SORRENTO E I MISTERI DI PARCO IBSEN.

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di Salvatore Caccaviello
Un’ ennesima inspiegabile vicenda  quella relativa a questa suggestiva zona della città che secondo i programmi doveva essere destinata, sebbene con un intervento da parte di privati,prettamente ai cittadini sorrentini.Dopo una serie di vicissitudini  che hanno visto coinvolti da una parte alcuni imprenditori e  dall’altra l’attuale amministrazione si è giunti per un lungo periodo alla chiusura del parco. Ora tra  sette giorni, secondo la delibera varata in questi giorni, il Parco sarà di nuovo nella piena disponibilità del Comune di Sorrento.Tuttavia ulteriori dubbi potrebbero nascere sulla legittimità dei lavori eseguiti all’epoca  che potrebbero di nuovo compromettere il travagliato risultato raggiunto…

 

Sorrento-  in questi giorni i cittadini che si trovano a transitare davanti al cancello del parco Ibsen  ,chiuso  ormai da lungo tempo,non possono fare a meno di notare un cartello ivi affisso ove  si chiedono spiegazioni del perché il parco, area pubblica, con annesso l’anfiteatro, intitolato al famoso scrittore norvegese  continua ad essere interdetta alla cittadinanza ed ai turisti. Molti cittadini  che dopo aver assistito in passato alla rivalutazione  di questa parte storica della città  ,con un forte investimento da parte delle casse comunali,si chiedono  come mai l’amministrazione non intervenga o quanto meno dia delle spiegazione su tale  ormai assurda vicenda.  Ma poiché numerose altre  problematiche irrisolte in cui versa il territorio comunale lo stanno a testimoniare è ormai  cosa nota che i nostri politici, presi dalle loro faccende…. non sentono affatto  il bisogno di informare i cittadini circa il loro operato.  Con un’amministrazione sempre più lontana dalle esigenze della cittadinanza e di tanti imprenditori che ancora con coraggio  continuano ad investire lungo il nostro territorio, il caso Ibsen potrebbe  benissimo rappresentare  il simbolo dell’inconcludente operato ormai quasi quinquennale  che la città ha dovuto subire. Come si ricorda nell’estate del 2008 veniva aperta al pubblico la rinnovata il complesso denominato “Parco Ibsen”; composto da parco giochi, locale adibito a  bar,un anfiteatro per spettacoli, ristorante ed annessi immobili pertinenziali,di proprietà pubblica e quindi in piena titolarità del Comune di Sorrento. L’Ente di Piazza Sant’Antonino dopo avere effettuato i lavori di demolizione della struttura commerciale denominata“Bussola Sud”, tra l’altro interessata da provvedimenti repressivi relativi a reati di abusivismo edilizio e ristrutturato l’intera area, nell’anno 2007 affidò la gestione della stessa, probabilmente per la ordinaria durata di un contatto di locazione commerciale (6 anni), onerando la società concessionaria dei piccoli e residuali lavori di completamento. Alla base della questione ,vi sarebbe ora proprio la scadenza del contratto stipulato nel 2007  tra il Comune di Sorrento e la società concessionaria. Alla scadenza del contratto, 30 aprile 2013, il Comune ha disdetto il rapporto di concessione contrariamente a quanto sostenuto dalla società concessionaria con a capo un famoso ristoratore sorrentino. La quale ha citato in giudizio il Comune di Sorrento chiedendogli il rinnovo del contratto di altri sei anni ritenendolo di “locazione” oltre a 100.000 euro di danni .Il Comune da parte sua  parrebbe vantare crediti per canoni non riscossi di 190.000 euro. Intanto furono inviate le lettere di sfratto alle due strutture che nel frattempo si erano divise l’area . La prima società ,concessionaria dei locali, che avrebbe dovuto ospitare un parco giochi con servizi di ristorazione ha chiesto i danni per infiltrazioni e cattiva manutenzione. La seconda  che pagava un canone di 4.000 euro al mese,responsabile tra l’altro della