sede di Confindustria Salerno. Tanti gli argomenti trattati dal presidente Mauro Maccauro degli industriali salernitani che hanno sottoposto all’attenzione del Sottosegretario i nodi relativi alle infrastrutture indispensabili per lo sviluppo economico e produttivo della provincia di Salerno. In particolare, in merito all’ipotesi di riforma delle Autorità portuali, gli industriali, nel ribadire la necessità che sia salvaguardata l’autonomia dello scalo salernitano, hanno chiesto al Sottosegretario di entrare nel dettaglio dell’ipotesi di legge al fine di evitare che essa si riduca ad un mero accorpamento tra Autorità portuali, creando piuttosto un sistema di coordinamento pluriterritoriale delle attività integrate di portualità e logistica. «Non ho – ribadisce il sottosegretario – neanche la delega ai porti, la quale, insieme a quella degli aeroporti, il ministro ha tenuto a sè, com’era nel suo diritto fare. Penso che sia utile spiegare soprattutto agli operatori del settore che il discorso non è tanto sessl’authority rimanga a Salerno, a Napoli o a Civitavecchia, ma capire quale ruolo e funzione debba svolgere uno scalo marittimo importante come quello di Salerno che nel campo delle merci ha avuto grandissimi risultati e quale ruolo debba continuare ad avere se non ovviamente incrementare il porto di Salerno che è riuscito a spendere le risorse comunitarie, cosa che non si riesce assfare con il grande progetto del porto di Napoli, con i suoi 330 milioni di euro. È necessario – aggiunge il Sottosegretario – disegnare un ruolo che sia non solo quello della portualità, ma anche della logistica, e del collegamento tra porto e rete ferroviaria e viaria. Su questo penso che si debba aprire un dibattito di merito e non se l’autorithy debba sedere a piazza municipio o qui». Secondo Maccauro «lo sviluppo delle infrastrutture salernitane attraversa un momento cruciale che necessita di uno sforzo corale da parte delle Istituzioni nazionali, regionali e locali. E’ necessario un impegno comune affinchè esse siano ulteriormente potenziate e valorizzate, garantendo la creazione di una rete infrastrutturale che è la vera chiave di svolta della nuova organizzazione a sistema dei processi produttivi multilocalizzati». (ANSA)«Sulla Metropolitana la questione è regionale e dunque non è di mia competenza. Sono convinto, però, che sia utile e vada ripristinata». A dirlo, questo pomeriggio, il Sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, a margine del seminario organizzato alla Camera di Commercio dalla Fondazione Mare Nostrum dal tema “Portualità, logistica integrata e sviluppo. Quattro aree strategiche: Agro Nocerino, Salerno, Valle dell’Irno, Valle del Sele”. «Vi è – rimarca il sottosegretario – una convenzione stipulata tra il Comune di Salerno, il Ministero, Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia. Vi è una sospensione dall’1 marzo e bisogna tentare di ripristinare il servizio. La mia parte è quella di comprendere come tale convenzione possa essere sospesa nell’efficacia o modificata per consentire una ripresa del servizio che riguardava almeno cinquemila persone. Reputo che la metropolitana sia molto utile, non solo nel suo attuale sviluppo dei suoi cinque chilometri e duecento metri ma in uno sviluppo più ampio che vada a collegare l’università all’aeroporto. Cercherò di fare in modo che questo collegamento possa essere ripristinato cosi come penso che debba andare avanti anche la vicenda dell’aeroporto».
L’autorità portuale. «Agli industriali di Salerno non ho dovuto spiegare il perché dell’eventuale accorpamento del porto di Salerno a quello di Napoli, non spetta a me farlo, ma a chi lo ha annunciato. Certamente il tema non può assumere i connotati di un derby, al quale mi sottraggo». Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, prima di intervenire al seminario organizzato alla Camera di Commercio dalla Fondazione Mare Nostrum dal tema «Portualità, logistica integrata e sviluppo. Quattro aree strategiche: Agro Nocerino, Salerno, Valle dell’Irno, Valle del Sele», in merito all’incontro tenutosi nel primo pomeriggio nella sede di Confindustria Salerno. Tanti gli argomenti trattati dal presidente Mauro Maccauro degli industriali salernitani che hanno sottoposto all’attenzione del Sottosegretario i nodi relativi alle infrastrutture indispensabili per lo sviluppo economico e produttivo della provincia di Salerno. In particolare, in merito all’ipotesi di riforma delle Autorità portuali, gli industriali, nel ribadire la necessità che sia salvaguardata l’autonomia dello scalo salernitano, hanno chiesto al Sottosegretario di entrare nel dettaglio dell’ipotesi di legge al fine di evitare che essa si riduca ad un mero accorpamento tra Autorità portuali, creando piuttosto un sistema di coordinamento pluriterritoriale delle attività integrate di portualità e logistica. «Non ho – ribadisce il sottosegretario – neanche la delega ai porti, la quale, insieme a quella degli aeroporti, il ministro ha tenuto a sè, com’era nel suo diritto fare. Penso che sia utile spiegare soprattutto agli operatori del settore che il discorso non è tanto sessl’authority rimanga a Salerno, a Napoli o a Civitavecchia, ma capire quale ruolo e funzione debba svolgere uno scalo marittimo importante come quello di Salerno che nel campo delle merci ha avuto grandissimi risultati e quale ruolo debba continuare ad avere se non ovviamente incrementare il porto di Salerno che è riuscito a spendere le risorse comunitarie, cosa che non si riesce assfare con il grande progetto del porto di Napoli, con i suoi 330 milioni di euro. È necessario – aggiunge il Sottosegretario – disegnare un ruolo che sia non solo quello della portualità, ma anche della logistica, e del collegamento tra porto e rete ferroviaria e viaria. Su questo penso che si debba aprire un dibattito di merito e non se l’autorithy debba sedere a piazza municipio o qui». Secondo Maccauro «lo sviluppo delle infrastrutture salernitane attraversa un momento cruciale che necessita di uno sforzo corale da parte delle Istituzioni nazionali, regionali e locali. E’ necessario un impegno comune affinchè esse siano ulteriormente potenziate e valorizzate, garantendo la creazione di una rete infrastrutturale che è la vera chiave di svolta della nuova organizzazione a sistema dei processi produttivi multilocalizzati». (ANSA)