Sorrento casa crollata era stata condonata prima della frana. E’ polemica

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 . inserito da Salvatore Caccaviello

Gli innumerevoli eventi franosi che ormai con un certa assiduità si stanno verificando in penisola sorrentina,dovrebbero quanto meno far riflettere coloro  che sono chiamati  ad applicare determinate norme  che regolano la sopravvivenza del nostro territorio e con esso un patrimonio inestimabile di bellezze naturali  fonti della nostra economia turistica. Purtroppo quelle  che dovrebbero  essere  delle priorità , per un paese turistico,sempre più spesso vengono ignorate a vantaggio di  egoismi ed interessi personali.  Sebbene una certa politica farebbe il suo mestiere tutelandosi il proprio elettorato risulta sbalorditivo che a tale andazzo sempre più spesso si prestano professionalità di un certo livello. A tale proposito registriamo l’intervento di Enrico Aprea  Responsabile  dell’ Associazione Caponnetto dei rapporti con la P.A. del Comune di Sorrento.

Sorrento – Quanto affermato dal dott. Francesco Peduto, presidente dell’Ordine dei geologi della Campania e pubblicato da Positanonews, in merito al pericolo frane in Penisola Sorrentina convincerà i responsabili degli Uffici Tecnici Comunali ad applicare le norme di tutela del territorio? Si rendono costoro conto anche e soprattutto della responsabilità morale che si assumono nel momento in cui per favorire gli amici degli amici osano insabbiare pratiche di abusi edilizi commessi su un territorio così fragile? Ritengo che bisognerebbe fare tesoro delle parole di un professionista serio e preparatissimo e ficcarcele bene nella mente in modo da convincerci che le speculazioni edilizie di personaggi senza scrupolo, saranno la causa principale di immense tragedie e che è dovere di tutti denunciare, denunciare e ancora denunciare. Perchè i Sindaci della Penisola e i dirigenti degli Uffici Tecnici Comunali continuano a rilasciare condoni e concessioni edilizie senza alcun rispetto delle prescrizioni imposte dal Piano dell’Autorità di Bacino? A che è servito aggiornalo per la terza volta se solo un anno fa è stato rilasciato il condono edilizio per una costruzione realizzata abusivamente nel Comune di Sorrento e che è crollata recentemente a seguito del movimento franoso del mese scorso? Quando le Autorità, non quelle del Bacino del Sarno , adotteranno severi provvedimenti penali nei riguardi di quanti si rendono responsabili del mancato rispetto delle norme?. Perchè molti provvedimenti giacciono nelle scrivanie di Tecnici che consentono determinati abusi? Noi crediamo che la Speranza sia l’ultima a morire.

DOPO L’INTERVENTO DI APREA SU POSITANONEWS NE HA PARLATO METROPOLIS Aprire un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità penali dei dipendenti dell’ufficio condono, in particolare del dirigente, l’ingegnere Alfonso Donadio, verificando se nell’iter di una concessione edilizia in sanatoria rilasciata nei confronti del proprietario di un manufatto a via Fontanelle – con l’autorizzazione risalente a un anno fa per l’immobile poi travolto da una frana il marzo scorso – siano state commesse eventuali irregolarità. E definire se per quel condono ci sia stato l’ok dell’Autorità di Bacino visto che l’area è a rischio idrogeologico.

Da Metropolis del 26 aprile 2014

E’ la richiesta precisa che arriva dal circolo di Sorrento dedicato al compianto coordinatore dell’Italia dei Valori, Giovanni Antonetti dell’associazione antimafia Antonino Caponnetto, che ha presentato un corposo esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

 

Sei pagine zeppe di informazioni, documenti e richiami di precedenti su cui il movimento chiede all’autorità giudiziaria l’avvio di un’inchiesta. Il dossier è stato trasmesso anche a ministero dell’ambiente, Procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli e dipartimento della protezione civile della presidenza del Consiglio dei ministri.

Il caso sollevato dall’associazione Caponnetto riguarda una casa situata a via Fontanelle, al Capo, dove il 3 marzo scorso – dopo un’incessante pioggia – ci fu una frana che provocò il cedimento della strada e anche la distruzione di due abitazioni con l’evacuazione di tre case.