manutenzione di tutta l’area ed ha chiesto al comune la restituzione delle somme investite per il restyling e la messa in sicurezza. Insomma,una serie di contenziosi   che sembravano dall’esito tutto incerto. Intanto in precedenza erano sorte delle problematiche, relative alla trasparenza della procedura di affidamento della gestione della struttura ed alle varianti urbanistiche,rispetto all’iniziale progetto di costruire un’area ricreativa per bambini, comportanti la sensibile diminuzione della zona da destinare a parco giochi gratuito, ed il corrispondente aumento dell’area adibita a bar, ristorante ed alle altre strutture ricettive a pagamento. Tale situazione fu messa in evidenza anche da una dettagliata interrogazione da parte del Gruppo Consiliare del PD. Infatti al centro dell’intervento del consigliere di Opposizione Alessandro Schisano fu la destinazione a ristorante di una parte dell’area del parco.Nel 2004, la Giunta municipale  approvò il progetto esecutivo per la sistemazione dell’area adiacente le Antiche Mura e nella scheda  dei progetti di infrastrutture che riguardava la riqualificazione di tale spazio era specificato che “l’area di intervento ricadeva nella Zona Territoriale 2 (tutela degli insediamenti antichi accentrati) del PUT di cui la Legge Regionale n. 35/87 e nella zona  A e Ar – Centri storici e zone di rispetto ambientale  del P.R.G., ove è previsto che “ qualora la zona  di rispetto ambientale  non interferisca  con le visuali prospettiche di osservazione degli insediamenti antichi, sono consentiti interventi pubblici per la realizzazione di scuole materne e dell’obbligo, di attrezzature di interesse comune e di impianti sportivi, il tutto nel rispetto delle caratteristiche ambientali”. Dato che l’intera questione tra il Comune e gli imprenditori ruota intorno ad una attività commerciale, tra cui un ristorante,sarebbe opportuno che si chiarisse innanzitutto, come all’epoca chiesto anche dal PD, su quali basi tale situazione possa essere assimilata agli interventi previsti dall’articolo 17 del PUT? –  Ora che l’accordo tra le parti sembrerebbe essere raggiunto,con la successiva apertura del parco si è evitato l’ennesima brutta figura oltre ad un forte risarcimento alla società concessionaria. La quale parrebbe avanzare nei confronti del Comune di Sorrento risarcimenti addirittura di circa 900.000 euro che metterebbe in seria difficoltà le casse comunali. Tuttavia le problematiche non sembrerebbero del tutto superate dato che oltre a tenere presente che l’intera area è soggetta  ad una serie di vincoli che metterebbero in discussione la legittimità delle strutture realizzate, bisognerebbe tenere presente una serie di  ulteriori situazioni mai prese in considerazione che potrebbero aggravare ulteriormente una situazione che al momento nonostante  i buoni propositi continuerebbe a rimanere ingarbugliata. Infatti oltre a tenere presente che l’intera zona è sottoposta a rischio idrogeologico,confermato tra l’altro dai recenti eventi franosi nell’adiacente Vallone dei Mulini,bisognerebbe indagare anche quale sia il percorso sotterraneo del rivolo Sant’Antonio. Il quale dopo un lungo tratto intubato si affaccia nelle vicinanze della Pretura per poi proseguire, si presume, attraversando il Parco Ibsen, in direzione del Vallone dei Mulini. Pertanto bisognerebbe fare i conti anche con un certo parere idraulico dettato dal R.D.523/1904 che nel nostro territorio si tende ad ignorare ma che prepotentemente i continui eventi franosi in prossimità dei corsi d’acqua ci rammentano che dovrebbe seriamente essere preso in considerazione. Quindi una serie di situazioni che potrebbero compromettere l’uso commerciale del Parco Ibsen con le quali qualsiasi imprenditore, sebbene munito di buone intenzioni, dovrebbe in futuro confrontarsi.-. 24 Aprile 2014 – salvatorecaccaviello positanonews.

