Servizi sociali: dentro o fuori?

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Vico Equense – Neanche il Tar ferma la battaglia condotta dal Comune di Vico Equense contro il Piano sociale di zona. I Giudici amministrativi con una recente ordinanza hanno approvato l’iter seguito dal Commissario per la costituzione dell’ambito Napoli 33, che comprende i comuni della penisola sorrentina, per i servizi sociali. Gennaro Izzo, coordinatore del Piano sociale di zona, al settimanale Agorà spiega gli effetti di questa pronuncia. “Il Tar – afferma Izzo – ha ribadito un principio importantissimo: per quanto riguarda le politiche sociali, non ci sono cittadini del Comune, ma cittadini dell’Ambito Territoriale. Le Istituzioni regionali e nazionali, i sindacati, considerano il nostro ambito territoriale un’eccellenza, eppure non basta: soltanto con la partecipazione convinta di tutti i comuni è possibile migliorare i servizi, ridurre gli errori che commettiamo operando in continua emergenza. In ogni caso, si tratta di una buona notizia per i cittadini e soprattutto per gli utenti dei servizi.” Il Comune di Vico Equense, pur accettando la sentenza della magistratura amministrativa, pensa di ricorre al Consiglio di Stato per far valere le sue ragioni. Il Sindaco Gennaro Cinque, sempre su Agorà ribadisce che non è cambiato nulla rispetto alle criticità sollevate nei mesi scorsi. “In particolare – sottolinea il Primo cittadino – il sistema di assegnazione dei servizi. Noi vogliamo il voucher, loro vogliono la gara d’appalto. Perché non si può adottare un sistema che dà la possibilità all’utente di scegliere chi deve svolgere il servizio, naturalmente tra soggetti accreditati? Perché si ha paura della valutazione delle persone che beneficiano delle prestazioni? Quando stavamo – continua Cinque – nel piano sociale l’assistenza ai disabili coinvolgeva quattro persone che venivano trasportate ogni giorno sulle colline di Sorrento. Oggi il centro di via Madonnelle accoglie dalle 9 alle 15.30 ben 32 ragazzi diversamente abili. In tre anni fuori dalla gestione associata abbiamo risparmiato 1 milione 860 mila euro. Loro spendono 370 mila euro per l’equipe multidisciplinare,un organo inutile. Dicono: sono soldi della Regione, rispondo: bene perché quei soldi non lì investiamo sui servizi alle persone?” Sull’equipe multidisciplinare Gennaro Izzo risponde così: “L’equipe assicura servizi essenziali, obbligatori per legge, quali il pronto intervento sociale, 24H, il segretariato sociale, nonché l’indispensabile supporto alla realizzazione di progettualità europee che negli ultimi anni ha fruttato a questo territorio milioni di euro in servizi. L’equipe,assieme a tutti i servizi del piano sociale di zona,rappresentano le nostre antenne e le nostre braccia sociali sul territorio. I parametri delle retribuzioni, poi, sono fissate dalla legge ed il costo del lavoro è incomprimibile.”

VICOEQUENSEONLINEVico Equense – Neanche il Tar ferma la battaglia condotta dal Comune di Vico Equense contro il Piano sociale di zona. I Giudici amministrativi con una recente ordinanza hanno approvato l’iter seguito dal Commissario per la costituzione dell’ambito Napoli 33, che comprende i comuni della penisola sorrentina, per i servizi sociali. Gennaro Izzo, coordinatore del Piano sociale di zona, al settimanale Agorà spiega gli effetti di questa pronuncia. “Il Tar – afferma Izzo – ha ribadito un principio importantissimo: per quanto riguarda le politiche sociali, non ci sono cittadini del Comune, ma cittadini dell’Ambito Territoriale. Le Istituzioni regionali e nazionali, i sindacati, considerano il nostro ambito territoriale un’eccellenza, eppure non basta: soltanto con la partecipazione convinta di tutti i comuni è possibile migliorare i servizi, ridurre gli errori che commettiamo operando in continua emergenza. In ogni caso, si tratta di una buona notizia per i cittadini e soprattutto per gli utenti dei servizi.” Il Comune di Vico Equense, pur accettando la sentenza della magistratura amministrativa, pensa di ricorre al Consiglio di Stato per far valere le sue ragioni. Il Sindaco Gennaro Cinque, sempre su Agorà ribadisce che non è cambiato nulla rispetto alle criticità sollevate nei mesi scorsi. “In particolare – sottolinea il Primo cittadino – il sistema di assegnazione dei servizi. Noi vogliamo il voucher, loro vogliono la gara d’appalto. Perché non si può adottare un sistema che dà la possibilità all’utente di scegliere chi deve svolgere il servizio, naturalmente tra soggetti accreditati? Perché si ha paura della valutazione delle persone che beneficiano delle prestazioni? Quando stavamo – continua Cinque – nel piano sociale l’assistenza ai disabili coinvolgeva quattro persone che venivano trasportate ogni giorno sulle colline di Sorrento. Oggi il centro di via Madonnelle accoglie dalle 9 alle 15.30 ben 32 ragazzi diversamente abili. In tre anni fuori dalla gestione associata abbiamo risparmiato 1 milione 860 mila euro. Loro spendono 370 mila euro per l’equipe multidisciplinare,un organo inutile. Dicono: sono soldi della Regione, rispondo: bene perché quei soldi non lì investiamo sui servizi alle persone?” Sull’equipe multidisciplinare Gennaro Izzo risponde così: “L’equipe assicura servizi essenziali, obbligatori per legge, quali il pronto intervento sociale, 24H, il segretariato sociale, nonché l’indispensabile supporto alla realizzazione di progettualità europee che negli ultimi anni ha fruttato a questo territorio milioni di euro in servizi. L’equipe,assieme a tutti i servizi del piano sociale di zona,rappresentano le nostre antenne e le nostre braccia sociali sul territorio. I parametri delle retribuzioni, poi, sono fissate dalla legge ed il costo del lavoro è incomprimibile.”

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