Una delle strutture che fu rasa al suolo dallo smottamento è quella che adesso è finita al centro dell’esposto. Secondo la ricostruzione dei fatti dell’associazione Caponnetto, dieci mesi prima alla frana, in data 4 aprile 2013, il dirigente del quarto dipartimento del Comune di Sorrento, l’ingegnere Donadio, firmò l’avviso di rilascio della concessione edilizia in sanatoria a favore del proprietario di un manufatto localizzato proprio a via Fontanelle, l’area dove si sfiorò il dramma. Una procedura partita dall’istanza del primo marzo 1995 quando il privato – residente a Vico Equense – si attivò con il Comune di Sorrento. Un iter sfociato nella concessione edilizia in sanatoria del marzo 2013 «per l’abuso commesso all’immobile» di via Fontanelle «consistente nella realizzazione di un piccolo manufatto ad un solo livello e successivo ampliamento di volumi e superfici a piano terra con realizzazione di ulteriore livello al primo piano dell’immobile» scrive nel documento dell’epoca proprio l’ingegnere Donadio. La pratica, stando al dossier firmato dall’associazione Caponnetto, riguarda specificamente una delle case distrutte dalla frana del Capo di un paio di mesi fa. Nella denuncia si fa riferimento alla classificazione dell’area dove era situato l’immobile: «L’intera zona dove si è verificata la frana è sottoposta a vincolo idrogeologico dettato dall’Autorità di Bacino del Sarno che considera l’area in questione, nel piano di assetto idrogeologico, Zona P3 a pericolosità di dissesto di versante elevata con conseguente rischio P3 elevato» si legge nell’esposto in cui si evidenzia sia che «l’abitazione era stata edificata abusivamente» e che l’articolo 32 della legge 47/85 impone che «per ottenere la sanatoria occorre acquisire tutti i pareri in ordine ai vincoli presenti sull’area anche se imposti successivamente alla realizzazione del manufatto. Nella specie – continua l’associazione – i vincoli emanati da autorità che sono preposte alla tutela della sicurezza pubblica e privata». Da qui, la richiesta alla Procura di accertare se il condono è stato rilasciato con l’espletamento di uno studio di compatibilità e un nulla osta dall’Autorità di Bacino. Aspetti doverosi. «Senza rimozione del vincolo idrogeologico, sarebbe tutto illegittimo».-  Salvatore Dare Metropolis

 . inserito da Salvatore Caccaviello

Gli innumerevoli eventi franosi che ormai con un certa assiduità si stanno verificando in penisola sorrentina,dovrebbero quanto meno far riflettere coloro  che sono chiamati  ad applicare determinate norme  che regolano la sopravvivenza del nostro territorio e con esso un patrimonio inestimabile di bellezze naturali  fonti della nostra economia turistica. Purtroppo quelle  che dovrebbero  essere  delle priorità , per un paese turistico,sempre più spesso vengono ignorate a vantaggio di  egoismi ed interessi personali.  Sebbene una certa politica farebbe il suo mestiere tutelandosi il proprio elettorato risulta sbalorditivo che a tale andazzo sempre più spesso si prestano professionalità di un certo livello. A tale proposito registriamo l’intervento di Enrico Aprea  Responsabile  dell’ Associazione Caponnetto dei rapporti con la P.A. del Comune di Sorrento.

Sorrento – Quanto affermato dal dott. Francesco Peduto, presidente dell'Ordine dei geologi della Campania e pubblicato da Positanonews, in merito al pericolo frane in Penisola Sorrentina convincerà i responsabili degli Uffici Tecnici Comunali ad applicare le norme di tutela del territorio? Si rendono costoro conto anche e soprattutto della responsabilità morale che si assumono nel momento in cui per favorire gli amici degli amici osano insabbiare pratiche di abusi edilizi commessi su un territorio così fragile? Ritengo che bisognerebbe fare tesoro delle parole di un professionista serio e preparatissimo e ficcarcele bene nella mente in modo da convincerci che le speculazioni edilizie di personaggi senza scrupolo, saranno la causa principale di immense tragedie e che è dovere di tutti denunciare, denunciare e ancora denunciare. Perchè i Sindaci della Penisola e i dirigenti degli Uffici Tecnici Comunali continuano a rilasciare condoni e concessioni edilizie senza alcun rispetto delle prescrizioni imposte dal Piano dell'Autorità di Bacino? A che è servito aggiornalo per la terza volta se solo un anno fa è stato rilasciato il condono edilizio per una costruzione realizzata abusivamente nel Comune di Sorrento e che è crollata recentemente a seguito del movimento franoso del mese scorso? Quando le Autorità, non quelle del Bacino del Sarno , adotteranno severi provvedimenti penali nei riguardi di quanti si rendono responsabili del mancato rispetto delle norme?. Perchè molti provvedimenti giacciono nelle scrivanie di Tecnici che consentono determinati abusi? Noi crediamo che la Speranza sia l'ultima a morire.