di Salvatore Caccaviello
Un’ ennesima inspiegabile vicenda  quella relativa a questa suggestiva zona della città che secondo i programmi doveva essere destinata, sebbene con un intervento da parte di privati,prettamente ai cittadini sorrentini.Dopo una serie di vicissitudini  che hanno visto coinvolti da una parte alcuni imprenditori e  dall’altra l’attuale amministrazione si è giunti per un lungo periodo alla chiusura del parco. Ora tra  sette giorni, secondo la delibera varata in questi giorni, il Parco sarà di nuovo nella piena disponibilità del Comune di Sorrento.Tuttavia ulteriori dubbi potrebbero nascere sulla legittimità dei lavori eseguiti all’epoca  che potrebbero di nuovo compromettere il travagliato risultato raggiunto…

 

Sorrento-  in questi giorni i cittadini che si trovano a transitare davanti al cancello del parco Ibsen  ,chiuso  ormai da lungo tempo,non possono fare a meno di notare un cartello ivi affisso ove  si chiedono spiegazioni del perché il parco, area pubblica, con annesso l’anfiteatro, intitolato al famoso scrittore norvegese  continua ad essere interdetta alla cittadinanza ed ai turisti. Molti cittadini  che dopo aver assistito in passato alla rivalutazione  di questa parte storica della città  ,con un forte investimento da parte delle casse comunali,si chiedono  come mai l’amministrazione non intervenga o quanto meno dia delle spiegazione su tale  ormai assurda vicenda.  Ma poiché numerose altre  problematiche irrisolte in cui versa il territorio comunale lo stanno a testimoniare è ormai  cosa nota che i nostri politici, presi dalle loro faccende…. non sentono affatto  il bisogno di informare i cittadini circa il loro operato.  Con un’amministrazione sempre più lontana dalle esigenze della cittadinanza e di tanti imprenditori che ancora con coraggio  continuano ad investire lungo il nostro territorio, il caso Ibsen potrebbe  benissimo rappresentare  il simbolo dell’inconcludente operato ormai quasi quinquennale  che la città ha dovuto subire. Come si ricorda nell’estate del 2008 veniva aperta al pubblico la rinnovata il complesso denominato “Parco Ibsen”; composto da parco giochi, locale adibito a  bar,un anfiteatro per spettacoli, ristorante ed annessi immobili pertinenziali,di proprietà pubblica e quindi in piena titolarità del Comune di Sorrento. L’Ente di Piazza Sant’Antonino dopo avere effettuato i lavori di demolizione della struttura commerciale denominata“Bussola Sud”, tra l’altro interessata da provvedimenti repressivi relativi a reati di abusivismo edilizio e ristrutturato l’intera area, nell’anno 2007 affidò la gestione della stessa, probabilmente per la ordinaria durata di un contatto di locazione commerciale (6 anni), onerando la società concessionaria dei piccoli e residuali lavori di completamento. Alla base della questione ,vi sarebbe ora proprio la scadenza del contratto stipulato nel 2007  tra il Comune di Sorrento e la società concessionaria. Alla scadenza del contratto, 30 aprile 2013, il Comune ha disdetto il rapporto di concessione contrariamente a quanto sostenuto dalla società concessionaria con a capo un famoso ristoratore sorrentino. La quale ha citato in giudizio il Comune di Sorrento chiedendogli il rinnovo del contratto di altri sei anni ritenendolo di "locazione" oltre a 100.000 euro di danni .Il Comune da parte sua  parrebbe vantare crediti per canoni non riscossi di 190.000 euro. Intanto furono inviate le lettere di sfratto alle due strutture che nel frattempo si erano divise l’area . La prima società ,concessionaria dei locali, che avrebbe dovuto ospitare un parco giochi con servizi di ristorazione ha chiesto i danni per infiltrazioni e cattiva manutenzione. La seconda  che pagava un canone di 4.000 euro al mese,responsabile tra l’altro della manutenzione di tutta l'area ed ha chiesto al