DOPO L'INTERVENTO DI APREA SU POSITANONEWS NE HA PARLATO METROPOLIS Aprire un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità penali dei dipendenti dell’ufficio condono, in particolare del dirigente, l’ingegnere Alfonso Donadio, verificando se nell’iter di una concessione edilizia in sanatoria rilasciata nei confronti del proprietario di un manufatto a via Fontanelle – con l’autorizzazione risalente a un anno fa per l’immobile poi travolto da una frana il marzo scorso – siano state commesse eventuali irregolarità. E definire se per quel condono ci sia stato l’ok dell’Autorità di Bacino visto che l’area è a rischio idrogeologico.

Da Metropolis del 26 aprile 2014

E’ la richiesta precisa che arriva dal circolo di Sorrento dedicato al compianto coordinatore dell’Italia dei Valori, Giovanni Antonetti dell’associazione antimafia Antonino Caponnetto, che ha presentato un corposo esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

 

Sei pagine zeppe di informazioni, documenti e richiami di precedenti su cui il movimento chiede all’autorità giudiziaria l’avvio di un’inchiesta. Il dossier è stato trasmesso anche a ministero dell’ambiente, Procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli e dipartimento della protezione civile della presidenza del Consiglio dei ministri.

Il caso sollevato dall’associazione Caponnetto riguarda una casa situata a via Fontanelle, al Capo, dove il 3 marzo scorso – dopo un’incessante pioggia – ci fu una frana che provocò il cedimento della strada e anche la distruzione di due abitazioni con l’evacuazione di tre case.
Una delle strutture che fu rasa al suolo dallo smottamento è quella che adesso è finita al centro dell’esposto. Secondo la ricostruzione dei fatti dell’associazione Caponnetto, dieci mesi prima alla frana, in data 4 aprile 2013, il dirigente del quarto dipartimento del Comune di Sorrento, l’ingegnere Donadio, firmò l’avviso di rilascio della concessione edilizia in sanatoria a favore del proprietario di un manufatto localizzato proprio a via Fontanelle, l’area dove si sfiorò il dramma. Una procedura partita dall’istanza del primo marzo 1995 quando il privato – residente a Vico Equense – si attivò con il Comune di Sorrento. Un iter sfociato nella concessione edilizia in sanatoria del marzo 2013 «per l’abuso commesso all’immobile» di via Fontanelle «consistente nella realizzazione di un piccolo manufatto ad un solo livello e successivo ampliamento di volumi e superfici a piano terra con realizzazione di ulteriore livello al primo piano dell’immobile» scrive nel documento dell’epoca proprio l’ingegnere Donadio. La pratica, stando al dossier firmato dall’associazione Caponnetto, riguarda specificamente una delle case distrutte dalla frana del Capo di un paio di mesi fa. Nella denuncia si fa riferimento alla classificazione dell’area dove era situato l’immobile: «L’intera zona dove si è verificata la frana è sottoposta a vincolo idrogeologico dettato dall’Autorità di Bacino del Sarno che considera l’area in questione, nel piano di assetto idrogeologico, Zona P3 a pericolosità di dissesto di versante elevata con conseguente rischio P3 elevato» si legge nell’esposto in cui si evidenzia sia che «l’abitazione era stata edificata abusivamente» e che l’articolo 32 della legge 47/85 impone che «per ottenere la sanatoria occorre acquisire tutti i pareri in ordine ai vincoli presenti sull’area anche se imposti successivamente alla realizzazione del manufatto. Nella specie – continua l’associazione – i vincoli emanati da autorità che sono preposte alla tutela della sicurezza pubblica e privata». Da qui, la richiesta alla Procura di accertare se il condono è stato rilasciato con l’espletamento di uno studio di compatibilità e un nulla osta dall’Autorità di Bacino. Aspetti doverosi. «Senza rimozione del vincolo idrogeologico, sarebbe tutto illegittimo».–  Salvatore Dare Metropolis

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