comune la restituzione delle somme investite per il restyling e la messa in sicurezza. Insomma,una serie di contenziosi   che sembravano dall'esito tutto incerto. Intanto in precedenza erano sorte delle problematiche, relative alla trasparenza della procedura di affidamento della gestione della struttura ed alle varianti urbanistiche,rispetto all’iniziale progetto di costruire un’area ricreativa per bambini, comportanti la sensibile diminuzione della zona da destinare a parco giochi gratuito, ed il corrispondente aumento dell’area adibita a bar, ristorante ed alle altre strutture ricettive a pagamento. Tale situazione fu messa in evidenza anche da una dettagliata interrogazione da parte del Gruppo Consiliare del PD. Infatti al centro dell’intervento del consigliere di Opposizione Alessandro Schisano fu la destinazione a ristorante di una parte dell’area del parco.Nel 2004, la Giunta municipale  approvò il progetto esecutivo per la sistemazione dell’area adiacente le Antiche Mura e nella scheda  dei progetti di infrastrutture che riguardava la riqualificazione di tale spazio era specificato che “l’area di intervento ricadeva nella Zona Territoriale 2 (tutela degli insediamenti antichi accentrati) del PUT di cui la Legge Regionale n. 35/87 e nella zona  A e Ar – Centri storici e zone di rispetto ambientale  del P.R.G., ove è previsto che “ qualora la zona  di rispetto ambientale  non interferisca  con le visuali prospettiche di osservazione degli insediamenti antichi, sono consentiti interventi pubblici per la realizzazione di scuole materne e dell’obbligo, di attrezzature di interesse comune e di impianti sportivi, il tutto nel rispetto delle caratteristiche ambientali”. Dato che l’intera questione tra il Comune e gli imprenditori ruota intorno ad una attività commerciale, tra cui un ristorante,sarebbe opportuno che si chiarisse innanzitutto, come all’epoca chiesto anche dal PD, su quali basi tale situazione possa essere assimilata agli interventi previsti dall’articolo 17 del PUT? –  Ora che l’accordo tra le parti sembrerebbe essere raggiunto,con la successiva apertura del parco si è evitato l’ennesima brutta figura oltre ad un forte risarcimento alla società concessionaria. La quale parrebbe avanzare nei confronti del Comune di Sorrento risarcimenti addirittura di circa 900.000 euro che metterebbe in seria difficoltà le casse comunali. Tuttavia le problematiche non sembrerebbero del tutto superate dato che oltre a tenere presente che l’intera area è soggetta  ad una serie di vincoli che metterebbero in discussione la legittimità delle strutture realizzate, bisognerebbe tenere presente una serie di  ulteriori situazioni mai prese in considerazione che potrebbero aggravare ulteriormente una situazione che al momento nonostante  i buoni propositi continuerebbe a rimanere ingarbugliata. Infatti oltre a tenere presente che l’intera zona è sottoposta a rischio idrogeologico,confermato tra l’altro dai recenti eventi franosi nell’adiacente Vallone dei Mulini,bisognerebbe indagare anche quale sia il percorso sotterraneo del rivolo Sant’Antonio. Il quale dopo un lungo tratto intubato si affaccia nelle vicinanze della Pretura per poi proseguire, si presume, attraversando il Parco Ibsen, in direzione del Vallone dei Mulini. Pertanto bisognerebbe fare i conti anche con un certo parere idraulico dettato dal R.D.523/1904 che nel nostro territorio si tende ad ignorare ma che prepotentemente i continui eventi franosi in prossimità dei corsi d’acqua ci rammentano che dovrebbe seriamente essere preso in considerazione. Quindi una serie di situazioni che potrebbero compromettere l’uso commerciale del Parco Ibsen con le quali qualsiasi imprenditore, sebbene munito di buone intenzioni, dovrebbe in futuro confrontarsi.-. 24 Aprile 2014 – salvatorecaccaviello positanonews.